martedì 19 febbraio 2013

Horsegate. Ferrara (Unimpresa), l’ennesimo scandalo a danno del made in Italy


“Grandissimo è il danno arrecato al made in Italy dalla frode “Horsegate” della carne di cavallo, in quanto coinvolge piatti che richiamano esplicitamente l’Italia come le lasagne, i tortellini e il sugo alla bolognese, anche se non esiste alcun legame con i nostri prodotti e produttori”.
Così il responsabile nazionale di Unimpresa Agricoltura, Emilio Ferrara.
“Anche questo scandalo pone in evidenza quanto sia necessario estendere l’obbligo di indicare in etichetta la provenienza dei prodotti alimentari, sulla scorta delle nuove misure per la sicurezza dei prodotti non alimentari adottate dalla Commissione Europea che introducono l'obbligo dell'indicazione di origine sia per i paesi Ue che per quelli terzi – aggiunge Ferrara - Sono tristemente noti i dati che ci dicono che il maggior numero dei reati di “agropirateria” viene riscontrato nei settori delle carni e degli allevamenti, della ristorazione, del latte e derivati. Si va dalle materie prime di provenienza estera e spacciate per italiane, alle truffe sulle etichettature, dalle sofisticazioni ai cibi adulterati, fino all’impiego di prodotti scaduti o, peggio, contaminati”.
Per limitare tutto questo, sottolinea il responsabile di Unimpresa Agricoltura, occorrerebbe una accelerazione sull'approvazione da parte dell’Unione Europea di norme. 
“Invece si procede con grande lentezza – conclude Ferrara - con il Regolamento Ue numero 1169/2011 che, approvato nel novembre 2011, entrerà in vigore solo il 13 dicembre 2014, con l’obbligo di indicare in etichetta l’origine delle carni suine, ovine, caprine e dei volatili. Per le carni come quella di coniglio e per il latte e formaggi, invece, è ancora tutto fermo al palo”.

venerdì 8 febbraio 2013


Ministero delle politiche
agricole
alimentari e forestali

OLIO, CATANIA: COMITATO GESTIONE OCM APPROVA NUOVI
REGOLAMENTI PER TRASPARENZA ETICHETTE E TUTELA
CONSUMATORI

“Con l’approvazione da parte del Comitato di gestione OCM unica delle modifiche
ai regolamenti europei per l’olio d’oliva, è stato compiuto un passo importante per la
razionalizzazione ed il rilancio di questo settore, ma anche per la tutela degli operatori
e dei consumatori. Si tratta di un passaggio fondamentale, da noi fortemente voluto e
lungamente atteso che è destinato ad assicurare maggiore trasparenza nella fase di
commercializzazione degli oli di oliva e a valorizzare il prodotto italiano di qualità. Le
modifiche decise ieri, infatti, metteranno finalmente il consumatore nelle condizioni di
poter verificare con estrema facilità alcune informazioni fondamentali sulla qualità del
prodotto, come la categoria commerciale e, soprattutto, l’origine. Diversamente da quanto
accade ora, queste informazioni dovranno infatti essere riportate utilizzando caratteri
di dimensioni adeguate ed inserite tutte nello stesso campo visivo. È necessario ora
continuare a lavorare per giungere quanto prima all’adozione di tutte le misure previste
nel Piano d’azione comunitario per l’olio d’oliva, presentato a maggio dal Commissario
Cioloş, in particolare sul miglioramento dei parametri qualitativi, in primis per gli alchil
esteri, nonché sull’adozione di apposite misure strutturali necessarie per rilanciare la
competitività delle nostre aziende”.

Lo ha dichiarato il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali Mario Catania
commentando l’approvazione, nel corso del Comitato di gestione OCM unica - Ortofrutta
e olio di oliva – nel tardo pomeriggio di ieri, di alcune importanti modifiche ai regolamenti
(UE) n. 29/2012 e (CEE) n. 2568/91, rispettivamente per quanto concerne le norme di
commercializzazione degli oli di oliva ed i controlli nel settore.

Il provvedimento riguardante la modifica del regolamento 29/2012, sottoposto al Comitato
con "votazione indicativa" sarà ora notificato al WTO – Comitato barriere tariffarie
TBT, per poi essere sottoposto a voto definitivo dello stesso Comitato di gestione della
Commissione europea, previsto per il prossimo mese di aprile.

Altre importanti novità riguardano le bottiglie destinate alla ristorazione per le quali verrà
previsto l’uso obbligatorio di sistemi di chiusura che ne impediscono il riempimento dopo
l’esaurimento del contenuto e pertanto, una volta aperte, le confezioni non saranno più
riutilizzabili, prevenendo, in tal modo, eventuali operazioni fraudolente.

Un rafforzamento delle operazioni di controllo ed un miglioramento dell’implementazione
dei medesimi sono stati apportati attraverso le modifiche al Reg. (CEE) n. 2568/91 che
prevedono, in particolare, una serie di misure specifiche sui controlli, basate su un’analisi
del rischio che prende in considerazione, tra l’altro, l’origine dell’olio e il prezzo.

Inoltre, al fine di assicurare una migliore tracciabilità viene previsto l’obbligo, fino alla fase
dell’imbottigliamento, di tenere un apposito registro delle entrate e delle uscite per le varie
categorie commerciali.

Entrambi i regolamenti entreranno in vigore dal 1° gennaio 2014: tuttavia, i prodotti
legalmente fabbricati ed etichettati, immessi in libera pratica prima di tale data, potranno
essere commercializzati fino ad esaurimento delle scorte.