giovedì 30 agosto 2012

VINO, CATANIA: IMPORTANTI LE NOVITA’ CONTENUTE NEL NUOVO DECRETO SULL’ETICHETTATURA E PRESENTAZIONE DEI VINI DOP E IGP


“Le novità contenute nel nuovo decreto sull’etichettatura e presentazione dei vini DOP e
IGP e altri prodotti vitivinicoli, sono, ancora una volta, una dimostrazione del lavoro attento
e continuo che il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali svolge nei riguardi
dei produttori, degli operatori e di tutti gli attori della filiera vitivinicola. L’adozione delle
disposizioni normative, volte a tutelare le nostre produzioni, è una misura indispensabile
per proteggere le nostre eccellenze nel modo adeguato”.

Così il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, Mario Catania,
commenta la pubblicazione sulla G.U. di ieri, martedì 28 agosto 2012, del Decreto del
13 agosto 2012, che entra in vigore oggi mercoledì 29 agosto, recante le
disposizioni nazionali attuative del Regolamento (CE) n. 1234/2007 del Consiglio, del
regolamento applicativo (CE) n. 607/2009 della Commissione e del decreto legislativo n.
61/2010, per quanto concerne le DOP, le IGP, le menzioni tradizionali, l’etichettatura e la
presentazione di determinati prodotti del settore vitivinicolo.

Attraverso un’importante opera di semplificazione e ricodificazione delle preesistenti
norme nazionali, si costituisce il testo unico delle disposizioni nazionali in materia

di “etichettatura e presentazione dei vini DOP e IGP e altri prodotti vitivinicoli”, tenendo
altresì conto degli aggiornamenti apportati dal quadro di riferimento normativo e nazionale.

I punti essenziali riguardano:

- la ricodificazione che apporta una notevole semplificazione normativa e nel contempo
elimina alcuni vincoli dichiarativi a carico dei produttori connessi all’etichettatura e
presentazione;
- le norme sui recipienti e tappature dei vini DOCG, DOC e IGT, pur salvaguardando
l’immagine delle produzioni più qualificate (DOCG), vengono eliminati alcuni vincoli
troppo restrittivi in materia di confezionamento, che ormai non sono più in linea con le
esigenze dei principali mercati di esportazione, segnatamente dei vini DOC.

In tale contesto, oltre ad aggiornare le disposizioni sui contenitori alternativi al vetro
per i vini DOC (introdotti nei disciplinari di alcune DOC ai sensi dell’apposito decreto
del 2008), vengono introdotte misure di liberalizzazione intese a consentire l’uso
delle varie tappature ammesse dalla vigente normativa comunitaria, tra cui il tappo a
vite, che risulta assai richiesto sia dai mercati esteri che nazionali. Resta comunque
fatto salvo l’uso del tradizionale del tappo di sughero per le produzioni maggiormente
qualificate, conformemente alle disposizioni degli specifici disciplinari di produzione.

Ministero Politiche Agricole

domenica 26 agosto 2012

L'Olio di oliva come l'acqua minerale.

Ci siamo!
Uno dei punti più bassi del settore olio di oliva è stato toccato!
Infatti, si va "Sempre più in basso" (parafrasando Mike Bongiorno)!!! 
Oggi, in Spagna (ma presto in Italia e nel resto del Mondo?) l'olio di oliva (miscela di oli raffinati e vergini), viene venduto come l'acqua minerale, in confezioni da 6 bottiglie da un litro... ed una bottiglia è gratis!!!!!!
E la società non si ferma qui. L'olio Carbonell (questa l'azienda), fa tanto, ma tanto bene alla salute che, sulla confezione, ecco comparire un inequivocabile "NUTRE y ALIMENTA! 
Il prezzo non è poi così male, visto che spunta € 2,44/litro... E per un olio miscelato, è grasso che cola!
Ma chi lo commercializza? L'azienda è la Carbonell (Gruppo SOS - Deoleo), famosa per aver acquisito, nel tempo, marchi "storici" italiani come Bertolli, Carapelli e Sasso, per intenderci.
La Carbonell, leggo sul sito ufficiale SOS, è un'antica società spagnola (Cordoba) di commercializzazione di olio di oliva e quest'anno è "sponsor" in Formula Uno del team spagnolo F1 HRT. L'azienda, "Caratterizzata da uno spiccato spirito internazionale sin dagli inizi nel 1866, oggigiorno è il marchio d’olio d’oliva spagnolo più venduto al mondo, presente in oltre 50 Paesi. La sua attività non si limita solamente al mercato dell’olio, ma comprende anche i settori delle olive e degli aceti". 
Cosa aspettarci ancora? Non oso dirlo, ne crederlo... Aspetto fiducioso una levata di scudi del settore, che non arriverà mai.
Dr Antonio G. Lauro


http://primolio.blogspot.it/2012/08/lolio-di-oliva-come-lacqua-minerale.html

giovedì 9 agosto 2012

Idrogeno: più coraggio Italia!


Sempre più evidente il contrasto tra i paesi che investono nelle tecnologie dell’idrogeno e la diminuzione
dell’interesse delle istituzioni italiane. Eppure la nostra tradizione, le competenze scientifiche e le capacità
tecnologiche sono apprezzate anche a livello europeo. Bisogna agire subito per fermare il declino e
ridiventare protagonisti.

E’ evidente il crescente disimpegno dell’Italia, non di tutti per fortuna, nel settore idrogeno;
al contrario appaiono ricchi di prospettive i programmi dell’Unione europea e di paesi nostri
concorrenti: Germania, Regno Unito e Norvegia, ma pure Giappone e Stati Uniti.
L’Unione europea si conferma punto di riferimento e tiene il confronto con le grandi aree
economiche. Dopo il libro bianco sulle tecnologie per la crescita voluto da Prodi nel 2003, è stata
creata l’Iniziativa comune per l’idrogeno e le celle a combustibile (Iti) e lanciato nel 2007 un
programma mirato. L’ultimo bando con lo stanziamento di 90 milioni di € è atteso per l’inizio del
2013, portando il totale dei fondi a 450 milioni di €, destinati ad attrarne altrettanti dall’industria e
dai centri di ricerca.
Il primo posto tra i paesi comunitari è da sempre tenuto dalla Germania, grazie a strategie ben
definite e continuative, risorse finanziarie appropriate, grandi gruppi industriali coinvolti, centri di
ricerca con competenze consolidate. Lo ricorda Kai Klinder nel suo intervento al convegno Fast-
H2It “La via italiana all’idrogeno” del 14 giugno 2011: dal 2007 al 2016 il programma NPI-NOW
mette a disposizione ben 700 milioni di € destinati a mobilitarne altrettanti da parte dell’industria.
A maggio 2011 risultano finanziati 170 progetti con 300 partner e 360 milioni di € erogati. Il 54%
di tali risorse riguarda l’ampliamento delle flotte dei veicoli e l’infrastruttura.
La Norvegia, energeticamente autosufficiente grazie alle abbondanti risorse del sottosuolo e
all’impegno nelle rinnovabili, ha dal 2005 il Consiglio per l’idrogeno costituito dal Ministero del
petrolio e dell’energia e da quello dei trasporti. Non eroga fondi, ma detta le priorità da perseguire
a vari livelli: tecnologia, mercato, società, sicurezza, normative tecniche. Ora il Consiglio sostiene
il piano 2012-15, che prevede l’incremento del contributo pubblico per stare al passo con gli sforzi
internazionali.
E’ del 18 gennaio 2012 l’annuncio del governo inglese sull’iniziativa UK H2 Mobility, un grande
progetto per posizionare al meglio la Gran Bretagna nel mercato dei veicoli elettrici con fuel cell
a idrogeno entro il 2015. Si tratta di una alleanza tra tre ministeri e operatori industriali (aziende
servizi, società del gas, infrastrutture, case automobilistiche). Al momento si sta valutando, e il
rapporto è atteso per la fine del 2012, il potenziale dell’idrogeno quale combustibile a impatto zero,
come una delle soluzioni per “decarbonizzare” il trasporto su strada.
Obama vuole dare all’America una strategia seria, adeguatamente sostenuta, per valorizzare tutte
le fonti disponibili non tradizionali, in sostanza le rinnovabili: “all-of-the-above-energy strategy”
come la chiama il presidente. Gli fa eco il segretario di stato per l’energia e premio Nobel Steven
Chu: “Far progredire la tecnologia dell’idrogeno e delle celle a combustibile è un impegno forte
del Dipartimento dell’energia a sostegno della strategia per le rinnovabili e come aiuto alla
diversificazione per il settore e alla riduzione delle importazioni”. Nel 2012 la dotazione finanziaria
è di 104 milioni di $ per la ricerca applicata e di 34 milioni per quella di base. Lo sforzo viene
premiato dal numero dei brevetti: erano circa 350 nel 2002 e sono più di 950 nel 2011. Il mercato
delle pile a combustibile si attesta sulle 20 mila installazioni nel 2011, con un incremento superiore
al 35% rispetto al 2010.
Nel marzo 2011 13 grandi gruppi giapponesi confermano l’arrivo sul mercato nel 2015 di veicoli a
celle a combustibile; per lo stesso anno si prevede l’entrata in funzione di un centinaio di stazioni
per il rifornimento di idrogeno. Nel 2012 la Nedo, l’organizzazione per lo sviluppo delle nuove
energie e delle tecnologie industriali, mette a disposizione 10 miliardi e 324 milioni di yen, circa
107 milioni di €, pari al 10% del suo bilancio, per le celle a combustibile, i veicoli a idrogeno,
l’infrastruttura.

Questo succede all’estero; e da noi? L’Italia ha alle spalle una buona tradizione. Risale al 1854 il
motore a scoppio alimentato a idrogeno; nel 1985 il Centro comune di ricerca dell’’Unione europea,
sede di Ispra, lavora al progetto HidroQuebec; nel 2004 viene lanciato il Programma nazionale
idrogeno e fuel cell 2005-10 con una dotazione di 90 milioni di €; sono 5 i progetti del settore
approvati dal Programma Industria 2015. Milano aveva tutte le condizioni per diventare la capitale
europea dell’idrogeno. Infatti, prima della completa metanizzazione della rete (1992), l’idrogeno
veniva distribuito con una concentrazione fino al 70% nel gas di città. Nella seconda metà
degli anni ’90, l’Enea e l’Aem di Milano in collaborazione con l’industria, nell’ambito del Progetto
nazionale “Volta”, hanno progettato costruito e gestito in Bicocca un impianto di produzione
elettrica (PRODE) alimentato a idrogeno ottenuto dal metano. Da ciò nasce poco dopo il “Progetto
Bicocca” per consentire fra l’altro la sperimentazione su prototipi di celle a combustibile prodotte
da Ansaldo Fuel Cell nel quadro di un contratto finanziato dal Miur nel 2002.
Nonostante alcune riflessioni sulle strategie future, multinazionali come Air Liquide e Linde
o gruppi quali Sapio e Sol confermano il loro impegno nelle tecnologie dell’idrogeno, anche
partecipando attivamente al alcuni programmi pubblici. Non è trascurabile la partecipazione di
industrie e centri di ricerca ai bandi della Iniziativa tecnologica comune europea; come pure
l’attivismo di alcune regioni, anche se spesso intermittente. In Europa, associazioni come EHA e
HyEr si avvalgono da anni dell’esperienza della Fast (Federazione delle associazioni scientifiche
e tecniche) e di H2It per la gestione tecnica e di segreteria. La stessa Fast viene spesso invitata
a collaborare per la diffusione dei risultati e rappresentare l’Italia in molti progetti; si citano
HyProfessional, HyGuide, HyLift Demo, HyFacts, Shel, Don Quichote.
Questa è l’Italia che funziona! Sono esempi di successo nonostante le carenze degli strumenti
nazionali di sostegno all’innovazione e l’altalenante comportamento delle amministrazioni locali.
Per contro sembra rimasto lettera morta il Protocollo di intesa tra le regioni Lombardia e Piemonte
del 20 marzo 2007. Non c’è continuità all’apprezzabile impegno della Lombardia nel progetto Zero-
regio, solo in parte compensato dalla partecipazione di Atm Milano a Chic per avere tre bus a
idrogeno. E nonostante i positivi riscontri della sperimentazione, il progetto MyGas delle 20 Panda
Fiat a miscela metano idrogeno con i distributori di Assago e Monza non sembra entusiasmare
ulteriormente i vertici regionali. Il Comune di Milano si impegna a far girare nell’area Expo 2015
solo mezzi di trasporto a impatto zero e poi lascia fallire Zincar, la società di ingegneria per la
mobilità sostenibile, ponendo fine anche al progetto Bicocca, con cui la città era all’avanguardia nel
mondo. Il gruppo Eni investe in Germania e abbandona le stazioni di rifornimento in Italia.
Il rilancio è possibile partendo dalla proposta della piattaforma nazionale del 2010 di Confindustria
e H2It. Il sistema delle imprese e i centri di ricerca hanno le competenze, ma occorrono certezze
e una strategia condivisa; va valorizzato il rapporto dinamico tra aziende e ricerca; bisogna avere
una percezione più realistica delle potenzialità dell’idrogeno e delle sue tecnologie.
Nel frattempo guardiamo alle esperienze degli altri e approfittiamo delle occasioni offerte
dall’Europa.

alberto.pieri@fast.mi.it

http://www.fast.mi.it/

martedì 7 agosto 2012

UNA PROPOSTA PER I GIOVEDI’ D’ESTATE Agriturist offre interessanti percorsi di gusto in oltre 50 agriturismi lombardi


Prosegue l’interessante iniziativa promossa da Agriturist Lombardia, iniziata il 14 giugno e
che terminerà il 4 ottobre 2012: per tutti i giovedì estate, oltre 50 aziende agrituristiche
della Lombardia propongono menù tipici a 25 euro a base di prodotti tipici e naturali,
accompagnando l’ospite alla riscoperta delle nostre radici. Non solo, si potranno comprare
prodotti freschi e genuini con il 10% di sconto.

Lo spirito dell’iniziativa UNA SERA A CENA IN CAMPAGNA D’ESTATE, nata a Brescia
qualche anno fa, ma che da quest’anno è diventata regionale, è quello di far sì che gli
ospiti, per tutti i giovedì d’estate, possano cenare presso le aziende diventando amici degli
operatori agrituristici, che abbiano a sedersi a tavola con loro e che riscoprano i sapori veri,
in una sorta di oasi di pace che segni una pausa dalla vita frenetica di tutti i giorni.

Gli agriturismi che aderiscono all’iniziativa sono 50 e si trovano su
www.agriturist.confagricolturalombardia.it, oppure chiedendo indicazioni al n. 02/58302122.
Sul sito è possibile trovare le aziende ed i rispettivi menù per tutti i giovedì d’estate. La
prenotazione è obbligatoria

Agriturist Lombardia, l’associazione agrituristica che fa capo a Confagricoltura opera sul
territorio per valorizzare le aziende agrituristiche, tutelando l’attività agrituristica “vera”:
quella che ha dietro alle spalle aziende capaci di produrre, trasformare e far conoscere i
prodotti della terra, legandoli alle tradizioni e all’innovazione.
Perché agriturismo significa rapporto con l’azienda agricola che produce e trasforma i
prodotti per la tavola, ma significa anche tradizione, famiglia e cultura in ambienti semplici
ma raffinati. Una cultura dell’accoglienza che fa la differenza da chi considera l’ospitalità solo
un mestiere.


Angelo Consoli: LA CONTRO RIVOLUZIONE ENERGETICA

Angelo Consoli: LA CONTRO RIVOLUZIONE ENERGETICA: Quello che sta succedendo in questi giorni sul piano delle energie rinnovabili ci deve far riflettere. Cerchiamo di rimettere un po' d'ordin...

giovedì 2 agosto 2012

Agroalimentare. Ferrara (Unimpresa), IV gamma, schema di decreto interministeriale con luci ed ombre


“Lo schema di decreto relativo alle disposizioni di attuazione dell’art. 4 della legge 13 maggio 2011 n. 77, concernenti la preparazione, il confezionamento e la distribuzione dei prodotti ortofrutticoli di quarta gamma presenta luci ma anche ombre”.
E’ il commento del segretario generale di Unimpresa Agricoltura, Emilio Ferrara.
I prodotti ortofrutticoli di quarta gamma sono quelli destinati all'alimentazione umana freschi che, dopo la raccolta, sono sottoposti a processi tecnologici di minima entità nelle fasi di selezione, cernita, eventuale monda e taglio, lavaggio, asciugatura e confezionamento in buste o in vaschette sigillate e pronti per il consumo.
“Bene la definizione dei requisiti igienici e sanitari soprattutto con riferimento a batteri patogeni come Salmonella, Listeria ed Escherichia coli – prosegue Ferrara - Non ci sembra, invece, si sia fatto abbastanza per migliorare le informazioni specifiche da riportare sulla confezione in particolare per l’indicazione del paese di origine o luoghi di provenienza laddove i prodotti ortofrutticoli di quarta gamma presenti in una confezione provengono da uno o più Stati membri dell’Unione Europea o paesi terzi, il nome completo del paese di origine può essere sostituito da una delle seguenti diciture: miscuglio di prodotti ortofrutticoli dell’Ue; miscuglio di prodotti ortofrutticoli dei paesi terzi; miscuglio di prodotti ortofrutticoli dell’Ue e dei paesi terzi. Onestamente ci sembra un salto indietro di molti anni quello di non prevedere l’obbligo di indicare il Paese di origine quando questo è situato fuori dell’Unione europea”.
“Dai rapporti dell’EFSA – continua il segretario generale di Unimpresa Agricoltura - sappiamo che la maggior parte di alimenti con residui oltre i limiti consentiti sono prodotti importati da Paesi fuori dall'Unione europea, vorremmo pertanto che i consumatori siano in grado di sapere se stanno comprando, ad esempio, insalate della Svizzera piuttosto che dell’Algeria o della Tunisia. Ci sono grandissime differenze tra paese e paese e tutti devono poter scegliere in maniera consapevole ciò che mangiano. Gli ortofrutticoli italiani destinati alla IV gamma sono, naturalmente, il meglio che si può trovare sul mercato, ma trovandosi nella necessità di comprarli di altri paesi, meglio scegliere quelli di origine comunitaria, non in miscuglio con quelli di paesi terzi all’UE e, comunque, eventualmente anche tra questi preferire quelli che danno maggiori garanzie di salubrità ed igiene.
Uno sforzo maggiore da parte dei tre ministeri era sicuramente possibile, speriamo che prima del perfezionamento ci possano essere dei miglioramenti a tutela delle eccellenze italiane compresi gli ortofrutticoli di IV gamma”.

Unimpresa

mercoledì 1 agosto 2012

Fruitylife, ecco il progetto che promuove la sicurezza e la qualità di frutta e verdura


Prende il via il programma di Alimos co-finanziato dalla UE e dal Ministero delle
Politiche Agricole Alimentari e Forestali per informare i consumatori italiani, francesi
e tedeschi sulle caratteristiche di bontà e di salubrità dell’ortofrutta europea

(Cesena, 31 luglio 2012) Frutta e verdura fresche sono alimenti presenti quotidianamente
sulla tavola dei consumatori europei. Ma quanto sappiamo in merito alla loro sicurezza e ai
processi che garantiscono la loro provenienza?
Per rispondere a queste domande promuovendo un’alimentazione sana ed equilibrata,
prenderà il via nelle prossime settimane in Italia, Francia e Germania il progetto Fruitylife:
ogni giorno, con te, coordinato da Alimos – Alimenta la salute - e co-finanziato
dall’Unione Europea e dallo Stato Italiano.
Le prime iniziative messe in campo riguardano le campagne d’informazione e di
promozione diretta in negozi, supermercati e punti vendita della ristorazione commerciale,
ove saranno allestiti spazi ad hoc in area ortofrutta con locandine e saranno distribuiti
i depliant. Questi ultimi contengono anche un simpatico e utile gadget, il calendario
dell’ortofrutta, per aiutare i consumatori a ricordare la stagionalità dei tanti prodotti offerti
dalla natura e farli gustare al massimo del loro sapore.
Per sottolineare l’importanza dei prodotti ortofrutticoli freschi nella dieta alimentare per il
benessere, inoltre, è stata ideata una divertente campagna pubblicitaria, nella quale frutta
e verdura vengono trasformati in oggetti di uso quotidiano. Dalla giovane donna che
usa un fagiolino come matita per gli occhi al melone che si trasforma in cornetta del
telefono, dalla carota che diventa una penna alla ragazza che ascolta la musica usando
due pesche come cuffie. Il pay off “ogni giorno, con te” sottolinea quanto già trasmesso
tramite le immagini, ovvero il concetto dell’ortofrutta amica fidata (con te), suggerendo al
contempo un consumo quotidiano (ogni giorno).
A tali attività si aggiungerà a fine estate una campagna di comunicazione sul web: sul
sito internet www.fruitylife.eu sarà possibile trovare informazioni e notizie sulla filiera
ortofrutticola europea, sulla tracciabilità dei prodotti e sulla sicurezza alimentare, nonché
ricette per assaporare i principali prodotti, proposti sempre nell’ottica della stagionalità.
Il dialogo con i consumatori di frutta e verdura sarà inoltre realizzato attraverso alcuni dei
social media più frequentati (Facebook, Twitter e Youtube).
“Fruitylife è un’iniziativa che consideriamo molto importante per la promozione
dell’ortofrutta europea e l’educazione alimentare dei consumatori e dei responsabili
d’acquisto – ha commentato Massimo Brusaporci, Direttore di Alimos – In tema di
sicurezza alimentare, l’Unione Europea vanta una legislazione estremamente
scrupolosa e rispettosa della salute dell’uomo. È per questo che frutta e verdura
prodotte nei paesi comunitari presentano livelli di salubrità eccellenti. Questo plus
va comunicato, per far apprezzare la nostra produzione ortofrutticola, in paesi
tradizionalmente importatori come la Germania, ma anche nei paesi forti produttori come
Italia e Francia”.

“Al giorno d’oggi, infatti – ha concluso Massimo Brusaporci - sono aumentate le distanze
tra agricoltura e consumo, facendo perdere la conoscenza delle caratteristiche di tali
alimenti, del modo in cui vengono coltivati e dei sistemi di controllo. Col progetto
Fruitylife vogliamo dare risalto al concetto che l’ortofrutta fresca europea è sicura,
affidabile e controllata e garantisce ogni giorno un’ampia scelta di prodotti di stagione,
all’insegna della salute, della sicurezza e del gusto”.
I Soci di Alimos coinvolti nel Progetto sono alcune tra le principali realtà produttive italiane,
all’avanguardia nei sistemi di qualità e certificazione: Alegra, Apofruit Italia, Conor,
Naturitalia e Orogel Fresco.
http://www.fruitylife.eu/

Agroalimentare. Ferrara (Unimpresa), IV gamma, schema di decreto interministeriale con luci ed ombre

“Lo schema di decreto relativo alle disposizioni di attuazione dell’art. 4 della legge 13 maggio 2011 n. 77, concernenti la preparazione, il confezionamento e la distribuzione dei prodotti ortofrutticoli di quarta gamma presenta luci ma anche ombre”.
E’ il commento del segretario generale di Unimpresa Agricoltura, Emilio Ferrara.
I prodotti ortofrutticoli di quarta gamma sono quelli destinati all'alimentazione umana freschi che, dopo la raccolta, sono sottoposti a processi tecnologici di minima entità nelle fasi di selezione, cernita, eventuale monda e taglio, lavaggio, asciugatura e confezionamento in buste o in vaschette sigillate e pronti per il consumo.
“Bene la definizione dei requisiti igienici e sanitari soprattutto con riferimento a batteri patogeni come Salmonella, Listeria ed Escherichia coli – prosegue Ferrara - Non ci sembra, invece, si sia fatto abbastanza per migliorare le informazioni specifiche da riportare sulla confezione in particolare per l’indicazione del paese di origine o luoghi di provenienza laddove i prodotti ortofrutticoli di quarta gamma presenti in una confezione provengono da uno o più Stati membri dell’Unione Europea o paesi terzi, il nome completo del paese di origine può essere sostituito da una delle seguenti diciture: miscuglio di prodotti ortofrutticoli dell’Ue; miscuglio di prodotti ortofrutticoli dei paesi terzi; miscuglio di prodotti ortofrutticoli dell’Ue e dei paesi terzi. Onestamente ci sembra un salto indietro di molti anni quello di non prevedere l’obbligo di indicare il Paese di origine quando questo è situato fuori dell’Unione europea”.
“Dai rapporti dell’EFSA – continua il segretario generale di Unimpresa Agricoltura - sappiamo che la maggior parte di alimenti con residui oltre i limiti consentiti sono prodotti importati da Paesi fuori dall'Unione europea, vorremmo pertanto che i consumatori siano in grado di sapere se stanno comprando, ad esempio, insalate della Svizzera piuttosto che dell’Algeria o della Tunisia. Ci sono grandissime differenze tra paese e paese e tutti devono poter scegliere in maniera consapevole ciò che mangiano. Gli ortofrutticoli italiani destinati alla IV gamma sono, naturalmente, il meglio che si può trovare sul mercato, ma trovandosi nella necessità di comprarli di altri paesi, meglio scegliere quelli di origine comunitaria, non in miscuglio con quelli di paesi terzi all’UE e, comunque, eventualmente anche tra questi preferire quelli che danno maggiori garanzie di salubrità ed igiene.
Uno sforzo maggiore da parte dei tre ministeri era sicuramente possibile, speriamo che prima del perfezionamento ci possano essere dei miglioramenti a tutela delle eccellenze italiane compresi gli ortofrutticoli di IV gamma”.