domenica 29 luglio 2012

DL SVILUPPO, CATANIA: APPROVATE MISURE IMPORTANTI PER DARE IMPULSO AL SETTORE ITTICO NAZIONALE


“Le misure approvate ieri in prima lettura alla Camera dei Deputati hanno come obiettivo
quello di dare degli strumenti di rilancio e di impulso al settore ittico nazionale. Grande
importanza potrà avere il sistema volontario di indicazione dell’origine del pescato, in
modo tale che il consumatore possa riconoscere immediatamente il prodotto italiano e i
pescatori possano avere una maggiore remunerazione per la qualità dei nostri pesci. Sotto
il profilo operativo dell’attività di pesca è stato introdotto il registro marittimo elettronico
ed è stata data copertura legislativa a due attività come il pescaturismo e l’ittiturismo, che
possono diventare voci significative di integrazione del reddito delle imprese ittiche. Anche
per l’acquacoltura in mare sono state introdotte misure dirette ad agevolare la produzione”.

Così il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali Mario Catania ha
commentato le misure riguardanti il settore ittico italiano, contenute nel Decreto Legge
Sviluppo, approvato ieri in prima lettura alla Camera dei Deputati.

In particolare la norma prevede le seguenti novità legislative.

Acquacoltura in mare

L’art. 59, comma 11 e 12, facilita l’acquacoltura in mare con l’apertura di nuovi impianti
posti ad almeno un chilometro dalla costa, con la previsione che, in assenza di una
legislazione regionale, l'autorizzazione all'esercizio è rilasciata dal Mipaaf sulla scorta delle
disposizioni adottate con regolamento del medesimo Ministero, entro 90 giorni dall'entrata
in vigore del presente Decreto Legge, ferme restando comunque le funzioni di controllo
in corso di attività di competenza delle autorità sanitarie. Le medesime disposizioni si
applicano al rinnovo delle autorizzazioni per gli impianti già in esercizio.

Origine del pescato

L’art. 59, nei commi dal 14 al 19, introduce un sistema volontario di indicazione dell’origine
per chi vende al dettaglio e chi somministra prodotti della pesca, così da poter segnalare
al consumatore la dicitura ‘prodotto italiano’ o altra indicazione relativa all’origine italiana
o alla zona di cattura, più precisa di quella obbligatoriamente prevista dalle disposizioni
vigenti in materia. L’obiettivo è quello di fornire una più dettagliata informazione al
consumatore ed incrementare lo sviluppo concorrenziale del mercato ittico.

Registro marittimo

L’art. 59 ter istituisce il registro elettronico dei pescatori marittimi (REPM), presso ogni
Capitaneria di porto. Coloro che intendono esercitare la pesca marittima professionale
devono conseguire l'iscrizione a tale registro. Con decreto del Ministro delle politiche
agricole alimentari e forestali sono definite le modalità operative per il passaggio dal
registro in formato cartaceo a quello in formato elettronico.

Pescaturismo e ittiturismo

L’art. 59 quater sancisce che rientrino nelle attività di pesca professionale anche:
- il pesca turismo (imbarco di persone non facenti parte dell'equipaggio su navi da
pesca a scopo turistico – ricreativo)
- l’ittiturismo (attività di ospitalità, ricreative, didattiche, culturali e di servizi, finalizzate
alla corretta fruizione degli ecosistemi acquatici e delle risorse della pesca e alla
valorizzazione degli aspetti socio-culturali delle imprese ittiche, esercitate da
imprenditori, singoli o associati, attraverso l'utilizzo della propria abitazione o di
struttura nella disponibilità dell'imprenditore stesso).
Si intendono poi connesse all’attività di pesca professionale, purché non prevalenti:
- la trasformazione, la distribuzione e la commercializzazione dei prodotti della pesca,
nonché le azioni di promozione e valorizzazione;
- l'attuazione di interventi di gestione attiva, finalizzati alla valorizzazione produttiva,
all'uso sostenibile degli ecosistemi acquatici e alla tutela dell'ambiente costiero.

Ministero Politiche Agricole

giovedì 19 luglio 2012

ART. 62, CATANIA: PREDISPOSTO DECRETO APPLICATIVO PER LA TRASPARENZA DELLA FILIERA AGROALIMENTARE


“Con l’articolo 62 abbiamo introdotto norme di trasparenza all’interno della filiera
agroalimentare con contratti scritti e tempi di pagamento certi per le merci, in modo
da sostenere la crescita del comparto eliminando alcune storture del sistema che si
traducevano in un peso e un costo per troppi agricoltori e imprenditori. Con questo decreto
abbiamo provveduto a definire i criteri di attuazione per dare certezza applicativa alla
norma. Una regolamentazione che è stata frutto del proficuo dialogo con tutti gli attori della
filiera, con i quali abbiamo condiviso un percorso, prendendo in esame le proposte e le
esigenze emerse nei numerosi incontri tra tutte le parti in causa”.

Il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali Mario Catania ha così commentato
la predisposizione, di concerto con il Ministro dello sviluppo economico, del decreto
interministeriale applicativo dell’art. 62 della Legge 24 marzo 2012, n. 27, che regola la
cessione dei prodotti agricoli e alimentari. Il testo è stato ora trasmesso al Consiglio di
Stato.

Il testo è consultabile sul sito del Mipaaf raggiungibile cliccando qui

lunedì 16 luglio 2012

RINNOVABILI: VIA LIBERA A NUOVI INCENTIVI CON FIRMA CATANIA, CLINI, PASSERA. I MINISTRI: “SISTEMA MODERNO, SOSTENIBILE ED EQUO”


Roma,06 luglio 2012.Via libera definitivo, con la firma dei ministri dello Sviluppo economico Corrado Passera, dell’AmbienteCorrado Clini e dell’Agricoltura Mario Catania,  ai due decreti ministeriali che definiscono i nuovi incentivi per l’energia fotovoltaica (cd. Quinto Conto Energia) e per le rinnovabili elettriche non fotovoltaiche (idroelettrico, geotermico, eolico, biomasse, biogas). 
Il nuovo regime permetterà di raggiungere e superare gli obiettivi europei delle energie rinnovabili attraverso una crescita virtuosa, basata su un sistema di incentivazione equilibrato e con forti ricadute sull’economia italiana tale da ridurre l’impatto sulle bollette di cittadini e imprese.
I Decreti pongono le basi per uno sviluppo ordinato e sostenibile delle energie rinnovabili, allineando gli incentivi ai livelli europei e adeguandoli agli andamenti dei costi di mercato delle tecnologie (calati radicalmente nel corso degli ultimi anni). Si introduce inoltre un sistema di controllo e governo dei volumi installati e della relativa spesa complessiva (aste per impianti grandi e registri per impianti di taglia media). 
In linea con le previsioni della precedente normativa, il nuovo sistema entrerà in vigore 45 giorni dopo il superamento (previsto a breve) della soglia di 6 miliardi di incentivi per il fotovoltaico, e il 1 gennaio 2013 per il non fotovoltaico, per il quale è previsto comunque un periodo transitorio di 4 mesi. 
Grazie al lavoro portato avanti nelle scorse settimane, sono state effettuate importanti modifiche migliorative, che hanno tenuto conto dei pareri dell’Autorità per l’Energia e della Conferenza Unificata, di specifiche mozioni Parlamentari e di suggerimenti di Associazioni di categoria. In particolare sono previsti: 
-          Un ampliamento del budget di spesa, per un totale di 500 Milioni di Euro annui - pari a ulteriori 10 Miliardi di Euro di spesa su 20 anni - suddivisi tra Fotovoltaico (200 Milioni) e Non-Fotovoltaico (300 Milioni)
-          Una forte semplificazione delle procedure per l’iscrizione ai registri
-          L’innalzamento delle soglie di accesso ai registri per tutte le categorie rilevanti. In particolare, per il fotovoltaico, vengono esentati dai registri gli impianti a concentrazione, quelli innovativi e quelli realizzati da Amministrazioni pubbliche, oltre a quelli in sostituzione di amianto fino a 50 KW. Inoltre, sono esentati gli impianti tra 12 e 20 KW che richiedono una tariffa ridotta del 20%
-          Un premio per gli impianti fotovoltaici realizzati in sostituzione di coperture in amianto e per quelli con preponderante uso di componenti europei
-          Un incremento degli incentivi per alcune specifiche tecnologie che presentano una forte ricaduta sulla filiera nazionale, ad esempio: geotermico innovativo, fotovoltaico a concentrazione e innovativo
-          Una rimodulazione dei termini di pagamento dei certificati verdi
-      La conferma della priorità di accesso al registro per gli impianti realizzati dalle aziende agricole 
“Con i due decreti firmati oggi – hanno dichiarato i ministri Catania, Clini e Passera – viene introdotto un sistema di incentivi moderno, sostenibile ed equo. L’energia rinnovabile è un pilastro fondamentale della nostra strategia, ed è per questo essenziale supportarla in modo efficace, favorendo le fonti che possono sviluppare una filiera produttiva nazionale, senza generare dannose competizioni con la produzione alimentare. Allo stesso tempo, con questi decreti si pone un freno alla crescita dei costi energetici per i cittadini e le imprese. La sostenibilità economica e ambientale sono i due cardini della strategia energetica del Paese” concludono i tre ministri.
Ministero Sviluppo Economico

giovedì 12 luglio 2012

Spending review. Ferrara (Unimpresa), interventi troppo timidi in agricoltura

“La strada imboccata dal Governo con la spending review sembra quella giusta, cioè volta a erodere gli sprechi contenuti nel bilancio statale, tuttavia gli interventi che interessano il settore agricolo sembrano troppo timidi nel tentativo di rendere più razionale il lavoro degli enti collegati al Ministero delle Politiche agricole”.
E’ il commento del segretario nazionale di Unimpresa Agricoltura, Emilio Ferrara.
“Apprezziamo che sia iniziata la soppressione di Istituti ed Enti “superflui”, speriamo però si vada su soggetti più “corposi” dell' Inran (Istituto Nazionale di Ricerca per gli Alimenti e la Nutrizione) – aggiunge Ferrara - Per esempio ci sembra non ci sia alcun motivo per distribuire i servizi finanziari tra due enti, Isa (Istituto sviluppo agroalimentare) e Ismea (Istituto di servizi per il mercato agricolo alimentare) che potrebbero essere accorpati, come pure lo stesso si potrebbe fare per le funzioni di raccolta dati tra Ismea, Istat e altri organismi di settore. Per quanto concerne il riordino di Agea sicuramente positivo ci sembra aver disposto che le funzioni di coordinamento relative al finanziamento della Politica agricola comune siano nuovamente svolte direttamente dal ministero, che agirà come unico rappresentante dello Stato italiano nei confronti della Commissione europea per tutte le questioni relative al FEAGA e al FEASR”.
Il segretario generale di Unimpresa Agricoltura, inoltre, ha dichiarato di valutare positivamente la “modifica del modello di governance di Agea che da un presidente e un cda passa ad un unico direttore. Nulla però si vede ancora con riferimento alle molte altre entità che svolgono importanti e delicate funzioni come l’Agenzia pubblica per i controlli in agricoltura (Agecontrol), il Sistema informatico per lo sviluppo dell'agricoltura (Sin), dei molti Enti agricoli e Società sotto la vigilanza del MIPAAF e delle decine di varie autorità pubbliche di controllo per produzioni di qualità”.

Mozzarella di Bufala Campana. Ferrara (Unimpresa), no alla produzione con cagliata congelata

Una delle ragioni del successo della mozzarella di bufala campana è nel suo disciplinare di produzione molto severo che non consente interpretazioni di sorta a tutela della freschezza e della certezza dell'origine.
“L’attuale proposta di modifica al disciplinare avanzata dal Consorzio per la tutela della mozzarella di bufala campana Dop, ora al vaglio della Regione Campania e del Ministero delle Politiche agricole, lascia molto perplessi per la parte riguardante i tempi di produzione -  sottolinea Emilio Ferrara, segretario generale di Unimpresa Agricoltura - La previsione di superare l'obbligo di lavorare la mozzarella entro 60 ore dalla mungitura e lasciarlo solo per la “cagliata” avrebbe come risultato che la mozzarella potrebbe essere prodotta successivamente con materia prima conservata o congelata”.
Ovviamente, aggiunge Ferrara, l’apertura al meccanismo del congelato potrebbe penalizzare non poco la fama di un prodotto ricercato in tutto il mondo e che è già frequentemente oggetto di tentativi d’imitazione e frode.
“La modifica proposta – conclude il segretario generale di Unimpresa Agricoltura -  oltre a danneggiare la generalità degli allevatori, che perderebbero forza contrattuale visto che i trasformatori non dovrebbero necessariamente approvvigionarsi di latte tutti i giorni potendo disporre di prodotto congelato, riteniamo che non favorirebbe comunque tutti i trasformatori, ma solo una piccola parte di questi che puntano a produrre prodotto di bassa qualità. La mozzarella di bufala deve invece rimanere una produzione di alta qualità, prodotta ogni giorno con latte fresco intero, proprio come richiede il Disciplinare attuale”.


Unimpresa.