sabato 29 dicembre 2012

FIRMATO IL DECRETO ATTUATIVO DEL ‘CONTO TERMICO’

È stato firmato oggi il decreto interministeriale ‘Attuativo del regime di sostegno alla
produzione di energia termica da fonti rinnovabili e per interventi di efficienza energetica di
piccole dimensioni’ dal Ministro dello Sviluppo economico, Corrado Passera, di concerto
con il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, Mario Catania e il Ministro
dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, Corrado Clini.

Il decreto, per quel che riguarda in particolare il comparto agricolo, prevede il
finanziamento di interventi per aumentare l’efficienza energetica termica, attraverso
l’utilizzo di fonti rinnovabili da biomasse. Sono previsti incentivi per la sostituzione di
vecchi impianti di riscaldamento, compresi quelli a servizio delle serre e dei fabbricati
rurali, di potenza fino a 500 kW, alimentati prevalentemente a carbone o gasolio, con
stufe, termo-camini o caldaie alimentati a biomasse.

Con l’intesa della Conferenza unificata dello scorso 6 dicembre, sono state introdotte
anche le seguenti ulteriori opzioni: l’innalzamento del limite da 500 a 1.000 kW, con un
budget dedicato di massimo 30 milioni di euro; l’incentivazione all’installazione anche di
impianti nuovi in fabbricati rurali di proprietà di aziende agricole; la sostituzione - nelle aree
non metanizzate - degli impianti a GPL, a condizione che il nuovo impianto a biomasse
abbia emissioni ridotte rispetto ai massimi previsti.

“Considero particolarmente significativa la firma di questo provvedimento in quanto
ha delle ricadute positive anche sulle aziende agricole e sull’agroalimentare italiano in
generale. L’inserimento delle serre e dei fabbricati rurali realizza un pieno riconoscimento
del settore primario nella produzione di energie rinnovabili”.

Così il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali Mario Catania ha commentato
la firma di oggi al decreto interministeriale ‘Attuativo del regime di sostegno alla
produzione di energia termica da fonti rinnovabili e per interventi di efficienza energetica di
piccole dimensioni’.

Ministero Politiche Agricole

martedì 11 settembre 2012

La via del biologico per la valorizzazione del territorio


Convegno
La via del biologico
per la valorizzazione
del territorio
24 ° SANA
Salone Internazionale
del Biologico e del Naturale
Bologna Fiere
martedì 11 settembre 2012
Ore 10,00 - 13,00
Sala Allegretto
Centro Servizi Blocco C 1° piano
PROGRAMMA DEL CONVEGNO
Ore 10,00 - 10,15
Presentazione dell’evento
Augusto Mentuccia
Presidente di Suolo e Salute
Ore10,15 - 12,30
Esperienze e riflessioni a confronto
con interventi di:
Alessandro D’Elia
Suolo e Salute Organismo di controllo e certificazione
Michela Marcone
Sindaco di Varese Ligure (SP)
Roberto Bordigone
Amministratore Unico ARS FOOD s.r.l.
Sergio Traverso
Direttore di stabilimento di ARS FOOD s.r.l.
e della Cooperativa Casearia “Val di Vara”
Fulvio Gotelli
Presidente della Cooperativa Carni “San Pietro Vara”
Flavio Biondi
Capo Dipartimento Energia,
Alimentazione e Ambiente di Adiconsum
Moderatore:
Pierfrancesco Lisi
giornalista ed enologo
12,30 – 13,00
Dibattito

venerdì 7 settembre 2012

CATANIA: INNALZAMENTO PERCENTUALI DI SUCCO IN BEVANDE ANALCOLICHE DAL 12 AL 20 UN SUCCESSO PER AGRICOLTURA E CONSUMATORI


“L’innalzamento del limite minimo di succo naturale contenuto nelle bevande analcoliche
che richiamano il nome di un frutto, da me fortemente voluto e contenuto nel decreto legge
varato ieri dal Consiglio dei Ministri, rappresenta un risultato importante per i consumatori
e per il mondo dell’agricoltura. Questa misura, infatti, imporrà ai produttori di aumentare
dal 12 al 20% la quantità di succo naturale contenuto in tutte le bevande analcoliche
vendute in Italia, che richiamano nel nome o nella descrizione un frutto. Si tratta di una
misura che certamente avrà ricadute molto positive per i nostri produttori, soprattutto quelli
di agrumi, ma rappresenta anche un importante passo avanti nell’ottica della tutela dei
consumatori perché mette a loro disposizione un prodotto più ricco di frutta”.

Lo ha dichiarato il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali Mario Catania
commentando il contenuto del decreto legge recante “Disposizioni urgenti per promuovere
lo sviluppo del paese mediante un più alto livello di tutela della salute” approvato ieri dal
Consiglio dei Ministri.

Questo non impedisce agli operatori di continuare a produrre le cosiddette bibite di
fantasia con percentuali inferiori di succo di frutta purché nel nome e nella descrizione non
si faccia nessun riferimento al frutto.

Altro aspetto da sottolineare è che la norma non impatta in nessun modo sui succhi o i
nettari di frutta che hanno una loro precisa definizione codificata in ambito comunitario e
che hanno percentuali di frutta significativamente più alte.

I succhi di frutta, infatti, sono derivati al 100% da frutta, sia nel caso dei prodotti freschi
che di quelli ricostituiti da prodotto concentrato. La nuova direttiva comunitaria prevede,
inoltre, per questa tipologia il divieto di aggiungere zuccheri.

Per quanto riguarda invece i nettari, nel caso italiano i più presenti sul mercato sono quelli
definiti “succo e polpa”, la percentuale di succo e/o purea di frutta presente nella bevanda
varia a seconda della tipologia di frutto utilizzato e può andare dal 25 al 50%.

Ministero Politiche Agricole

mercoledì 5 settembre 2012

Fedagri, vendemmia scarsa Sotto la soglia dei 40 milioni di ettolitri - Italia a Tavola

Fedagri, vendemmia scarsa Sotto la soglia dei 40 milioni di ettolitri - Italia a Tavola

Lavoro nel settore agricolo Boom di assunzioni nel 2012 - Italia a Tavola

Lavoro nel settore agricolo Boom di assunzioni nel 2012 - Italia a Tavola

La via del biologico per la valorizzazione del territorio


24 ° SANA
Salone Internazionale
del Biologico e del Naturale
Bologna Fiere
martedì 11 settembre 2012
Ore 10,00 - 13,00
Sala Allegretto
Centro Servizi Blocco C 1° piano

PROGRAMMA DEL CONVEGNO
Ore 10,00 - 10,15
Presentazione dell’evento
Augusto Mentuccia
Presidente di Suolo e Salute
Ore10,15 - 12,30
Esperienze e riflessioni a confronto
con interventi di:
Alessandro D’Elia
Suolo e Salute Organismo di controllo e certificazione
Michela Marcone
Sindaco di Varese Ligure (SP)
Roberto Bordigone
Amministratore Unico ARS FOOD s.r.l.
Sergio Traverso
Direttore di stabilimento di ARS FOOD s.r.l.
e della Cooperativa Casearia “Val di Vara”
Fulvio Gotelli
Presidente della Cooperativa Carni “San Pietro Vara”
Flavio Biondi
Capo Dipartimento Energia,
Alimentazione e Ambiente di Adiconsum
Moderatore:
Pierfrancesco Lisi
giornalista ed enologo
12,30 – 13,00
Dibattito

In conclusione, verrà offerto ai partecipanti un
rinfresco con prodotti biologici

L’agricoltura biologica rappresenta la massima espressione
di multifunzionalità: tende infatti, per le sue peculiarità
produttive, a coniugare gli obiettivi economici con
quelli sociali e ambientali. Il biologico ha quindi le caratteristiche
e le potenzialità per costituire uno degli elementi
di maggiore prospettiva nella valorizzazione territoriale,
anche grazie al forte legame esistente tra il prodotto e
l’area in cui viene realizzato, alla relazione inscindibile tra
tipicità e localizzazione geografica. Nel nostro Paese un
esempio particolarmente significativo in tal senso è costituito
dalla Val di Vara, la cosiddetta “valle del biologico”
in provincia di La Spezia. Questa realtà, quasi totalmente
controllata e certificata da Suolo e Salute, resta tuttora
l’unico vero esempio di sistema aggregato di aziende
biologiche, economicamente attive, collocate all’interno
di un comprensorio ben definito. Un’area che porta in
dote più di un centinaio di aziende certificate biologiche
inserite in uno splendido contesto naturalistico, dove il
centro più rappresentativo, Varese Ligure, può vantare di
essere stato il primo comune europeo ad aver ottenuto
la certificazione ambientale EMAS.
Il convegno “La via del biologico per la valorizzazione del
territorio” organizzato da Suolo e Salute intende mettere
a confronto le esperienze di istituzioni e di imprese sul
tema della valorizzazione territoriale attraverso il prezioso
strumento del bio: l’obiettivo è di rilanciare il ruolo centrale
dell’agricoltura biologica nella promozione di uno
sviluppo del territorio autenticamente sostenibile.
PER ULTERIORI INFORMAZIONI:
sviluppo @suoloe salute .it o 051 - 6751265
Suolo e Salute è presente al Sana
presso il Padiglione 33 Stan d F39
Convegno

lunedì 3 settembre 2012

AL VIA la MARATONA DELLE IMPRENDITRICI DI CONFAGRICOLTURA LOMBARDIA VERSO EXPO 2015


VENERDI’ 14 SETTEMBRE: parte la 1^ tappa della “Maratona delle Imprenditrici di Confagricoltura
Lombardia verso Expo 2015”, che si svolgerà alla Cascina Le Preseglie di Desenzano del Garda
(BS) condotta da Cristina Bordignon. Il progetto si struttura in un itinerario di visite guidate ad
aziende agricole condotte da imprenditrici che si distinguono particolarmente per attività ed
assetti innovativi ed all’avanguardia. Si propone di far conoscere queste eccellenze imprenditoriali
non solo agli addetti ai lavori, ma anche al largo pubblico di Expo 2015.
Si visiterà un’azienda al mese fino al 2015, quando verrà realizzato il percorso guidato per i visitatori
di Expo.
L’azienda che verrà visitata, comprendente l’omonimo agriturismo e l’azienda agricola ad indirizzo
vitivinicolo, ha introdotto numerosi elementi “innovativi”, ma il più significativo riguarda il processo di
vinificazione: con la vendemmia del 2010 infatti ha inserito, nel processo di vinificazione, un passaggio
inusuale: il lavaggio delle uve prima della pressatura. Una pratica nella quale si è deciso di investire
dotandosi di una particolare attrezzatura denominata “Grape Cleaning Unit CLU”. Il principio è
semplice: l’uva, raccolta a mano, viene sanificata e mandata in pressa. L’obiettivo di questa scelta è la
ricerca di un prodotto sano e genuino.

Si tratterà di un’intera mattinata volta alla conoscenza di una realtà agrituristica e vitivinicola delle
colline del lago di Garda: visita in azienda, descrizione del processo di vinificazione, illustrazione delle
modalità produttive e degustazione guidata dei vini a cura della Titolare.

La Maratona intende proporre al pubblico di settore, ma anche ai consumatori, la possibilità di
conoscere le realtà imprenditoriali condotte da imprenditrici che hanno investito in innovazione per
rendere la propria azienda sempre più competitiva e qualitativa.

Chi fosse interessato a partecipare deve darne comunicazione alla Segreteria di Confagricoltura
Donna Lombardia – Tel. 02/58302122 – donna@confagricolturalombardia.it

La prossima Tappa della Maratona si svolgerà nel mese di ottobre


giovedì 30 agosto 2012

VINO, CATANIA: IMPORTANTI LE NOVITA’ CONTENUTE NEL NUOVO DECRETO SULL’ETICHETTATURA E PRESENTAZIONE DEI VINI DOP E IGP


“Le novità contenute nel nuovo decreto sull’etichettatura e presentazione dei vini DOP e
IGP e altri prodotti vitivinicoli, sono, ancora una volta, una dimostrazione del lavoro attento
e continuo che il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali svolge nei riguardi
dei produttori, degli operatori e di tutti gli attori della filiera vitivinicola. L’adozione delle
disposizioni normative, volte a tutelare le nostre produzioni, è una misura indispensabile
per proteggere le nostre eccellenze nel modo adeguato”.

Così il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, Mario Catania,
commenta la pubblicazione sulla G.U. di ieri, martedì 28 agosto 2012, del Decreto del
13 agosto 2012, che entra in vigore oggi mercoledì 29 agosto, recante le
disposizioni nazionali attuative del Regolamento (CE) n. 1234/2007 del Consiglio, del
regolamento applicativo (CE) n. 607/2009 della Commissione e del decreto legislativo n.
61/2010, per quanto concerne le DOP, le IGP, le menzioni tradizionali, l’etichettatura e la
presentazione di determinati prodotti del settore vitivinicolo.

Attraverso un’importante opera di semplificazione e ricodificazione delle preesistenti
norme nazionali, si costituisce il testo unico delle disposizioni nazionali in materia

di “etichettatura e presentazione dei vini DOP e IGP e altri prodotti vitivinicoli”, tenendo
altresì conto degli aggiornamenti apportati dal quadro di riferimento normativo e nazionale.

I punti essenziali riguardano:

- la ricodificazione che apporta una notevole semplificazione normativa e nel contempo
elimina alcuni vincoli dichiarativi a carico dei produttori connessi all’etichettatura e
presentazione;
- le norme sui recipienti e tappature dei vini DOCG, DOC e IGT, pur salvaguardando
l’immagine delle produzioni più qualificate (DOCG), vengono eliminati alcuni vincoli
troppo restrittivi in materia di confezionamento, che ormai non sono più in linea con le
esigenze dei principali mercati di esportazione, segnatamente dei vini DOC.

In tale contesto, oltre ad aggiornare le disposizioni sui contenitori alternativi al vetro
per i vini DOC (introdotti nei disciplinari di alcune DOC ai sensi dell’apposito decreto
del 2008), vengono introdotte misure di liberalizzazione intese a consentire l’uso
delle varie tappature ammesse dalla vigente normativa comunitaria, tra cui il tappo a
vite, che risulta assai richiesto sia dai mercati esteri che nazionali. Resta comunque
fatto salvo l’uso del tradizionale del tappo di sughero per le produzioni maggiormente
qualificate, conformemente alle disposizioni degli specifici disciplinari di produzione.

Ministero Politiche Agricole

domenica 26 agosto 2012

L'Olio di oliva come l'acqua minerale.

Ci siamo!
Uno dei punti più bassi del settore olio di oliva è stato toccato!
Infatti, si va "Sempre più in basso" (parafrasando Mike Bongiorno)!!! 
Oggi, in Spagna (ma presto in Italia e nel resto del Mondo?) l'olio di oliva (miscela di oli raffinati e vergini), viene venduto come l'acqua minerale, in confezioni da 6 bottiglie da un litro... ed una bottiglia è gratis!!!!!!
E la società non si ferma qui. L'olio Carbonell (questa l'azienda), fa tanto, ma tanto bene alla salute che, sulla confezione, ecco comparire un inequivocabile "NUTRE y ALIMENTA! 
Il prezzo non è poi così male, visto che spunta € 2,44/litro... E per un olio miscelato, è grasso che cola!
Ma chi lo commercializza? L'azienda è la Carbonell (Gruppo SOS - Deoleo), famosa per aver acquisito, nel tempo, marchi "storici" italiani come Bertolli, Carapelli e Sasso, per intenderci.
La Carbonell, leggo sul sito ufficiale SOS, è un'antica società spagnola (Cordoba) di commercializzazione di olio di oliva e quest'anno è "sponsor" in Formula Uno del team spagnolo F1 HRT. L'azienda, "Caratterizzata da uno spiccato spirito internazionale sin dagli inizi nel 1866, oggigiorno è il marchio d’olio d’oliva spagnolo più venduto al mondo, presente in oltre 50 Paesi. La sua attività non si limita solamente al mercato dell’olio, ma comprende anche i settori delle olive e degli aceti". 
Cosa aspettarci ancora? Non oso dirlo, ne crederlo... Aspetto fiducioso una levata di scudi del settore, che non arriverà mai.
Dr Antonio G. Lauro


http://primolio.blogspot.it/2012/08/lolio-di-oliva-come-lacqua-minerale.html

giovedì 9 agosto 2012

Idrogeno: più coraggio Italia!


Sempre più evidente il contrasto tra i paesi che investono nelle tecnologie dell’idrogeno e la diminuzione
dell’interesse delle istituzioni italiane. Eppure la nostra tradizione, le competenze scientifiche e le capacità
tecnologiche sono apprezzate anche a livello europeo. Bisogna agire subito per fermare il declino e
ridiventare protagonisti.

E’ evidente il crescente disimpegno dell’Italia, non di tutti per fortuna, nel settore idrogeno;
al contrario appaiono ricchi di prospettive i programmi dell’Unione europea e di paesi nostri
concorrenti: Germania, Regno Unito e Norvegia, ma pure Giappone e Stati Uniti.
L’Unione europea si conferma punto di riferimento e tiene il confronto con le grandi aree
economiche. Dopo il libro bianco sulle tecnologie per la crescita voluto da Prodi nel 2003, è stata
creata l’Iniziativa comune per l’idrogeno e le celle a combustibile (Iti) e lanciato nel 2007 un
programma mirato. L’ultimo bando con lo stanziamento di 90 milioni di € è atteso per l’inizio del
2013, portando il totale dei fondi a 450 milioni di €, destinati ad attrarne altrettanti dall’industria e
dai centri di ricerca.
Il primo posto tra i paesi comunitari è da sempre tenuto dalla Germania, grazie a strategie ben
definite e continuative, risorse finanziarie appropriate, grandi gruppi industriali coinvolti, centri di
ricerca con competenze consolidate. Lo ricorda Kai Klinder nel suo intervento al convegno Fast-
H2It “La via italiana all’idrogeno” del 14 giugno 2011: dal 2007 al 2016 il programma NPI-NOW
mette a disposizione ben 700 milioni di € destinati a mobilitarne altrettanti da parte dell’industria.
A maggio 2011 risultano finanziati 170 progetti con 300 partner e 360 milioni di € erogati. Il 54%
di tali risorse riguarda l’ampliamento delle flotte dei veicoli e l’infrastruttura.
La Norvegia, energeticamente autosufficiente grazie alle abbondanti risorse del sottosuolo e
all’impegno nelle rinnovabili, ha dal 2005 il Consiglio per l’idrogeno costituito dal Ministero del
petrolio e dell’energia e da quello dei trasporti. Non eroga fondi, ma detta le priorità da perseguire
a vari livelli: tecnologia, mercato, società, sicurezza, normative tecniche. Ora il Consiglio sostiene
il piano 2012-15, che prevede l’incremento del contributo pubblico per stare al passo con gli sforzi
internazionali.
E’ del 18 gennaio 2012 l’annuncio del governo inglese sull’iniziativa UK H2 Mobility, un grande
progetto per posizionare al meglio la Gran Bretagna nel mercato dei veicoli elettrici con fuel cell
a idrogeno entro il 2015. Si tratta di una alleanza tra tre ministeri e operatori industriali (aziende
servizi, società del gas, infrastrutture, case automobilistiche). Al momento si sta valutando, e il
rapporto è atteso per la fine del 2012, il potenziale dell’idrogeno quale combustibile a impatto zero,
come una delle soluzioni per “decarbonizzare” il trasporto su strada.
Obama vuole dare all’America una strategia seria, adeguatamente sostenuta, per valorizzare tutte
le fonti disponibili non tradizionali, in sostanza le rinnovabili: “all-of-the-above-energy strategy”
come la chiama il presidente. Gli fa eco il segretario di stato per l’energia e premio Nobel Steven
Chu: “Far progredire la tecnologia dell’idrogeno e delle celle a combustibile è un impegno forte
del Dipartimento dell’energia a sostegno della strategia per le rinnovabili e come aiuto alla
diversificazione per il settore e alla riduzione delle importazioni”. Nel 2012 la dotazione finanziaria
è di 104 milioni di $ per la ricerca applicata e di 34 milioni per quella di base. Lo sforzo viene
premiato dal numero dei brevetti: erano circa 350 nel 2002 e sono più di 950 nel 2011. Il mercato
delle pile a combustibile si attesta sulle 20 mila installazioni nel 2011, con un incremento superiore
al 35% rispetto al 2010.
Nel marzo 2011 13 grandi gruppi giapponesi confermano l’arrivo sul mercato nel 2015 di veicoli a
celle a combustibile; per lo stesso anno si prevede l’entrata in funzione di un centinaio di stazioni
per il rifornimento di idrogeno. Nel 2012 la Nedo, l’organizzazione per lo sviluppo delle nuove
energie e delle tecnologie industriali, mette a disposizione 10 miliardi e 324 milioni di yen, circa
107 milioni di €, pari al 10% del suo bilancio, per le celle a combustibile, i veicoli a idrogeno,
l’infrastruttura.

Questo succede all’estero; e da noi? L’Italia ha alle spalle una buona tradizione. Risale al 1854 il
motore a scoppio alimentato a idrogeno; nel 1985 il Centro comune di ricerca dell’’Unione europea,
sede di Ispra, lavora al progetto HidroQuebec; nel 2004 viene lanciato il Programma nazionale
idrogeno e fuel cell 2005-10 con una dotazione di 90 milioni di €; sono 5 i progetti del settore
approvati dal Programma Industria 2015. Milano aveva tutte le condizioni per diventare la capitale
europea dell’idrogeno. Infatti, prima della completa metanizzazione della rete (1992), l’idrogeno
veniva distribuito con una concentrazione fino al 70% nel gas di città. Nella seconda metà
degli anni ’90, l’Enea e l’Aem di Milano in collaborazione con l’industria, nell’ambito del Progetto
nazionale “Volta”, hanno progettato costruito e gestito in Bicocca un impianto di produzione
elettrica (PRODE) alimentato a idrogeno ottenuto dal metano. Da ciò nasce poco dopo il “Progetto
Bicocca” per consentire fra l’altro la sperimentazione su prototipi di celle a combustibile prodotte
da Ansaldo Fuel Cell nel quadro di un contratto finanziato dal Miur nel 2002.
Nonostante alcune riflessioni sulle strategie future, multinazionali come Air Liquide e Linde
o gruppi quali Sapio e Sol confermano il loro impegno nelle tecnologie dell’idrogeno, anche
partecipando attivamente al alcuni programmi pubblici. Non è trascurabile la partecipazione di
industrie e centri di ricerca ai bandi della Iniziativa tecnologica comune europea; come pure
l’attivismo di alcune regioni, anche se spesso intermittente. In Europa, associazioni come EHA e
HyEr si avvalgono da anni dell’esperienza della Fast (Federazione delle associazioni scientifiche
e tecniche) e di H2It per la gestione tecnica e di segreteria. La stessa Fast viene spesso invitata
a collaborare per la diffusione dei risultati e rappresentare l’Italia in molti progetti; si citano
HyProfessional, HyGuide, HyLift Demo, HyFacts, Shel, Don Quichote.
Questa è l’Italia che funziona! Sono esempi di successo nonostante le carenze degli strumenti
nazionali di sostegno all’innovazione e l’altalenante comportamento delle amministrazioni locali.
Per contro sembra rimasto lettera morta il Protocollo di intesa tra le regioni Lombardia e Piemonte
del 20 marzo 2007. Non c’è continuità all’apprezzabile impegno della Lombardia nel progetto Zero-
regio, solo in parte compensato dalla partecipazione di Atm Milano a Chic per avere tre bus a
idrogeno. E nonostante i positivi riscontri della sperimentazione, il progetto MyGas delle 20 Panda
Fiat a miscela metano idrogeno con i distributori di Assago e Monza non sembra entusiasmare
ulteriormente i vertici regionali. Il Comune di Milano si impegna a far girare nell’area Expo 2015
solo mezzi di trasporto a impatto zero e poi lascia fallire Zincar, la società di ingegneria per la
mobilità sostenibile, ponendo fine anche al progetto Bicocca, con cui la città era all’avanguardia nel
mondo. Il gruppo Eni investe in Germania e abbandona le stazioni di rifornimento in Italia.
Il rilancio è possibile partendo dalla proposta della piattaforma nazionale del 2010 di Confindustria
e H2It. Il sistema delle imprese e i centri di ricerca hanno le competenze, ma occorrono certezze
e una strategia condivisa; va valorizzato il rapporto dinamico tra aziende e ricerca; bisogna avere
una percezione più realistica delle potenzialità dell’idrogeno e delle sue tecnologie.
Nel frattempo guardiamo alle esperienze degli altri e approfittiamo delle occasioni offerte
dall’Europa.

alberto.pieri@fast.mi.it

http://www.fast.mi.it/

martedì 7 agosto 2012

UNA PROPOSTA PER I GIOVEDI’ D’ESTATE Agriturist offre interessanti percorsi di gusto in oltre 50 agriturismi lombardi


Prosegue l’interessante iniziativa promossa da Agriturist Lombardia, iniziata il 14 giugno e
che terminerà il 4 ottobre 2012: per tutti i giovedì estate, oltre 50 aziende agrituristiche
della Lombardia propongono menù tipici a 25 euro a base di prodotti tipici e naturali,
accompagnando l’ospite alla riscoperta delle nostre radici. Non solo, si potranno comprare
prodotti freschi e genuini con il 10% di sconto.

Lo spirito dell’iniziativa UNA SERA A CENA IN CAMPAGNA D’ESTATE, nata a Brescia
qualche anno fa, ma che da quest’anno è diventata regionale, è quello di far sì che gli
ospiti, per tutti i giovedì d’estate, possano cenare presso le aziende diventando amici degli
operatori agrituristici, che abbiano a sedersi a tavola con loro e che riscoprano i sapori veri,
in una sorta di oasi di pace che segni una pausa dalla vita frenetica di tutti i giorni.

Gli agriturismi che aderiscono all’iniziativa sono 50 e si trovano su
www.agriturist.confagricolturalombardia.it, oppure chiedendo indicazioni al n. 02/58302122.
Sul sito è possibile trovare le aziende ed i rispettivi menù per tutti i giovedì d’estate. La
prenotazione è obbligatoria

Agriturist Lombardia, l’associazione agrituristica che fa capo a Confagricoltura opera sul
territorio per valorizzare le aziende agrituristiche, tutelando l’attività agrituristica “vera”:
quella che ha dietro alle spalle aziende capaci di produrre, trasformare e far conoscere i
prodotti della terra, legandoli alle tradizioni e all’innovazione.
Perché agriturismo significa rapporto con l’azienda agricola che produce e trasforma i
prodotti per la tavola, ma significa anche tradizione, famiglia e cultura in ambienti semplici
ma raffinati. Una cultura dell’accoglienza che fa la differenza da chi considera l’ospitalità solo
un mestiere.


Angelo Consoli: LA CONTRO RIVOLUZIONE ENERGETICA

Angelo Consoli: LA CONTRO RIVOLUZIONE ENERGETICA: Quello che sta succedendo in questi giorni sul piano delle energie rinnovabili ci deve far riflettere. Cerchiamo di rimettere un po' d'ordin...

giovedì 2 agosto 2012

Agroalimentare. Ferrara (Unimpresa), IV gamma, schema di decreto interministeriale con luci ed ombre


“Lo schema di decreto relativo alle disposizioni di attuazione dell’art. 4 della legge 13 maggio 2011 n. 77, concernenti la preparazione, il confezionamento e la distribuzione dei prodotti ortofrutticoli di quarta gamma presenta luci ma anche ombre”.
E’ il commento del segretario generale di Unimpresa Agricoltura, Emilio Ferrara.
I prodotti ortofrutticoli di quarta gamma sono quelli destinati all'alimentazione umana freschi che, dopo la raccolta, sono sottoposti a processi tecnologici di minima entità nelle fasi di selezione, cernita, eventuale monda e taglio, lavaggio, asciugatura e confezionamento in buste o in vaschette sigillate e pronti per il consumo.
“Bene la definizione dei requisiti igienici e sanitari soprattutto con riferimento a batteri patogeni come Salmonella, Listeria ed Escherichia coli – prosegue Ferrara - Non ci sembra, invece, si sia fatto abbastanza per migliorare le informazioni specifiche da riportare sulla confezione in particolare per l’indicazione del paese di origine o luoghi di provenienza laddove i prodotti ortofrutticoli di quarta gamma presenti in una confezione provengono da uno o più Stati membri dell’Unione Europea o paesi terzi, il nome completo del paese di origine può essere sostituito da una delle seguenti diciture: miscuglio di prodotti ortofrutticoli dell’Ue; miscuglio di prodotti ortofrutticoli dei paesi terzi; miscuglio di prodotti ortofrutticoli dell’Ue e dei paesi terzi. Onestamente ci sembra un salto indietro di molti anni quello di non prevedere l’obbligo di indicare il Paese di origine quando questo è situato fuori dell’Unione europea”.
“Dai rapporti dell’EFSA – continua il segretario generale di Unimpresa Agricoltura - sappiamo che la maggior parte di alimenti con residui oltre i limiti consentiti sono prodotti importati da Paesi fuori dall'Unione europea, vorremmo pertanto che i consumatori siano in grado di sapere se stanno comprando, ad esempio, insalate della Svizzera piuttosto che dell’Algeria o della Tunisia. Ci sono grandissime differenze tra paese e paese e tutti devono poter scegliere in maniera consapevole ciò che mangiano. Gli ortofrutticoli italiani destinati alla IV gamma sono, naturalmente, il meglio che si può trovare sul mercato, ma trovandosi nella necessità di comprarli di altri paesi, meglio scegliere quelli di origine comunitaria, non in miscuglio con quelli di paesi terzi all’UE e, comunque, eventualmente anche tra questi preferire quelli che danno maggiori garanzie di salubrità ed igiene.
Uno sforzo maggiore da parte dei tre ministeri era sicuramente possibile, speriamo che prima del perfezionamento ci possano essere dei miglioramenti a tutela delle eccellenze italiane compresi gli ortofrutticoli di IV gamma”.

Unimpresa

mercoledì 1 agosto 2012

Fruitylife, ecco il progetto che promuove la sicurezza e la qualità di frutta e verdura


Prende il via il programma di Alimos co-finanziato dalla UE e dal Ministero delle
Politiche Agricole Alimentari e Forestali per informare i consumatori italiani, francesi
e tedeschi sulle caratteristiche di bontà e di salubrità dell’ortofrutta europea

(Cesena, 31 luglio 2012) Frutta e verdura fresche sono alimenti presenti quotidianamente
sulla tavola dei consumatori europei. Ma quanto sappiamo in merito alla loro sicurezza e ai
processi che garantiscono la loro provenienza?
Per rispondere a queste domande promuovendo un’alimentazione sana ed equilibrata,
prenderà il via nelle prossime settimane in Italia, Francia e Germania il progetto Fruitylife:
ogni giorno, con te, coordinato da Alimos – Alimenta la salute - e co-finanziato
dall’Unione Europea e dallo Stato Italiano.
Le prime iniziative messe in campo riguardano le campagne d’informazione e di
promozione diretta in negozi, supermercati e punti vendita della ristorazione commerciale,
ove saranno allestiti spazi ad hoc in area ortofrutta con locandine e saranno distribuiti
i depliant. Questi ultimi contengono anche un simpatico e utile gadget, il calendario
dell’ortofrutta, per aiutare i consumatori a ricordare la stagionalità dei tanti prodotti offerti
dalla natura e farli gustare al massimo del loro sapore.
Per sottolineare l’importanza dei prodotti ortofrutticoli freschi nella dieta alimentare per il
benessere, inoltre, è stata ideata una divertente campagna pubblicitaria, nella quale frutta
e verdura vengono trasformati in oggetti di uso quotidiano. Dalla giovane donna che
usa un fagiolino come matita per gli occhi al melone che si trasforma in cornetta del
telefono, dalla carota che diventa una penna alla ragazza che ascolta la musica usando
due pesche come cuffie. Il pay off “ogni giorno, con te” sottolinea quanto già trasmesso
tramite le immagini, ovvero il concetto dell’ortofrutta amica fidata (con te), suggerendo al
contempo un consumo quotidiano (ogni giorno).
A tali attività si aggiungerà a fine estate una campagna di comunicazione sul web: sul
sito internet www.fruitylife.eu sarà possibile trovare informazioni e notizie sulla filiera
ortofrutticola europea, sulla tracciabilità dei prodotti e sulla sicurezza alimentare, nonché
ricette per assaporare i principali prodotti, proposti sempre nell’ottica della stagionalità.
Il dialogo con i consumatori di frutta e verdura sarà inoltre realizzato attraverso alcuni dei
social media più frequentati (Facebook, Twitter e Youtube).
“Fruitylife è un’iniziativa che consideriamo molto importante per la promozione
dell’ortofrutta europea e l’educazione alimentare dei consumatori e dei responsabili
d’acquisto – ha commentato Massimo Brusaporci, Direttore di Alimos – In tema di
sicurezza alimentare, l’Unione Europea vanta una legislazione estremamente
scrupolosa e rispettosa della salute dell’uomo. È per questo che frutta e verdura
prodotte nei paesi comunitari presentano livelli di salubrità eccellenti. Questo plus
va comunicato, per far apprezzare la nostra produzione ortofrutticola, in paesi
tradizionalmente importatori come la Germania, ma anche nei paesi forti produttori come
Italia e Francia”.

“Al giorno d’oggi, infatti – ha concluso Massimo Brusaporci - sono aumentate le distanze
tra agricoltura e consumo, facendo perdere la conoscenza delle caratteristiche di tali
alimenti, del modo in cui vengono coltivati e dei sistemi di controllo. Col progetto
Fruitylife vogliamo dare risalto al concetto che l’ortofrutta fresca europea è sicura,
affidabile e controllata e garantisce ogni giorno un’ampia scelta di prodotti di stagione,
all’insegna della salute, della sicurezza e del gusto”.
I Soci di Alimos coinvolti nel Progetto sono alcune tra le principali realtà produttive italiane,
all’avanguardia nei sistemi di qualità e certificazione: Alegra, Apofruit Italia, Conor,
Naturitalia e Orogel Fresco.
http://www.fruitylife.eu/

Agroalimentare. Ferrara (Unimpresa), IV gamma, schema di decreto interministeriale con luci ed ombre

“Lo schema di decreto relativo alle disposizioni di attuazione dell’art. 4 della legge 13 maggio 2011 n. 77, concernenti la preparazione, il confezionamento e la distribuzione dei prodotti ortofrutticoli di quarta gamma presenta luci ma anche ombre”.
E’ il commento del segretario generale di Unimpresa Agricoltura, Emilio Ferrara.
I prodotti ortofrutticoli di quarta gamma sono quelli destinati all'alimentazione umana freschi che, dopo la raccolta, sono sottoposti a processi tecnologici di minima entità nelle fasi di selezione, cernita, eventuale monda e taglio, lavaggio, asciugatura e confezionamento in buste o in vaschette sigillate e pronti per il consumo.
“Bene la definizione dei requisiti igienici e sanitari soprattutto con riferimento a batteri patogeni come Salmonella, Listeria ed Escherichia coli – prosegue Ferrara - Non ci sembra, invece, si sia fatto abbastanza per migliorare le informazioni specifiche da riportare sulla confezione in particolare per l’indicazione del paese di origine o luoghi di provenienza laddove i prodotti ortofrutticoli di quarta gamma presenti in una confezione provengono da uno o più Stati membri dell’Unione Europea o paesi terzi, il nome completo del paese di origine può essere sostituito da una delle seguenti diciture: miscuglio di prodotti ortofrutticoli dell’Ue; miscuglio di prodotti ortofrutticoli dei paesi terzi; miscuglio di prodotti ortofrutticoli dell’Ue e dei paesi terzi. Onestamente ci sembra un salto indietro di molti anni quello di non prevedere l’obbligo di indicare il Paese di origine quando questo è situato fuori dell’Unione europea”.
“Dai rapporti dell’EFSA – continua il segretario generale di Unimpresa Agricoltura - sappiamo che la maggior parte di alimenti con residui oltre i limiti consentiti sono prodotti importati da Paesi fuori dall'Unione europea, vorremmo pertanto che i consumatori siano in grado di sapere se stanno comprando, ad esempio, insalate della Svizzera piuttosto che dell’Algeria o della Tunisia. Ci sono grandissime differenze tra paese e paese e tutti devono poter scegliere in maniera consapevole ciò che mangiano. Gli ortofrutticoli italiani destinati alla IV gamma sono, naturalmente, il meglio che si può trovare sul mercato, ma trovandosi nella necessità di comprarli di altri paesi, meglio scegliere quelli di origine comunitaria, non in miscuglio con quelli di paesi terzi all’UE e, comunque, eventualmente anche tra questi preferire quelli che danno maggiori garanzie di salubrità ed igiene.
Uno sforzo maggiore da parte dei tre ministeri era sicuramente possibile, speriamo che prima del perfezionamento ci possano essere dei miglioramenti a tutela delle eccellenze italiane compresi gli ortofrutticoli di IV gamma”.

domenica 29 luglio 2012

DL SVILUPPO, CATANIA: APPROVATE MISURE IMPORTANTI PER DARE IMPULSO AL SETTORE ITTICO NAZIONALE


“Le misure approvate ieri in prima lettura alla Camera dei Deputati hanno come obiettivo
quello di dare degli strumenti di rilancio e di impulso al settore ittico nazionale. Grande
importanza potrà avere il sistema volontario di indicazione dell’origine del pescato, in
modo tale che il consumatore possa riconoscere immediatamente il prodotto italiano e i
pescatori possano avere una maggiore remunerazione per la qualità dei nostri pesci. Sotto
il profilo operativo dell’attività di pesca è stato introdotto il registro marittimo elettronico
ed è stata data copertura legislativa a due attività come il pescaturismo e l’ittiturismo, che
possono diventare voci significative di integrazione del reddito delle imprese ittiche. Anche
per l’acquacoltura in mare sono state introdotte misure dirette ad agevolare la produzione”.

Così il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali Mario Catania ha
commentato le misure riguardanti il settore ittico italiano, contenute nel Decreto Legge
Sviluppo, approvato ieri in prima lettura alla Camera dei Deputati.

In particolare la norma prevede le seguenti novità legislative.

Acquacoltura in mare

L’art. 59, comma 11 e 12, facilita l’acquacoltura in mare con l’apertura di nuovi impianti
posti ad almeno un chilometro dalla costa, con la previsione che, in assenza di una
legislazione regionale, l'autorizzazione all'esercizio è rilasciata dal Mipaaf sulla scorta delle
disposizioni adottate con regolamento del medesimo Ministero, entro 90 giorni dall'entrata
in vigore del presente Decreto Legge, ferme restando comunque le funzioni di controllo
in corso di attività di competenza delle autorità sanitarie. Le medesime disposizioni si
applicano al rinnovo delle autorizzazioni per gli impianti già in esercizio.

Origine del pescato

L’art. 59, nei commi dal 14 al 19, introduce un sistema volontario di indicazione dell’origine
per chi vende al dettaglio e chi somministra prodotti della pesca, così da poter segnalare
al consumatore la dicitura ‘prodotto italiano’ o altra indicazione relativa all’origine italiana
o alla zona di cattura, più precisa di quella obbligatoriamente prevista dalle disposizioni
vigenti in materia. L’obiettivo è quello di fornire una più dettagliata informazione al
consumatore ed incrementare lo sviluppo concorrenziale del mercato ittico.

Registro marittimo

L’art. 59 ter istituisce il registro elettronico dei pescatori marittimi (REPM), presso ogni
Capitaneria di porto. Coloro che intendono esercitare la pesca marittima professionale
devono conseguire l'iscrizione a tale registro. Con decreto del Ministro delle politiche
agricole alimentari e forestali sono definite le modalità operative per il passaggio dal
registro in formato cartaceo a quello in formato elettronico.

Pescaturismo e ittiturismo

L’art. 59 quater sancisce che rientrino nelle attività di pesca professionale anche:
- il pesca turismo (imbarco di persone non facenti parte dell'equipaggio su navi da
pesca a scopo turistico – ricreativo)
- l’ittiturismo (attività di ospitalità, ricreative, didattiche, culturali e di servizi, finalizzate
alla corretta fruizione degli ecosistemi acquatici e delle risorse della pesca e alla
valorizzazione degli aspetti socio-culturali delle imprese ittiche, esercitate da
imprenditori, singoli o associati, attraverso l'utilizzo della propria abitazione o di
struttura nella disponibilità dell'imprenditore stesso).
Si intendono poi connesse all’attività di pesca professionale, purché non prevalenti:
- la trasformazione, la distribuzione e la commercializzazione dei prodotti della pesca,
nonché le azioni di promozione e valorizzazione;
- l'attuazione di interventi di gestione attiva, finalizzati alla valorizzazione produttiva,
all'uso sostenibile degli ecosistemi acquatici e alla tutela dell'ambiente costiero.

Ministero Politiche Agricole

giovedì 19 luglio 2012

ART. 62, CATANIA: PREDISPOSTO DECRETO APPLICATIVO PER LA TRASPARENZA DELLA FILIERA AGROALIMENTARE


“Con l’articolo 62 abbiamo introdotto norme di trasparenza all’interno della filiera
agroalimentare con contratti scritti e tempi di pagamento certi per le merci, in modo
da sostenere la crescita del comparto eliminando alcune storture del sistema che si
traducevano in un peso e un costo per troppi agricoltori e imprenditori. Con questo decreto
abbiamo provveduto a definire i criteri di attuazione per dare certezza applicativa alla
norma. Una regolamentazione che è stata frutto del proficuo dialogo con tutti gli attori della
filiera, con i quali abbiamo condiviso un percorso, prendendo in esame le proposte e le
esigenze emerse nei numerosi incontri tra tutte le parti in causa”.

Il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali Mario Catania ha così commentato
la predisposizione, di concerto con il Ministro dello sviluppo economico, del decreto
interministeriale applicativo dell’art. 62 della Legge 24 marzo 2012, n. 27, che regola la
cessione dei prodotti agricoli e alimentari. Il testo è stato ora trasmesso al Consiglio di
Stato.

Il testo è consultabile sul sito del Mipaaf raggiungibile cliccando qui

lunedì 16 luglio 2012

RINNOVABILI: VIA LIBERA A NUOVI INCENTIVI CON FIRMA CATANIA, CLINI, PASSERA. I MINISTRI: “SISTEMA MODERNO, SOSTENIBILE ED EQUO”


Roma,06 luglio 2012.Via libera definitivo, con la firma dei ministri dello Sviluppo economico Corrado Passera, dell’AmbienteCorrado Clini e dell’Agricoltura Mario Catania,  ai due decreti ministeriali che definiscono i nuovi incentivi per l’energia fotovoltaica (cd. Quinto Conto Energia) e per le rinnovabili elettriche non fotovoltaiche (idroelettrico, geotermico, eolico, biomasse, biogas). 
Il nuovo regime permetterà di raggiungere e superare gli obiettivi europei delle energie rinnovabili attraverso una crescita virtuosa, basata su un sistema di incentivazione equilibrato e con forti ricadute sull’economia italiana tale da ridurre l’impatto sulle bollette di cittadini e imprese.
I Decreti pongono le basi per uno sviluppo ordinato e sostenibile delle energie rinnovabili, allineando gli incentivi ai livelli europei e adeguandoli agli andamenti dei costi di mercato delle tecnologie (calati radicalmente nel corso degli ultimi anni). Si introduce inoltre un sistema di controllo e governo dei volumi installati e della relativa spesa complessiva (aste per impianti grandi e registri per impianti di taglia media). 
In linea con le previsioni della precedente normativa, il nuovo sistema entrerà in vigore 45 giorni dopo il superamento (previsto a breve) della soglia di 6 miliardi di incentivi per il fotovoltaico, e il 1 gennaio 2013 per il non fotovoltaico, per il quale è previsto comunque un periodo transitorio di 4 mesi. 
Grazie al lavoro portato avanti nelle scorse settimane, sono state effettuate importanti modifiche migliorative, che hanno tenuto conto dei pareri dell’Autorità per l’Energia e della Conferenza Unificata, di specifiche mozioni Parlamentari e di suggerimenti di Associazioni di categoria. In particolare sono previsti: 
-          Un ampliamento del budget di spesa, per un totale di 500 Milioni di Euro annui - pari a ulteriori 10 Miliardi di Euro di spesa su 20 anni - suddivisi tra Fotovoltaico (200 Milioni) e Non-Fotovoltaico (300 Milioni)
-          Una forte semplificazione delle procedure per l’iscrizione ai registri
-          L’innalzamento delle soglie di accesso ai registri per tutte le categorie rilevanti. In particolare, per il fotovoltaico, vengono esentati dai registri gli impianti a concentrazione, quelli innovativi e quelli realizzati da Amministrazioni pubbliche, oltre a quelli in sostituzione di amianto fino a 50 KW. Inoltre, sono esentati gli impianti tra 12 e 20 KW che richiedono una tariffa ridotta del 20%
-          Un premio per gli impianti fotovoltaici realizzati in sostituzione di coperture in amianto e per quelli con preponderante uso di componenti europei
-          Un incremento degli incentivi per alcune specifiche tecnologie che presentano una forte ricaduta sulla filiera nazionale, ad esempio: geotermico innovativo, fotovoltaico a concentrazione e innovativo
-          Una rimodulazione dei termini di pagamento dei certificati verdi
-      La conferma della priorità di accesso al registro per gli impianti realizzati dalle aziende agricole 
“Con i due decreti firmati oggi – hanno dichiarato i ministri Catania, Clini e Passera – viene introdotto un sistema di incentivi moderno, sostenibile ed equo. L’energia rinnovabile è un pilastro fondamentale della nostra strategia, ed è per questo essenziale supportarla in modo efficace, favorendo le fonti che possono sviluppare una filiera produttiva nazionale, senza generare dannose competizioni con la produzione alimentare. Allo stesso tempo, con questi decreti si pone un freno alla crescita dei costi energetici per i cittadini e le imprese. La sostenibilità economica e ambientale sono i due cardini della strategia energetica del Paese” concludono i tre ministri.
Ministero Sviluppo Economico

giovedì 12 luglio 2012

Spending review. Ferrara (Unimpresa), interventi troppo timidi in agricoltura

“La strada imboccata dal Governo con la spending review sembra quella giusta, cioè volta a erodere gli sprechi contenuti nel bilancio statale, tuttavia gli interventi che interessano il settore agricolo sembrano troppo timidi nel tentativo di rendere più razionale il lavoro degli enti collegati al Ministero delle Politiche agricole”.
E’ il commento del segretario nazionale di Unimpresa Agricoltura, Emilio Ferrara.
“Apprezziamo che sia iniziata la soppressione di Istituti ed Enti “superflui”, speriamo però si vada su soggetti più “corposi” dell' Inran (Istituto Nazionale di Ricerca per gli Alimenti e la Nutrizione) – aggiunge Ferrara - Per esempio ci sembra non ci sia alcun motivo per distribuire i servizi finanziari tra due enti, Isa (Istituto sviluppo agroalimentare) e Ismea (Istituto di servizi per il mercato agricolo alimentare) che potrebbero essere accorpati, come pure lo stesso si potrebbe fare per le funzioni di raccolta dati tra Ismea, Istat e altri organismi di settore. Per quanto concerne il riordino di Agea sicuramente positivo ci sembra aver disposto che le funzioni di coordinamento relative al finanziamento della Politica agricola comune siano nuovamente svolte direttamente dal ministero, che agirà come unico rappresentante dello Stato italiano nei confronti della Commissione europea per tutte le questioni relative al FEAGA e al FEASR”.
Il segretario generale di Unimpresa Agricoltura, inoltre, ha dichiarato di valutare positivamente la “modifica del modello di governance di Agea che da un presidente e un cda passa ad un unico direttore. Nulla però si vede ancora con riferimento alle molte altre entità che svolgono importanti e delicate funzioni come l’Agenzia pubblica per i controlli in agricoltura (Agecontrol), il Sistema informatico per lo sviluppo dell'agricoltura (Sin), dei molti Enti agricoli e Società sotto la vigilanza del MIPAAF e delle decine di varie autorità pubbliche di controllo per produzioni di qualità”.

Mozzarella di Bufala Campana. Ferrara (Unimpresa), no alla produzione con cagliata congelata

Una delle ragioni del successo della mozzarella di bufala campana è nel suo disciplinare di produzione molto severo che non consente interpretazioni di sorta a tutela della freschezza e della certezza dell'origine.
“L’attuale proposta di modifica al disciplinare avanzata dal Consorzio per la tutela della mozzarella di bufala campana Dop, ora al vaglio della Regione Campania e del Ministero delle Politiche agricole, lascia molto perplessi per la parte riguardante i tempi di produzione -  sottolinea Emilio Ferrara, segretario generale di Unimpresa Agricoltura - La previsione di superare l'obbligo di lavorare la mozzarella entro 60 ore dalla mungitura e lasciarlo solo per la “cagliata” avrebbe come risultato che la mozzarella potrebbe essere prodotta successivamente con materia prima conservata o congelata”.
Ovviamente, aggiunge Ferrara, l’apertura al meccanismo del congelato potrebbe penalizzare non poco la fama di un prodotto ricercato in tutto il mondo e che è già frequentemente oggetto di tentativi d’imitazione e frode.
“La modifica proposta – conclude il segretario generale di Unimpresa Agricoltura -  oltre a danneggiare la generalità degli allevatori, che perderebbero forza contrattuale visto che i trasformatori non dovrebbero necessariamente approvvigionarsi di latte tutti i giorni potendo disporre di prodotto congelato, riteniamo che non favorirebbe comunque tutti i trasformatori, ma solo una piccola parte di questi che puntano a produrre prodotto di bassa qualità. La mozzarella di bufala deve invece rimanere una produzione di alta qualità, prodotta ogni giorno con latte fresco intero, proprio come richiede il Disciplinare attuale”.


Unimpresa.

venerdì 1 giugno 2012

Conferenza Nazionale Rinnovabili Termiche 30-31 Maggio 2012


Terza Conferenza Nazionale per le rinnovabili termiche (30 e 31 maggio 2012)
Custodi del bosco
Il ruolo delle biomasse legnose per usi termici al 2020 potrebbe raddoppiare (arrivando a 10 Mtep) con un costo 10 volte inferiore a quello previsto per il fotovoltaico. La posizione degli Amici della Terra e di Coldiretti.
Roma, 30 maggio 2012 -Promossa da Coldiretti e Amici della Terra, la prima giornata della Terza Conferenza Nazionale sulle fonti rinnovabili termiche è dedicata alla filiera bosco-legno-energia e si intitola significativamente “Custodi del bosco” in relazione al ruolo che il mondo rurale, in particolare le aziende forestali, possono avere in una pianificazione energetica regionale adeguata alle risorse del territorio e rispettosa delle sue caratteristiche. Promuovendo l’utilizzo efficiente della biomassa legnosa si possono conseguire risultati importanti ben oltre il raggiungimento degli obiettivi europei al 2020 come la valorizzazione della risorsa forestale, la tutela attiva del bosco contro gli incendi e a prevenzione di frane e alluvioni, il sostegno al mondo rurale, l’utilizzo di tecnologie e di capacità industriali italiane.
Nel comparto delle stufe a legna e pellet l’industria italiana ha una posizione di leader mondiale, copre il 90% della domanda sul mercato interno e una quota importante (35%) della produzione nazionale viene esportata. Molto forte è anche la posizione dell’industria italiana nella filiera delle tecnologie per la cogenerazione e il teleriscaldamento da biomasse.
Ciò apre spazi importanti per filiere nazionali della biomassa legnosa, settore che vede oggi l’Italia nella posizione di importatore dall’estero di combustibili come il pellet. La diffusione di contratti di filiera corta, che coinvolgano attivamente il mondo delle imprese agricole e forestali, può conseguire un doppio risultato di crescita in tempi di crisi economica.
Il Piano italiano di promozione delle fonti rinnovabili (PAN) prevede un obiettivo specifico di diffusione delle fonti rinnovabili termiche fissato al 17% dei consumi totali di calore per il 2020 (pari a circa 10,5 Mtep), e alle biomasse legnose è attribuito il 50% (5 Mtep) dell’obiettivo 2020 per le FER termiche. Ma i primi dati Eurostat, disponibili grazie al nuovo sistema di rilevamento statistico nato con il DM 14/1/2012, indicano che i consumi di biomasse legnose a fini termici erano stati fortemente sottostimati dal PAN visto che già per il 2010 essi ammontano ad oltre 4 Mtep, pari all’80% del contributo atteso al 2020 dal PAN.
Tutti questi elementi, secondo gli Amici della Terra e COLDIRETTI, fanno emergere la necessità una revisione delle politiche di promozione delle fonti rinnovabili, a partire dal PAN, aumentando l’obiettivo delle rinnovabili termiche (e non quello delle rinnovabili elettriche). Il ruolo delle biomasse legnose ad usi termici per il 2020 potrebbe essere ragionevolmente di circa 10 Mtep, (il doppio di quello attualmente previsto con un incremento effettivo di ulteriori 5 Mtep di consumi annui). I costi complessivi delle politiche di sostegno per questo obiettivo non superebbero i 500 milioni di € all’anno; valori da confrontare con circa 6 miliardi di € oggi destinati annualmente al fotovoltaico con risultato di circa 0,9 Mtep di FER.

www.amicidellaterra.it

venerdì 20 aprile 2012

In sperimentazione un modo rivoluzionario per l'estrazione dell'olio dalle olive.

"Abbiamo migliorato il processo di estrazione dell'olio di oliva, utilizzando una tecnologia basata su un campo elettrico pulsato", ha spiegato Arturo Portugal, ingegnere di ricerca presso il CRIC (Centre de Recerca I Investigaciò de Catalunya – Barcellona). A Malagón nella Spagna centrale, una piccola azienda sta testando un nuovo modulo per l’estrazione dell’olio dale olive.
L'idea è quella di applicare una scossa elettrica prima di spremere le olive, attraverso brevi impulsi creati da un forte campo elettrico; questi, allargano i pori nelle membrane cellulari, semplificando l'estrazione dell'olio.
Portugal spiega che “Gli impulsi elettrici generati dalla macchina, attraversano la pasta di olive, con il risultato di ottenere più olio estratto dalla stessa quantità di materia prima. Per di più l’impulso elettrico che apre i pori delle drupe di oliva rende più semplice ottenere l'olio anche da olive acerbe”.
Il proprietario dell’azienda dove si è svolta la sperimentazione - Aniceto Gómez -ha confermato la qualità del dispositivo ed ha riferito che "Per garantire la migliore qualità dell’olio ottenuto è importante estrarlo senza riscaldare la pasta di olive e la macchina del progetto facilita questo processo di estrazione, rendendo possibile estrarre olio dalle migliori olive verdi anche a temperatura ambiente”.
L'impianto pilota, che attualmente può “trattare” sei litri di pasta di olive al secondo consentirà di estendere, dopo la sperimentazione sviluppata nell'ambito di un progetto dell’UE, la tecnologia a livelli di piena produzione.
La nuova tecnologia, conclude Arturo Portugal "Consentirà di migliorare la competitività del settore dell'olio d'oliva, aumentandone la produttività”.
Dr Antonio G. Lauro

-------------------------------
Dr Agr. Antonio G. Lauro
- Organizzazione TerraOlivo Italia -
- Capo Panel -

domenica 25 marzo 2012

CATANIA: DALL’UNIONE EUROPEA 108 MILIONI DI EURO PER L’OLIO D’OLIVA ITALIANO NEI PROSSIMI TRE ANNI

“La filiera dell’olio d’oliva italiano avrà a disposizione nei prossimi tre anni 108 milioni di

euro per azioni di monitoraggio, tracciabilità, certificazione, miglioramento della qualità

e dell’impatto ambientale. Si tratta di risorse messe a disposizione dall’Unione Europea,

che contribuiranno significativamente a supportare al meglio la crescita di un comparto

importante come la nostra olivicoltura”.

Così il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, Mario Catania, ha

annunciato l’approvazione da parte del Mipaaf dei programmi triennali (2012/2014)

presentati dalle organizzazioni di operatori del settore oleicolo italiano.

I programmi sono finanziati con fondi dell’Unione Europea, integrati dalla partecipazione

dello Stato membro e dalle risorse dei beneficiari, ed avranno inizio dal 1° aprile 2012.

Nello specifico, a livello nazionale, l’importo assegnato al “monitoraggio” è pari a

9.600.000 euro; il plafond riconosciuto alla “tracciabilità” e alla “certificazione” dell’olio

d’oliva è di 22.750.000 euro.

A livello di attuazione regionale, i progetti riguardano il miglioramento della qualità, per

un importo, relativamente alla quota comunitaria, di 37.600.000 euro, mentre i progetti

concernenti il miglioramento dell’impatto ambientale verranno finanziati interamente

dall’Ue con 38.000.000 di euro.

L’importo totale assegnato alle organizzazioni di filiera è dunque pari a 108 milioni di euro,

cifra che deve essere integrata da circa 15 milioni di euro di cofinanziamento nazionale e

dalla partecipazione diretta dei beneficiari, che dovranno contribuire per analogo importo.

Ministero Politiche Agricole

mercoledì 14 marzo 2012

LATTE, MIPAAF: GLI ALLEVATORI MODERINO PRODUZIONE PER EVITARE RISCHIO SPLAFONAMENTO

Sulla base delle consegne effettuate dai produttori italiani di latte vaccino
fino a tutto il mese di dicembre 2011, si profila la fondata possibilità di un
superamento complessivo, ancorché di ordine percentuale minimo, della
quota di produzione totale assegnata all’Italia dall’Unione Europea per la
campagna 2011/2012.

In base alla vigente normativa, solo nel caso in cui lo Stato Membro non
superi la propria quota complessiva, i produttori che hanno commercializzato
in esubero rispetto alla propria quota individuale non vengono in nessun
modo assoggettati al prelievo e gli eventuali anticipi trattenuti vengono
interamente restituiti; ciò si è verificato nelle ultime due campagne di
commercializzazione, 2009-2010 e 2010-2011 nelle quali è stata rispetta la
quota nazionale.

Viceversa, in caso di superamento, anche minimo, della quota nazionale
complessiva, le restituzioni del prelievo mensile sono assoggettate ai criteri
previsti dalla legislazione nazionale (Legge n. 199/2003, modificata e

integrata dalla Legge n. 33/2009).

In caso di superamento, quindi, accederanno alla restituzione del prelievo
soltanto i produttori in regola con il versamento mensile con priorità
per i titolari di aziende ubicate nelle zone di montagna, per quelli nelle
zone svantaggiate, per i produttori che non abbiano superato il livello di
commercializzazione conseguito nel periodo 2007-2008 o, infine, per quelli
che non abbiano superato di oltre il 6 per cento la propria quota individuale.

Per tutti gli altri produttori in esubero, i prelievi versati o comunque dovuti,
confluiranno integralmente nel fondo per gli interventi nel settore lattiero-
caseario istituito presso il Ministero delle politiche agricole alimentari e
forestali ai sensi della Legge n. 33/2009.

Per evitare questa conseguenza è opportuno che i produttori in
esubero provvedano sollecitamente ad adeguare la propria quota alla
commercializzazione, facendo ricorso alle modalità di affitto di quota
previste dalla legge. E’ inoltre necessario che tutti orientino comunque
la propria attività all’obiettivo di limitare al massimo la produzione e la
commercializzazione nelle ultime settimane della campagna 2011-2012 per
evitare il superamento della quota nazionale.

Ministero Politiche Agricole

domenica 4 marzo 2012

CREDITO, CATANIA: NUOVI STRUMENTI PER L’AGRICOLTURA ITALIANA

“Il nostro Paese sta attraversando una congiuntura difficile ed uno degli elementi di
maggior criticità è costituito dall’accesso al credito. È evidente che questa problematica,
negli ultimi tempi, ha raggiunto un livello particolarmente rilevante, perché la contrazione
di liquidità che c’è stata nel sistema bancario europeo è stata fortissima e non poteva che
ripercuotersi sulla possibilità delle imprese di accedere al credito”.
Lo ha detto il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali Mario Catania
intervenendo al workshop "Credito e agricoltura: nuove opportunità per le imprese"
che si è tenuto questa mattina presso Unioncamere a Roma.
“Proprio per questo abbiamo lavorato per fornire risposte adeguate alle richieste che
arrivano dagli imprenditori. Già da anni Ismea (Istituto di servizi per il mercato agricolo
alimentare), ha creato una serie di strumenti di credito dedicati agli imprenditori agricoli
- ha proseguito il Ministro - come il ‘Fondo di garanzia prima richiesta’ e il ‘Fondo di
garanzia sussidiaria’. Si tratta di strumenti consolidati che hanno una forte capacità di
rispondere alle esigenze degli imprenditori e che hanno forse un solo limite: quello di non
essere sufficientemente conosciuti. Per questo è fondamentale lavorare sulla promozione
e diffusione delle informazioni.
“Con il Fondo credito, approvato con il decreto liberalizzazioni e ora all’esame delle
Camere, abbiamo ora fatto un passo in più – ha spiegato il Ministro -. Faremo incontrare,
attraverso gli sportelli bancari, la richiesta di credito da parte degli imprenditori e
i finanziamenti pubblici, anche quelli legati a programmi europei, consentendo in
questo modo alle banche stesse un’operazione virtuosa che ha dei riflessi in termini di
abbattimento degli interessi”.
“Si tratta di un elemento estremamente innovativo – ha aggiunto -, a cui diamo molta

importanza anche perché presenta un’ulteriore virtuosità: consente alle Regioni nell’ambito
della gestione della spesa pubblica comunitaria di convogliare su questo strumento risorse
pubbliche per le quali avrebbero difficoltà a trovare una collocazione”.
Il Ministro ha poi fatto riferimento al ruolo svolto nel settore agroalimentare dalla Borsa
merci telematica italiana: “Bmti ha ottenuto in pochi anni un successo superiore alle
aspettative che dimostra l’esistenza nel nostro Paese di un sistema agroalimentare pronto
a strumenti di questo tipo. Bmti fornisce inoltre delle risposte anche alla problematica
del credito perché la possibilità annunciata oggi per chi fa transazioni con Borsa Merci
Telematica di ricevere delle anticipazioni garantite è una risposta in termini di liquidità e
alla difficoltà di accesso al credito.
“Voglio inoltre sottolineare – ha concluso il Ministro - come in una fase storica in cui
abbiamo vissuto con preoccupazione, e anche con molti interrogativi, la crescita del
mercato dei derivati, anche per le commodities alimentari con tutte le ombre e le
problematiche che questo comporta, Bmti rappresenti la risposta italiana ai mercati dei
derivati. È una formula che torna a mettere al centro i prodotti, le transazioni di merci,
rispetto a operazioni di speculazione finanziaria prive di ogni contatto con le realtà
produttive”.

Ministero Politiche Agricole

martedì 28 febbraio 2012

VENDITA DIRETTA, CATANIA: RUOLO CHIAVE PER RIPRISTINARE RAPPORTO CORRETTO TRA CONSUMATORE E CIBO E TRA CONSUMATORE E PRODUTTORE


“La battaglia che state conducendo per diffondere la vendita diretta è fondamentale per i consumatori e i produttori e può contribuire a ristabilire gli equilibri interni alla filiera agroalimentare, e non ho alcuna difficoltà a definirla anche la mia battaglia”. Così il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali Mario Catania ha iniziato il suo intervento all’Assemblea nazionale degli Agrimercati di Campagna amica, organizzata da Coldiretti questa mattina a Roma, nel corso della quale è stato presentato il primo rapporto sull’andamento degli acquisti diretti nei mercati degli agricoltori.

“Sono certo che il vostro lavoro porterà risultati importanti sia sul piano economico che su quello culturale. Quest’ultimo ha un valore enorme perché abbiamo assoluto bisogno di far comprendere al consumatore l’importanza di un giusto rapporto con l’agricoltura, col cibo, con la terra e quindi con una parte fondamentale della stessa storia del nostro Paese. Recuperare un rapporto sano e corretto non solo è fondamentale in un’ottica legata al presente, ma significa anche mantenere e consegnare alle future generazioni una realtà migliore”.

“Per quanto riguarda l’aspetto economico – ha proseguito Catania -, non c’è dubbio che si tratti di un’iniziativa molto significativa, visto che tra le principali criticità che caratterizzano la situazione attuale del comparto agroalimentare, ci sono proprio i rapporti di filiera e gli squilibri subiti dai soggetti più deboli. Ecco perché ho dato la massima attenzione a questo tema, mettendo a punto il pacchetto di norme inserite nel decreto liberalizzazioni, e nello specifico la misura che disciplina le relazioni commerciali, che prevede l’obbligo del contratto scritto e del termine di pagamento a 60 giorni per i prodotti non deteriorabili e a 30 per quelli deteriorabili. Il mio obiettivo è stabilire regole certe affinché il lavoro dei nostri agricoltori venga remunerato adeguatamente. Inoltre vorrei ricordare, tra le norme inserite nel decreto semplificazioni, quella che agevola la vendita diretta: con una semplice comunicazione al Comune di appartenenza l’agricoltore può vendere anche al di fuori della sua azienda. Il mio augurio è che riusciate a proseguire ogni giorno in questa battaglia così da raggiungere una massa critica sufficiente a incidere su tutto l’assetto della filiera e a condizionarne i prezzi, in modo da restituire il giusto valore al lavoro degli agricoltori”.

Ministero delle Politiche Agricole

venerdì 17 febbraio 2012

CATANIA: HO RISCONTRATO IL PIENO SOSTEGNO DELLE ASSOCIAZIONI DEI CONSUMATORI SU ARTICOLO 62 DEL DL LIBERALIZZAZIONI

“Con questo primo incontro con le associazioni dei consumatori ho voluto dare inizio a un
confronto periodico che credo sia fondamentale sia per il mondo dell’agroalimentare che
per i consumatori stessi. Ho trovato pieno sostegno da parte di tutti i partecipanti in merito
all’articolo 62 del decreto legge Liberalizzazioni che prevede pagamenti certi e contratti
scritti tra i produttori e gli altri operatori professionali della filiera, garantendo così quella
trasparenza indispensabile anche per i consumatori finali”.

Così il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, Mario Catania, ha commentato
l’incontro che si è tenuto oggi, presso la sede del Dicastero, con i rappresentanti delle
associazioni dei consumatori.

All’incontro erano presenti: Acu, Adoc, Altroconsumo, Assoutenti, Casa del Consumatore,
Codacons, Federconsumatori, Movimento Consumatori e Unione Nazionale Consumatori.

Ministero delle Politiche Agricole

mercoledì 15 febbraio 2012

Ortofrutta arriva "Magic Code"

Quattro grandi marche italiane di ortofrutta, verso il futuro con un servizio di quarkcode per i dettaglianti. Gli esercizi di vendita avranno uno strumento in più per presentare e far conoscere meglio i prodotti ai consumatori.

http://www.freshplaza.it/news_detail.asp?id=39050

http://www.agrilinea.tv/site/index.php?option=com_content&task=view&id=457&Itemid=1

lunedì 13 febbraio 2012

LATTERIA DI SOLIGO FINANZIA UNA BORSA DI DOTTORATO

La dottoranda Alba Sturaro studierà i vantaggi dal recupero delle sieroproteine del siero di latte. Il presidente Lorenzo Brugnera: “Investiamo nella ricerca a vantaggio dei consumatori. Non c’è mai fine al miglioramento”.

Latteria di Soligo in prima linea nella ricerca scientifica, per migliorare il servizio ai consumatori. L’Organizzazione di Produttori lattiero-caseari ha deciso di finanziare una borsa di ricerca di dottorato per studiare i vantaggi del possibile recupero delle sieroproteine nei derivati della lavorazione del latte.
La borsa, assegnata ad Alba Sturaro, 24enne di Monselice, è stata presentata oggi, durante l’inaugurazione del XXVII ciclo di Scuola di Dottorato in Scienze Animali e Agroalimentari dell’Università degli studi di Padova, al Campus di Agripolis, a Legnaro.
“L’investimento nella ricerca è uno degli obiettivi primari di Latteria di Soligo”, puntualizza Lorenzo Brugnera, presidente di Latteria di Soligo. “La nostra ottica è quella di cercare di migliorare sempre la qualità dei nostri prodotti, per garantire ai nostri consumatori una salubrità e una qualità sempre maggiori. Per questo vogliamo investire nella ricerca sulle sieroproteine del latte. Sono elementi considerati oggi di scarso valore economico, ma con un potenziale elevato a livello nutritivo ed energetico. Con questo progetto di ricerca possiamo trovare il modo di rivalutarli”.
La borsa di dottorato finanziata da Latteria di Soligo ha una durata triennale, rientra nell’indirizzo “Produzioni Agroalimentari” della Scuola di Dottorato ed è chiamata “Progetto Acqua Dolce”. Tecnicamente è rivolta allo studio del recupero di fonti idriche, proteiche ed energetiche dei sottoprodotti della lavorazione del latte, oltre allo studio dell’incremento della produzione casearia.
“Siamo convinti che gli investimenti nella ricerca siano fondamentali e siamo altrettanto orgogliosi di puntare su generazioni di giovani studiosi per aumentare la qualità dei processi produttivi e dei prodotti stessi. Non c’è mai fine al miglioramento”, chiosa Brugnera.
La dottoranda, seguita dal direttore della Scuola, il professor Martino Cassandro, svolgerà un periodo formativo al Campus di Agripolis, mentre gli studi “sul campo” la porteranno nei centri produttivi di Latteria di Soligo, per poi tornare nei dipartimenti tecnici di Agripolis, dove è possibile procedere ad analisi tecniche particolari e specifiche.

In allegato: il presidente di Latteria di Soligo, Lorenzo Brugnera (a destra), con la dottoranda Alba Sturaro e il professor Martino Cassandro, direttore della Scuola di Dottorato in Scienze Animali e Agroalimentari, all’inaugurazione del XXVII ciclo della Scuola, presso il Campus di Agripolis, a Legnaro (Pd).

venerdì 10 febbraio 2012

VINO BIOLOGICO, CATANIA: “UN RISULTATO IMPORTANTE PER NOSTRO PAESE”


“Finalmente è stato colmato un vuoto normativo che impediva  ai produttori di vino biologico di poter utilizzare il logo europeo. Si è concluso un lungo iter, iniziato nel luglio 2009 che ha visto l’Italia giocare un ruolo da protagonista sia nel supporto scientifico alla Commissione, attraverso la realizzazione di appositi programmi di ricerca, sia nella mediazione con gli altri Stati Membri. La proposta di Regolamento approvata oggi rappresenta certamente un compromesso, ma è un risultato importante il fatto che la Commissione sia venuta incontro alle richieste avanzate dai Paesi mediterranei, che sono riusciti, durante la lunga trattativa, ad esprimere posizioni comuni”.

Così il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, Mario Catania, ha commentato la decisione del Comitato per la regolamentazione sull’agricoltura biologica dell’Unione Europea (SCOF Standing Committee on organic farming) che ha dato parere favorevole alla proposta di regolamento per la produzione di vino biologico.

“Il regolamento che verrà pubblicato a breve – ha concluso il Ministro Catania - credo possa ritenersi un primo importante passo per soddisfare le esigenze dei produttori italiani e dei consumatori. Un punto di partenza dal quale, continuando il proficuo lavoro svolto dall’Amministrazione e di intesa con le Organizzazioni di produttori del settore, sarà possibile effettuare in futuro le revisioni ed integrazioni che si renderanno necessarie”.

Ministero delle Politiche Agricole

giovedì 9 febbraio 2012

MALTEMPO, GUIDI (CONFAGRICOLTURA): CON LA FILIERA AGRICOLA DEL BIOMETANO, 8 MILIARDI DI METRI CUBI DI GAS PER ALLEGGERIRE I RIFORNIMENTI DALL’ESTERO

“Quanto sta accadendo a seguito dell’emergenza maltempo deve farci comprendere che non è più rinviabile la realizzazione di una filiera del biometano in agricoltura”. Lo sottolinea il presidente di Confagricoltura Mario Guidi, in relazione ai consumi record di gas per il riscaldamento in questi giorni di freddo polare, con un aggravio mediamente di 100 euro a famiglia ed al piano di emergenza per assicurare le erogazioni.

“Ci sono riduzioni nelle forniture di gas dalla Russia del 30% e consumi notevolmente in aumento. Altri Paesi, come la Germania, l’Austria, la Svezia, si sono già attrezzati – osserva Guidi -. E’ ora che lo faccia anche l’Italia.  Si possono ottenere 7-8 miliardi di metri cubi di metano dalla sola agricoltura, con una potenzialità di coprire almeno il 10% dei consumi nazionali, oltre tutto garantendo migliaia di nuovi posti di lavoro nell’agro-industria”.

“Il governo – chiede il presidente di Confagricoltura - definisca le disposizioni tecniche di immissione del biometano nella rete del gas naturale per il riscaldamento; secondo il piano d’azione nazionale potrebbero essere investiti 300-400 mila ettari di colture dedicate, senza compromettere il food, e cioè: colture di secondo raccolto, colture alternative a elevata ‘efficienza carbonica’, soprattutto se prodotte in terreni marginali, sottoprodotti agricoli (paglie, stocchi, ecc.) e agroindustriali, effluenti zootecnici”.

“Il Paese – conclude Mario Guidi - ha bisogno di energia pulita e di dipendere il meno possibile dall’estero. Il biometano è una grande opportunità che va colta per progredire e per migliorare l’ambiente. Il piano c’è già, bisogna attuarlo”.

www.confagricoltura.it

domenica 29 gennaio 2012

AGRITURISMI, OSSERVATORIO APPROVA CRITERI NAZIONALI DI CLASSIFICAZIONE

L’Osservatorio nazionale dell’Agriturismo, nel corso della riunione che si è tenuta presso il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali, ha approvato oggi, in sede tecnica, i criteri di classificazione nazionale delle aziende agrituristiche. Si tratta di un primo importante tassello del più ampio programma di rilancio dell’agriturismo italiano portato avanti dal Mipaaf attraverso l’Osservatorio, una cabina di regia istituita nel dicembre del 2009, cui partecipano rappresentanti del Mipaaf, del Dipartimento del Turismo, delle Regioni, delle Associazioni agrituristiche, Istat e Touring club.
Il nuovo sistema di classificazione unitaria, che sarà inviato alla Conferenza Stato-Regioni per la definitiva approvazione, ha l’obiettivo di rendere più omogenea la griglia di valutazione delle aziende agrituristiche, sulla base di parametri che tengono conto non solo del livello di comfort della struttura ricettiva, ma anche delle caratteristiche dell’azienda e dei servizi che è in grado di offrire, in termini di valorizzazione dei prodotti tipici locali, del paesaggio e dei territori. Si tratta di uno strumento che punta a garantire una maggiore trasparenza dell’offerta agrituristica, favorire l’incontro tra la domanda e l’offerta e rispondere in un modo più efficiente alle nuove esigenze di una clientela sempre più esigente, alla continua ricerca di un ambiente incontaminato, di prodotti agroalimentari di qualità e di paesaggi di grande pregio.
Come gli alberghi, anche gli agriturismi saranno quindi classificati in cinque categorie e la definizione del logo che dovrà rappresentare questo modello di ospitalità rurale, fortemente legato all’attività agricola, sarà scelto a conclusione di un bando pubblico che il Ministero si appresta a presentare.
Il programma di rilancio del settore prevede anche la realizzazione di una banca dati del sistema agrituristico, dove sono state già caricate 21.500 aziende; per 16.800 di queste, inserite nel Sistema informativo agricolo nazionale (Sian) che viene già utilizzato per i controlli legati alla Politica agricola comune, si dispone anche di moltissime informazioni tecniche come la consistenza aziendale, le colture praticate, il patrimonio zootecnico e gli animali allevati e la presenza di strutture di trasformazione delle produzioni agricole. Si tratta di un fondamentale strumento operativo a disposizione delle amministrazioni nazionali, regionali e locali, per realizzare attività promozionali, ma anche di gestione e controllo.
Qualsiasi iniziativa, infatti, non può che partire da una profonda conoscenza delle caratteristiche delle aziende agrituristiche italiane, per soddisfare i bisogni dei consumatori ed intercettare le tendenze evolutive dei mercati, soprattutto esteri, che si vorrebbe conquistare. Allo stesso tempo è necessaria la realizzazione di linee guida per un programma omogeneo di controlli per fare chiarezza su di un complicato sistema di norme nazionali e regionali e per dare risposte concrete, chiare e trasparenti, sia agli operatori agrituristici, che ai consumatori.

Ministero delle Politiche Agricole