martedì 29 novembre 2011

AMBIENTE. GUIDI (CONFAGRICOLTURA): “IL PAESAGGIO E’ UN PRODOTTO AGRICOLO. L’ABBANDONO DELLE TERRE E’ LA PRIMA CAUSA DI FRANE E INONDAZIONI”


Bergamo, 25 novembre 2011

«Il paesaggio è un prodotto agricolo». Lo ha detto il presidente di Confagricoltura Mario Guidi intervenendo oggi a Treviglio (Bergamo) al convegno di Same Deutz-Fahr sull’agricoltura come parte essenziale del paesaggio europeo.

Il presidente Guidi ha ricordato come un’apposita Convenzione europea del 2000 sancisca che il paesaggio svolge importanti funzioni di interesse generale, sul piano culturale, ecologico, ambientale e sociale; costituisce una risorsa favorevole all'attività economica e, se salvaguardato, gestito e pianificato, può contribuire ad incrementare l’occupazione. «In quest’ottica, il ruolo degli agricoltori - ha rimarcato - è strategico; il paesaggio nelle aree antropizzate non è opera della natura ma dell’agricoltura».

«E’ preoccupante - ha poi aggiunto - che la superficie agricola stia calando in Italia, mentre aumenta nel mondo». Guidi ha quindi ricordato i disastri ambientali, purtroppo di tragica attualità. "Occorre - ha detto - riconoscere in maniera ferma e decisa agli agricoltori il ruolo di ‘custodi del territorio’, favorendo il ritorno alla terra, attraverso una politica urbanistica che agevoli gli insediamenti produttivi anche con vincoli rigidi di salvaguardia delle zone agricole, che sia lungimirante».

«La Comunità europea comincia ad intuire il ruolo dell’agricoltura per uno sviluppo sostenibile - ha concluso il presidente di Confagricoltura - ma prevede, nelle proposte di riforma della Pac, misure inefficaci. Devono restare prioritari gli interventi che favoriscono l’innovazione e la competitività, perché gli agricoltori restano sul territorio se è possibile un’attività economica che garantisce un reddito equo e stabile nel tempo. Solo così si possono evitare, o quanto meno limitare, i troppi episodi di frane, smottamenti, esondazioni, allagamenti che devastano l’Italia».

lunedì 21 novembre 2011

Mario Catania



Nato a Roma il 5 marzo 1952.

Laureato in Giurisprudenza all'Università La Sapienza di Roma il 5 luglio 1975. Voto di laurea 110/110.

Vincitore di un concorso per la carriera direttiva del Ministero dell'Agricoltura e delle Foreste, assume servizio il 1 agosto 1978.

Presta servizio presso la Direzione generale degli affari generali e successivamente, a partire dal 1987, presso la Direzione generale della tutela economica dei prodotti agricoli, ove si occupa di politica agricola comunitaria.

Nel 1988 è vincitore di un concorso a dirigente del predetto Ministero, ed assume servizio in tale qualifica il 16 aprile 1989 presso la Direzione generale della tutela economica dei prodotti agricoli. Le funzioni svolte riguardano la politica agricola comunitaria nel settore zootecnico e successivamente anche la politica della qualità. Partecipa ai lavori del Consiglio dei Ministri dell’Agricoltura dell’Unione Europea ed alle altre riunioni comunitarie in occasione della trattazione delle materie di competenza.

Durante la presidenza italiana dell'Unione Europea nel 1990 è presidente del gruppo di lavoro lattiero-caseario dell'Unione. Durante la presidenza italiana del 1996 è portaparola italiano nel Comitato Speciale Agricoltura dell'Unione, organo comunitario cui è demandata la preparazione dei Consigli dei Ministri dell’Agricoltura dell’Unione Europea e che esercita una potestà deliberante nelle materie di competenza del predetto Consiglio.

A partire dal 1996, e fino ad oggi, prende parte regolarmente ai lavori del Consiglio dei Ministri dell'Agricoltura dell'Unione Europea, ed affianca il Ministro pro-tempore nei lavori e nei negoziati comunitari riguardanti la politica agricola comunitaria, partecipando inoltre a numerose missioni e ad incontri internazionali del Ministro stesso.

A partire dal 1 settembre 1997 presta servizio a Bruxelles nella Rappresentanza Permanente d’Italia presso l’Unione Europea e si occupa dei rapporti con le istituzioni e gli uffici comunitari, nonché della fase di negoziato delle normative comunitarie concernenti il settore agricolo. Partecipa regolarmente ai lavori del Consiglio dei Ministri dell’Agricoltura e del Comitato Speciale Agricoltura dell'Unione Europea. Continua ad assistere il Ministro pro-tempore nei negoziati e negli incontri comunitari ed internazionali.

A decorrere dal 1 dicembre 1999 è nominato capo-delegazione e portaparola italiano nel Comitato Speciale Agricoltura. Durante la presidenza italiana dell’Unione nel 2003 svolge le funzioni di presidente del predetto Comitato.

Nel settembre 2005 si conclude il servizio nella Rappresentanza Permanente d’Italia presso l’Unione Europea ed è nominato Direttore generale della Direzione generale delle politiche agricole del Ministero delle politiche agricole e forestali. La predetta Direzione generale è titolare della competenza relativa alla negoziazione ed alla applicazione della politica agricola comunitaria e degli accordi internazionali.

L’11 marzo 2008 è nominato Direttore generale della Direzione generale delle politiche comunitarie e internazionali di mercato, nel quadro della nuova articolazione ministeriale del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali, disposta dal D.P.R. 9 gennaio 2008, n.18. Alla predetta Direzione generale fanno capo le competenze concernenti la politica agricola comunitaria e gli accordi internazionali. Anche in tale veste continua a svolgere le funzioni di portaparola italiano nel Comitato Speciale Agricoltura e a partecipare ai lavori del Consiglio dei Ministri dell’Agricoltura.

Il 12 novembre 2009 è nominato Capo Dipartimento delle politiche europee ed internazionali del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali, con competenze relativa alla politica agricola comune ed alla politica della pesca.

MONTAGNA, SIGLATO PROTOCOLLO D’INTESA TRA MIPAAF ED EV-K2-CNR

Il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali ha siglato un protocollo d’intesa
con il Comitato Ev-K2-Cnr, presieduto da Agostino Da Polenza, in merito allo svolgimento
di attività nazionali ed internazionali sui temi dello sviluppo sostenibile, dei cambiamenti
climatici, delle azioni di adattamento e mitigazione legate ai global change, della
salvaguardia alimentare e food security, biodiversità e protezione ambientale, con
particolare riferimento alle zone remote d’alta quota.
Il Comitato Ev-K2-Cnr supporterà il Ministero, mettendo a disposizione le proprie
competenze, in particolare nelle seguenti manifestazioni:
Nel 2011: 28 Novembre- 9 Dicembre – UNFCCC COP 17 – Conferenza della Nazioni Unte
sui cambiamenti climatici Durban; 11 Dicembre – Giornata mondiale delle montagne
Nel 2012: UNFCCC COP 18; Anno internazionale della montagna +10; Dichiarazione di
Rio sull’ambiente e lo sviluppo +20.
Attraverso tale intesa, che ha una durata di sei anni, si intensifica l’azione del Ministero
delle politiche agricole alimentari e forestali in relazione alle problematiche e alle
prospettive delle zone di montagna.

Ministero delle Politiche Agricole

mercoledì 16 novembre 2011

L’analisi congiunturale conferma la vitalità dell’agricoltura lombarda


Una nuova conferma della vitalità del comparto agricolo lombardo e delle capacità
imprenditoriali che caratterizzano le aziende che operano nel suo contesto: è questo
il commento di Confagricoltura Lombardia ai dati dell’analisi congiunturale relativa al
terzo trimestre 2011, presentata nella mattina di ieri 15 novembre presso la sede di
Unioncamere Lombardia.

Dall’analisi emerge infatti l’andamento sostanzialmente positivo dell’agricoltura
lombarda a fronte del contesto generale di difficoltà economica che ha caratterizzato
l’intero mondo produttivo nel corso degli ultimi mesi.

In particolare, Confagricoltura Lombardia valuta positivamente i buoni risultati
conseguiti dagli allevamenti suinicoli in virtù del favorevole andamento dei prezzi di
mercato, pur nella consapevolezza che questi segnali positivi non consentono certo
alle aziende del comparto un recupero adeguato dopo una crisi pluriennale.

I dati dell’analisi congiunturale forniscono inoltre diversi spunti di riflessione in
previsione delle politiche che il nuovo Governo dovrà adottare a sostegno del
comparto agricolo e della riforma della PAC.

Da un lato, i buoni risultati sul mercato export del settore vitivinicolo e del Grana
Padano testimoniano la forte potenzialità del comparto agroalimentare lombardo sui
mercati internazionali, evidenziando la necessità di efficaci misure di promozione e
di tutela delle nostre produzioni di eccellenza dalla concorrenza sleale derivante dal
fenomeno della contraffazione alimentare.

Dall’altro, la forte volatilità dei prezzi del comparto cerealicolo, riconducibile anche
a meccanismi speculativi, rende ancora più necessaria l’adozione - nell’ambito della
nuova PAC che si sta delineando - di apposite misure che tutelino le aziende agricole
da queste imprevedibili oscillazioni dei mercati che mettono a rischio la loro redditività
e, talvolta, la loro stessa sopravvivenza.

martedì 15 novembre 2011

TIRIOLO: la filiera dell’olio extravergine d’oliva al centro di un interessante dibattito.




Si è svolto ieri 10 novembre, presso la sala didattica dell’oleificio Torchia di Tiriolo(cz), con la numerosa
partecipazione di olivicoltori, frantoiani, consumatori e studenti, l’incontro tecnico sulle tecnologie olearie e
la centralità del frantoio nella filiera olivicolo-olearia.

L’iniziativa, rientrante nel vasto programma che l’associazione Primolio ha messo a punto per il dodicesimo
anno consecutivo , per la promozione e la valorizzazione dell’olio extravergine d’oliva di Calabria, si è
dimostrata fin dai primi momenti di grande attualità, stante l’importanza del settore olivicolo-oleario per
l’economia di tutto il circondario. Ad aprire i lavori la Dr. ssa Talotta, responsabile dell’oleificio Torchia,
che ha focalizzato il suo intervento sull’importanza di creare una filiera più competitiva, attraverso il
rinnovamento delle pratiche colturali,una maggiore attenzione alla tutela dell’ambiente, l’applicazione di
innovazioni tecnologiche nei processi di trasformazione e la formazione- informazione del consumatore
verso la qualità e tipicità del prodotto olio. Il professore Rizzitano, dirigente dell’Istituto tecnico Agrario e
dell’Istituto tecnico Industriale di Catanzaro, ha poi rilanciato l’importanza del nostro territorio, l’unicità e
l’eccellenza straordinaria dell’olio extravergine d’oliva tipico della nostra Regione insistendo sulla necessità
di una diffusione della cultura del prodotto olio e più in generale sull’ irrinunciabilità dell’educazione al
gusto, sfruttando il complesso laboratorio di cui la natura ci ha dotati , fin dall’età scolare. Ad approfondire
il tema delle tecnologie estrattive si sono poi alternati il Dr. Beniamino Tripodi, direttore commerciale Italia,
divisione olearia Pieralisi, ed il Dr. Michele Librandi, sales engineer, dell’Alfa Laval, altra storica azienda
produttrice di macchine olearie. In particolare il Dr. Tripodi, dopo aver evidenziato l’importanza dell’olivo
come elemento fondamentale da tutelare e salvaguardare, con un taglio molto accattivante, ha illustrato
all’uditorio, le principali differenze tra i vari sistemi di estrazione a ciclo continuo soffermandosi sulle
recenti innovazioni tecnologiche in grado di ottimizzare la gestione dei prodotti secondari dell’estrazione
dell’olio d’oliva. Il Dr. Librandi, confrontando la diversa situazione del settore della trasformazione in Italia
e Spagna, tradizionale nostra concorrente, ha evidenziato i numerosi progetti di ricerca di cui l’Alfa Laval
si sta facendo promotrice in collaborazione con diverse università ed istituti di ricerca per trasformare
prodotti di scarto dei processi di lavorazione in risorse in grado di garantire maggiore redditività alle
aziende e valore aggiunto all’intera filiera. A concludere la manifestazione sono inoltre intervenuti i panel
leaders Rosario Franco e Carmelo Orlando che partendo dalla loro ventennale esperienza nel mondo
dell’olivo e dell’olio, hanno fornito , in linea con lo slogan della manifestazione ”uno sguardo al futuro”
importanti contributi e stimoli . Un plauso, dunque, all’oleificio Torchia che ben interpretando il ruolo
centrale del frantoio nella filiera olivicolo-olearia, ha ancora una volta, dimostrato l’importanza di creare
sinergie tra i vari attori della filiera per valorizzare oltre al prodotto olio extravergine anche il territorio
calabrese e nello specifico quello tiriolese.

IL RADICCHIO DI MARCA PROTAGONISTA A ROMA


Il Consorzio Tutela Radicchio Rosso di Treviso e Variegato di Castelfranco IGP partecipa alla Fiera “Around Bar Roma Show”, che si terrà a Roma dal 13 al 16 novembre. Per l’occasione, un convegno tutto dedicato al Rosso di Treviso e al Variegato di Castelfranco. Nel corso dell’evento, inoltre, verrà dato l’annuncio dei premiati della tredicesima edizione di “Radicchio d’Oro”

Palcoscenico nazionale per il Consorzio Tutela Radicchio Rosso di Treviso e Variegato di Castelfranco IGP. Dal 13 al 16 novembre, infatti, il Consorzio trevigiano sarà presente a Roma alla Fiera “Around Bar Roma Show” (ABRS), appuntamento esclusivo e di assoluta novità nel panorama italiano, organizzato da FIPE (Federazione Italiana Pubblici Esercizi) e dedicato al settore del Beverage, del Food e dell’Intrattenimento legato al mondo del ristoro veloce.
La Fiera, in particolare, lunedì 14 novembre alle ore 11.30 ospiterà il convegno dal titolo “Il valore del Radicchio Rosso di Treviso e del variegato di Castelfranco Veneto Igp”. Un’occasione per il Consorzio trevigiano per far conoscere a livello nazionale i prelibati “fiori che si mangiano”: il Radicchio Rosso di Treviso, precoce e tardivo, e il Variegato di Castelfranco.
Nel corso dell’evento, inoltre, saranno annunciati i nomi dei premiati della tredicesima edizione di “Radicchio d’Oro”, onorificenza nata da un’idea dei Ristoratori del Radicchio, guidati da Egidio Fior, e dedicata a chi si distingue in modo particolare nell’ambito della cultura, dello sport e dell’enogastronomia.

“I trend sono in crescita, per il Rosso di Treviso ma ancor più per il Variegato, protagonista di un vero e proprio boom. Around Bar Roma Show è un palcoscenico di grande interesse, per diffondere ancor di più l’eccellenza e la duttilità di questi prodotti”, afferma Paolo Manzan, presidente del Consorzio di Tutela.
Manzan spiegherà agli esperti della ristorazione i metodi di produzione del radicchio e l’importanza del marchio di tutela “IGP”. A Walter Brunello, esperto di politiche e strategie di promozione, il compito di esplorare i mille usi del radicchio in cucina e il legame con la Strada del Radicchio. Michele Trevisan (manager di Organizzazione Produttori Ortofrutticoli Veneto), invece, racconterà i mezzi di commercializzazione del radicchio, che sia Rosso di Treviso o Variegato di Castelfranco. Chiude Pietro Gallonetto, esperto di marketing e comunicazione e organizzatore del Premio “Radicchio d’Oro”.

Ma il radicchio di Marca sarà protagonista anche della degustazione finale, offerta dal Consorzio di Tutela e curata dalla Boscolo Etoile Academy, prestigiosa scuola di cucina presente a Chioggia e Tuscania (Viterbo), che forma ogni anno circa 2.500 cuochi.
“Il Radicchio Rosso di Treviso e il Variegato di Castelfranco sono un caso unico nella ristorazione: saporiti e versatili, sono protagonisti di tantissimi piatti, dalle specialità che accompagnano gli aperitivi, passando per primi e secondi, fino ai dessert”, precisa Manzan.

Spazio infine al premio “Radicchio d’Oro”: nel corso del convegno saranno svelati i nomi dei premiati di questa tredicesima edizione.
Il riconoscimento, ideato dal Circuito Ristoratori del Radicchio, viene assegnato ogni anno a chi si distingue nell’ambito dell’enogastronomia, dello sport e della cultura. Nell’edizione dello scorso anno, premiati nomi prestigiosi del calibro di Max Biaggi, Fabrizio Frizzi e lo chef Gennaro Esposito.
“Oltre ai tre premi classici, assegniamo ogni anno anche un riconoscimento particolare a un Veneto che si è distinto a livello sociale. L’anno scorso, per esempio, è stato premiato il veronese don Antonio Mazzi”, spiega Pietro Gallonetto, organizzatore del Premio.
Consorzio di Tutela e “Radicchio d’Oro” a Roma, dunque, per una missione ambiziosa: spiegare perché, dalla terra alla tavola del ristorante (o al bancone del bar), il radicchio trevigiano è un prodotto vincente. E apprezzato.

lunedì 14 novembre 2011

FORUM AGROALIMENTARE, GIOVANI DI CONFAGRICOLTURA: “L’AGRICOLTURA HA BISOGNO DELLE NUOVE LEVE”




“I giovani agricoltori sono una importante risorsa per il Paese, a cui va data la necessaria attenzione. Le imprese condotte dagli “under 35”, pur essendo le più strutturate e competitive, sono solo il 3% del totale, facendo guadagnare all’Italia la maglia nera nel ricambio generazionale”. Lo ha ribadito Nicola Motolese, presidente dei Giovani di Confagricoltura (Anga), in occasione del primo Forum nazionale dell’Agroalimentare, a Cremona.

Ricordando i lavori del Forum dell’Anga di Rimini di qualche giorno fa, che hanno toccato i problemi della giovane imprenditoria agricola, Motolese ha messo in risalto la necessità di ritornare all’economia reale, rappresentata egregiamente dal settore primario, determinante nel sistema economico, sociale e ambientale.

“Dal nostro consesso sono uscite utili indicazioni per lo sviluppo delle imprese “under 40” - ha concluso -. Sono certo che il Forum di Cremona le raccoglierà, proponendo percorsi di crescita per il loro insediamento e consolidamento”.

giovedì 10 novembre 2011

MALTEMPO, CONFAGRICOLTURA: FRANE E ALLAGAMENTI HANNO UN'ORIGINE COMUNE, L'ABBANDONO DEL TERRITORIO



Una situazione drammatica, una tragedia che oggi colpisce dal punto di vista umano, per le vittime che ha provocato e per il dolore di chi ha perso gli affetti più cari. Ma ben presto al dramma dei lutti si aggiungerà il disastroso bilancio dei danni economici al territorio, alle infrastrutture, alle case ed alle imprese. Confagricoltura attraverso le sue sedi regionali è in prima linea nelle operazioni di soccorso in Liguria e in Piemonte, gravemente colpiti dalle alluvioni.

Anche l’agricoltura paga in maniera pesante: orti con coltivazioni in pieno campo allagati e seminativi a rischio in Piemonte, aziende zootecniche isolate in provincia di Genova, oliveti distrutti e vigneti gravemente danneggiati in provincia di La Spezia dove, in alcune aree, come la Val di Vara, il tessuto agricolo è stato completamente spazzato via. Qui i danni al settore primario ammontano a 25 milioni di euro.

Tutto ciò - sottolinea Confagricoltura - ha una sola origine: l'abbandono del territorio. I dati provvisori del 6° Censimento nazionale dell'agricoltura, presentati recentemente, testimoniano perfettamente questa situazione e le sue catastrofiche conseguenze. Dal 2000 al 2010 in provincia di La Spezia hanno chiuso oltre 5.500 aziende agricole, con un decremento 67%. In termini di superficie agricola, ciò equivale a 3.000 ettari lasciati al loro destino. "Occorre - afferma Confagricoltura - riconoscere in maniera ferma e decisa il ruolo di 'custodi del territorio' agli agricoltori, favorendone il ritorno alla terra, attraverso una politica urbanistica che agevoli gli insediamenti produttivi anche attraverso vincoli rigidi di salvaguardia dei terreni, ma che sia lungimirante. Solo così si potranno evitare, in futuro, eventi così gravi".

lunedì 7 novembre 2011

PAC, ROMANO: POSITIVO INIZIO DEL NEGOZIATO. SERVE UNA NORMATIVA PIÙ VICINA A PRODUTTORI E CONSUMATORI

“Ritengo positivo l’inizio di un negoziato che avrà un percorso molto lungo, che coinvolgerà il Parlamento ed il Consiglio dei Ministri dell’Unione Europea per decidere il futuro della nostra agricoltura. Pensiamo che sugli aiuti diretti e sulla distribuzione delle risorse non potrà non essere considerata la specificità italiana ed anche su questo tema torneremo a confrontarci con il Parlamento, che riveste un ruolo imprescindibile nel negoziato. Gli agricoltori europei hanno bisogno di migliorare la propria competitività per affrontare con successo il mercato globale. In questa ottica dobbiamo avere più coraggio: sono necessarie misure più efficaci, soprattutto per tutelare la stabilità dei redditi. Occorre incentivare i produttori per concentrare l’offerta ed al tempo stesso è indispensabile migliorare il funzionamento della filiera agroalimentare. La Pac dovrà rispondere a tutte queste esigenze con una normativa più semplice, e quindi meno burocratica. La proposta attuale della Commissione, purtroppo, procede nella direzione opposta, delineando un sistema più complesso, lontano dalle esigenze delle aziende. Dobbiamo pertanto impegnarci per introdurre le necessarie modifiche al documento. Per questo lunedì prossimo, in occasione del Consiglio dei ministri europei, torneremo a ribadire la nostra posizione, che mira ad incoraggiare e a sostenere la produzione”.

Così il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, Saverio Romano, a seguito della riunione congiunta dei membri della Commissione agricoltura del Parlamento UE e del Consiglio dei Ministri dell’agricoltura, che si è tenuta oggi a Bruxelles.

Ministero POlitiche Agricole

FORUM ANGA, IL PRESIDENTE MOTOLESE: “PER FAVORIRE LA RIPRESA SU NUOVE IMPRESE AGRICOLE CONDOTTE DA GIOVANI.”



Sono più di 720mila le imprese guidate da under 35, il 12% dell’azienda Italia. Ma abbiamo un’agricoltura vecchia: solo il 2,9% delle aziende è condotto da imprenditori entro i 35, anni mentre il 44% è guidato da ultra 65enni. Negli ultimi dieci anni, in Italia, c’e' stato un aumento delle aziende giovani dello 0,4%, ma non basta: in Francia sono il 6,4%, in Ungheria il 7,5% e in Germania quasi l'8%. I dati vengono dal primo Forum dell’Anga, i giovani di Confagricoltura, che si apre oggi a Rimini.

Da questo panorama emerge l’essenziale necessità di agevolare le imprese gestite da giovani agricoltori nella prima fase di start up. “Il Paese deve dare anche risposte per il futuro delle nuove generazioni creando le condizioni in cui le imprese possano operare al meglio e dove la competitività venga valorizzata”, sottolinea il presidente dell’Anga, Nicola Motolese.

E dai giovani di Confagricoltura giunge una sorta di “road map”per centrare l’obiettivo: innanzitutto la non applicazione dell’Irap e un credito d’imposta specifico per le imprese gestite da”under 40”, che investono in innovazione, ricerca ed internazionalizzazione.

Poi è necessario ridurre il cuneo fiscale per le giovani imprese che assumono giovani lavoratori e istituire un sistema di tirocini e crediti formativi per gli studenti che si impegnano in aziende agricole gestite da imprenditori sotto i 40 anni.

Una terza linea di intervento deve favorire l’aggregazione e l’accorpamento fondiario puntando su nuove formule di organizzazioni di prodotto formate da giovani, promuovendo “reti di imprese” costituite a maggioranza da “under 40” e dando la possibilità di poter coltivare o gestire i terreni pubblici inutilizzati.

Infine la politica agricola comune. La Commissione ha recepito una delle istanze che l’Anga aveva proposto a Bruxelles: inserire un plafond per i giovani nel I° pilastro. “Limitare tale provvedimento a 25 ettari di superficie e al 2% del plafond totale è riduttivo - spiega Motolese -. La selettività tra soggetti non può penalizzare le aziende di maggiore dimensione, che sono le più attrezzate a competere e stare sul mercato”.