martedì 29 marzo 2011

Pubblicazione Agriturist: La Guida agli Agriturismi in Lombardia 2011

Agriturist Lombardia, in collaborazione con Confagricoltura Lombardia e con il finanziamento di Regione Lombardia, ha pubblicato l’edizione 2011 della GUIDA AGLI AGRITURISMI IN LOMBARDIA, che raccoglie l’elenco delle aziende agrituristiche della Lombardia associate ad Agriturist e Confagricoltura.

La guida contiene informazioni specifiche sulle attività svolte dalle strutture agricole del territorio lombardo e si rivolge ad un pubblico variegato: operatori agrituristici, famiglie, scuole e a tutti gli appassionati del mondo rurale, ricco di tradizioni e cultura.

Con 332 aziende turistiche, suddivise per provincia, facilmente rintracciabili geograficamente attraverso la mappa della Lombardia allegata, la guida raccoglie tutti gli agriturismi associati che si distinguono per complementarietà, tipicità e qualità, capaci di soddisfare in modo costante e completo ogni esigenza dell’ospite, attraverso un’esperienza consolidata nel settore e un’elevata professionalità dei servizi offerti. 
 
“Agriturist ritiene che uno strumento come questo sia utilissimo per far conoscere le aziende sul territorio – spiega il Presidente regionale Piereugenio Marchesini – soprattutto perché dettaglia i servizi offerti e fornisce i riferimenti logistici delle aziende, i recapiti telefonici e il sito di ognuna, in modo che l’interessato possa andare a vedere nel dettaglio l’offerta aziendale e prenotare il proprio soggiorno o un pasto in agriturismo ”.
  
La guida, stampata in 10.000 copie è  disponibile gratuitamente presso gli Uffici regionali e provinciali di Agriturist (Viale Isonzo, 27 – Milano) e a chiunque la richieda via mail all’indirizzo: agriturist@confagricolturalombardia.it ed è visionabile sul sito di Agriturist Lombardia all’indirizzo: www.agriturist.confagricolturalombardia.it

FOTOVOLTAICO. OPPORTUNITA' DI INTEGRAZIONE DEL REDDITO AGRICOLO

Il “FOTOVOLTAICO IN AGRICOLTURA come Opportunità di Integrazione del Reddito Agricolo”, sarà il tema portante del convegno di venerdì 25 marzo, con inizio alle 9.30, ospitato nella sala congressi dell’IPSAA San Benedetto di Latina ed organizzato dall’ ADAF LATINA (Associazione Dottori in Agragria e Forestali).

Nel corso del convegno, patrocinato dal Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali, saranno analizzati alla luce del recente decreto legislativo, sotto il profilo autorizzativo, tecnico, economico, normativo (terzo conto energia) e fiscale i sistemi di conversione fotovoltaica utilizzati nel pieno rispetto dell’ambiente, del paesaggio e dei terreni agricoli, .

"Il Fotovoltaico" precisa Enrico Barcella, presidente ADAF Latina, "rappresenta anche per l’Agro Pontino, una concreta opportunità di integrazione del reddito agricolo che non è assolutamente secondaria, se si considera che un impianto di 200 Kw, che occupa una superficie di appena 1350 mq, alle attuali tariffazioni può produrre un reddito annuale di circa e 40.000,00 al netto delle spese di manutenzione, assicurazione e della rata del mutuo dell’investimento iniziale (circa 550mila Euro).

Un’azienda agricola, al fine di conseguire un simile risultato, dovrebbe coltivare: 260 ettari di frumento, o 220 ettari di girasole, oppure ancora 40 ettari di pomodoro da industria, investendo circa 200 mila euro all’anno."

Al convegno, moderato da Franco Poggianti (già Vice direttore TG3 e direttore della rubrica Tg3Agri3) interverranno: Aldo Di Carlo (Vicedirettore Master in Ingegneria del Fotovoltaico-Università Roma Tor Vergata) Carlo Alberto Campiotti (Responsabile ENEA Efficienza Energetica-Agricoltura) Severino Genzano (Agronomo Adaf Latina) Stefano Gargano (Architetto Comune di Latina) Amedeo Amoresano (Docente di Sistemi Innovativi di Conversione dell'Energia - Facoltà di Ingegneria - Università degli Studi di Napoli "Federico II") Giorgio Venceslai (Dirigente Responsabile SGFA - Società di Gestione Fondi per l'Agroalimentare - ISMEA, Istituto di Servizi per il Mercato Agricolo Alimentare) Giovanni Minuto (Direttore Generale CeRSAA Centro di Sperimentazione ed Assistenza Agricola) Marco Manchisi (Anfer, Associazione Nazionale per la Promozione delle Fonti Rinnovabili e per l’Efficienza Energetica in Agricoltura) Carlo Maria Magni (Coordinatore Gruppo di Lavoro Finanza - Kyoto Club) Liliana Palombo (Funzionario Agenzia delle Entrate Latina) Alberto Manzo (Responsabile Agroenergie e Florovivaismo Ministero Politiche Agricole Alimentari e Forestali) Luigi Rossi (Presidente Fidaf Federazione Italiana Dottori in Agraria e Forestali) Diego Gavagnin (Advisor QE Quotidiano Energia).

"Un particolare ringraziamento " conclude il il Presidente ADAF Latina "va al Ministro Galan che attraverso il video messaggio, registrato mercoledì 9 marzo e che aprirà il convegno, aveva tracciato il futuro del fotovoltaico in agricoltura sottolineando che "l’agricoltura ha un sacrosanto bisogno di impianti fotovoltaici, non impattanti dal punto di vista paesaggistico e ambientale, capaci di dare un reddito integrativo; che faccia sì che un giovane sia invogliato a rimanere nei campi, che si continui a tutelare il paesaggio che è un’altra delle nostre strategie che dobbiamo perseguire con assoluta certezza e con assoluta determinazione".

mercoledì 16 marzo 2011

Convegno sul Fotovoltaico in Agricoltura, il 25 marzo a Latina

Convegno sul Fotovoltaico in Agricoltura, il 25 marzo a Latina
Organizzato dall'ADAF di Latina, un'opportunità di integrazione del Reddito Agricolo"
Convegno sul Fotovoltaico in Agricoltura, il 25 marzo a Latina
Fotovoltaico, una opportunità anche per l'Agricoltura. Il convegno organizzato dall'ADAF "Associazione Dottori in Agraria e Forestali" di Latina, è dedicato a tutti i soggetti coinvolti nel comparto, e si pone l'obiettivo di esaminare, alla luce del recente D.Leg.vo, l'utilizzo degli impianti fotovoltaici nell'azienda agricola sotto il profilo autorizzativo, tecnico, economico, normativo e fiscale.
Il convegno si terrà presso l'Istituto Professionale di Stato per l'Agricoltura "San Benedetto" in Via M. Siciliano,4 a B.go Piave (LT), alle ore 09.00 - 17.00

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www.fritegotto.it

lunedì 14 marzo 2011

GALAN: FRA 20 GIORNI SARA’ PRONTO IL PIANO PER IL FOTOVOLTAICO E LE ENERGIE ALTERNATIVE, UNA GRANDE OPPORTUNITA’ PER IL MONDO DELL’AGRICOLTURA

“Il quadro degli incentivi per il fotovoltaico e più in generale per le fonti di energia rinnovabili secondo me dovrà essere pronto molto prima della scadenza prevista. Stiamo lavorando affinché venga approvato il nuovo conto energia entro 20 giorni. Chiedo formalmente al Ministro dell’Ambiente Stefania Prestigiacomo e al Ministro dello Sviluppo economico Paolo Romani di aprire, insieme a me, un tavolo di confronto per predisporre il nuovo conto energia per dare così nuovamente fiducia agli operatori e ai mercati”.
È quanto ha annunciato oggi in conferenza stampa il Ministro delle Politiche agricole alimentari e forestali Giancarlo Galan.
La necessità di accorciare i tempi è dovuta alla volontà di ridurre al minimo i disagi per gli imprenditori. “Il Decreto legislativo – ha aggiunto Galan - prevedeva la concessione degli incentivi, sulla base del vecchio conto energia 2011-2013, solo agli impianti fotovoltaici allacciati alla rete entro il 31 maggio. Le banche però hanno cominciato a bloccare i crediti alle aziende con meno prospettive di rispettare il termine. Così abbiamo pensato di accelerare con il nuovo piano, per agevolare l’accesso al credito delle aziende che investono nelle energie rinnovabili”.
L’obiettivo, ha spiegato il Ministro, è quello di “rimodulare gli incentivi, per non aumentare l’aggravio sulle bollette, creando una grande opportunità per gli agricoltori di integrare il proprio reddito”.
“Gli incentivi continueranno ad esserci – ha evidenziato Galan - ma probabilmente saranno rimodulati, anche se rimarranno consistenti. La loro ridefinizione sarà messa in atto, solo se necessario, per evitare di gravare ulteriormente sulle bollette degli italiani”.
“Il futuro quadro degli incentivi – ha detto ancora Galan - porterà altre interessanti novità. Verrà confermata l’abolizione del limite degli 8.000 MW, obiettivo che l’Italia si era data in materia di energie rinnovabili, mentre rimarranno forti vincoli per preservare i nostri paesaggi agricoli, come nel caso delle norme sulle pale eoliche che deturpano il territorio”.
Il Ministro ha anche ribadito che le energie rinnovabili costituiranno una grande opportunità per l’agricoltura e a questo proposito ha chiesto formalmente al tavolo di discussione di considerare la possibilità di incentivi maggiori quando il proponente del progetto ricada nella categoria dell’imprenditore agricolo.
“Faremo un vero e proprio piano Marshall per il mondo agricolo – ha affermato – perché il fotovoltaico, unitamente alle biomasse, può rappresentare una nuova fonte di reddito per un comparto in difficoltà. Inoltre, abbiamo imposto dei limiti severi per tutelare il paesaggio: non si potranno installare impianti di potenza superiore ad un megawatt e i pannelli fotovoltaici non potranno coprire più del 10% della superficie agricola”.
“Per quanto riguarda l’energia derivante dalle biomasse – ha aggiunto Galan – siamo ancora indietro rispetto al fotovoltaico, ma sono sicuro che presto anche questo settore dell’energie alternative avrà il successo che si merita, considerando che il Piano Nazionale prevede che il 50% delle fonti rinnovabili dovrà essere prodotta da biomasse. È quindi inevitabile il ruolo centrale che il MIPAAF avrà nella gestione e programmazione delle energie da fonte rinnovabile”.
Rispetto alle recenti dichiarazioni del sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Gianfranco Miccichè, il Ministro ha infine affermato: “Micciché è un amico e sono sicuro che le sue preoccupazioni saranno largamente superate con il lavoro del tavolo tecnico”.

Ministero delle politiche agricole
alimentari e forestali

mercoledì 2 marzo 2011

AGRICOLTURA: PRATO (SARDEGNA) A UNOMATTINA

AGRICOLTURA: PRATO (SARDEGNA) A UNOMATTINA ”STOP ALLA BUROCRAZIA ROMANA, SENZA AGRICOLTURA LA SARDEGNA A RISCHIO POLVERIERA”

(Roma, 2 marzo 2011). “Se si continua con questa burocrazia romana rischiamo lo spopolamento delle aree rurali e senza l’agricoltura la Sardegna diventerà una polveriera sul punto di esplodere”. Questo l’allarme lanciato oggi ad Unomattina dall’assessore all’Agricoltura della Regione Sardegna, Andrea Prato, denunciando lo stato in cui versa l’agricoltura italiana in vista della nuova Politica Agricola Comune.

“ Non è possibile che il lavoro di un pastoro valga 5 euro in Lombardia e in Puglia e 1 euro in Sardegna o in Toscana: queste disparità non possono più essere accettate – ha continuato Prato riferendosi agli aiuti diretti dati finora dalla Ue –non accettiamo più una politica agricola che fa figli e figliastri. E’ ora di dire basta ai soldi dati alle regioni grasse e ricche e di iniziare a seguire l’esempio di chi è più saggio di noi. Facciamo come la Francia, che con l’articolo 68 tutela le regioni virtuose premiando quelle “specifiche attività agricole che comportano benefici agroambientali aggiuntivi” .

Sul piatto, una funzione dell’agricoltura che va ben oltre la produttività: “Sino ad oggi abbiamo visto dare ingenti finanziamenti alle turbo economie, come tabacco e vitelli francesi ingrassati come oche in Italia. E’ ora che dopo 40 anni le cose cambino – ha concluso l’assessore sardo - e venga premiata finalmente la funzione sociale dell’agricoltura in quelle regioni come Trentino Alto Adige, Sicilia, Abruzzo, Toscana, Basilicata, Corsica, zone appartenenti al Massiccio centrale francese, Austria, Grecia, Spagna, Pirenei, Carpazi. Regioni che da sempre producono, oltre al cibo, valori intangibili di inestimabile valore come la tutela dell’ambiente e della biodiversità, il mantenimento della vitalità delle zone rurali, la valorizzazione delle risorse locali”.

SI E’ PARTITI CON IL PIEDE GIUSTO, QUELLO DELLA SINERGIA E CONDIVISIONE


Roma, 22 febbraio 2011


IL PRESIDENTE DI CONFAGRICOLTURA VECCHIONI AL FORUM
SULLA RIFORMA DELLA PAC: “ SI E’ PARTITI CON IL PIEDE GIUSTO, QUELLO DELLA SINERGIA E CONDIVISIONE”


“Siamo alla fase di avvio del negoziato europeo ed occorrerà attendere i testi delle proposte di regolamento, presumibilmente subito dopo la pausa estiva, per entrare nel vivo dei dettagli della futura politica agricola comune. Ma è essenziale essere partiti, nel nostro Paese, con il piede giusto”. Lo ha detto il presidente di Confagricoltura Federico Vecchioni intervenendo al ‘Forum sul futuro della Pac’, organizzato oggi a Roma dal ministero per le Politiche Agricole.

Il leader dell’Organizzazione degli imprenditori agricoli ha infatti apprezzato l’impegno del ministro Galan a realizzare una sinergia tra tutte le organizzazioni dell’agroalimentare per varare la posizione del Governo sulla materia. Ed ha ricordato che è stato consegnato al ministro un documento, sottoscritto da dieci sigle tra cui Confagricoltura, con considerazioni e ulteriori proposte che consentiranno a Galan di completare il quadro e di andare a Bruxelles con una linea direttrice forte e condivisa e principi da salvaguardare.

“Ora - ha detto Vecchioni - occorre proseguire su questa strada, intensificando i momenti di confronto e curando i dettagli del percorso negoziale con rapporti, che devono divenire costanti, tra le amministrazioni, anche a livello regionale, e le Organizzazioni di rappresentanza”.

Nel suo intervento il presidente della Confagricoltura ha quindi rimarcato la necessità di una riforma comunitaria che sia sostenuta da adeguate risorse. Ed ha sottolineato: “Alcuni Stati hanno chiesto di ridurre le spese di bilancio per la politica agricola comune e, di fatto, di ‘subappaltare’ la produzione alimentare e no food ai Paesi extracomunitari. Niente di più sbagliato. L’Europa ha bisogno di un’agricoltura forte e vitale, che sia in grado di rispondere ai ‘nuovi bisogni’ della società, ovvero alla certezza degli approvvigionamenti, alla sicurezza alimentare, alla sostenibilità, alla produzione di energia da fonti rinnovabili, e che dia occupazione”.

“Se si vuole un’agricoltura orientata ai bisogni - ha concluso Federico Vecchioni - la Pac deve porsi come obiettivi prioritari la redditività e la competitività delle imprese. I soldi destinati a tal fine sono ben spesi ed i cittadini europei cominciano a rendersene conto”.