lunedì 23 agosto 2010

La Toscana conquista piu' risorse per l'apicoltura

500 mila euro pari all'8% del plafond nazionale con un aumento di oltre 100 mila euro
La Toscana conquista più risorse per l'apicoltura
Salvadori: "A settembre a Montalcino la 36a settimana del miele"


di Laura Pugliesi


La Regione conquista maggiori finanziamenti per l'apicoltura toscana. Per l'anno 2010-2011 si passa infatti a 500 mila euro dai 393 mila dell'anno precedente con un incremento di 107 mila euro.
La ripartizione delle somme del programma apistico nazionale, cofinanziato dalla Comunità Europea ai sensi del regolamento 1234/2007, è stata concordata durante un incontro tenuto al Ministero dell'Agricoltura e Foreste insieme alle Regioni. Grazie al programma presentato e alla consistenza degli alveari presenti sul territorio, la Toscana ha ottenuto una percentuale pari all'8% del plafond nazionale. Le risorse serviranno a finanziare una serie di programmi di assistenza tecnica e formazione professionale per gli apicoltori e azioni di comunicazione.

Sarà finanziata inoltre una campagna contro la “varroa” , un acaro che rappresenta un pericoloso parassita per gli alveari, articolata in una serie di indagini sul campo volte all'applicazione di una strategia di lotta a basso impatto chimico. Infine una misura per razionalizzare la transumanza degli insetti attarverso l'acquisto di arnie e materiali specifici.

L'assessore all'agricoltura della Regione, Gianni Salvadori, esprime soddisfazione per il lavoro fatto “che ha ottenuto il giusto riconoscimento ed ha portato ad un incremento delle risorse a disposizione. Potremo così – sottolinea – portare avanti una serie di! azioni a tutela del nostro patrimonio apistico e della qualità e tipicità del miele prodotto in Toscana.» Qualità e tipicità che presto faranno bella mostra di sé in una delle più importanti manifestazioni del settore. «La Toscana – conclude Salvadori – ospiterà anche quest'anno la XXXVI settimana del miele a Montalcino che si terrà dal 10 al 12 settembre prossimo e vedrà fra i partecipanti numerosi e qualificati relatori internazionali. »


Toscana Notizie
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venerdì 13 agosto 2010

AGRITURIST (CONFAGRICOLTURA): FERRAGOSTO SOTTOTONO, NEGLI AGRITURISMI VUOTO L’8% DEI POSTI LETTO.


Vittoria Brancaccio, presidente di Agriturist: “Per il turismo italiano occorre una robusta politica di sostegno, che superi l’improvvisazione degli ultimi anni e si proietti nel lungo periodo”.

Agriturist, associazione agrituristica di Confagricoltura, conferma anche per il Ferragosto i segnali critici già registrati a fine luglio: dei 195 mila posti letto messi a disposizione dalle 16.500 aziende agricole che offrono alloggio, soltanto 180 mila saranno occupati e rispetto all’anno scorso si registrerà una flessione del 2,5%. Per il 25% degli ospiti il soggiorno non andrà oltre le tre notti. Più severo sarà il ridimensionamento della ristorazione, stimato intorno all’8%.

La previsione di Agriturist, basata sul monitoraggio delle visite al portale internet www.agriturist.it, mette anche in evidenza che il consueto picco della domanda dei primi dieci giorni di agosto è più debole rispetto al 2009, segno che le prenotazioni dell’ultimo momento difficilmente determineranno significative variazioni dello scenario. Fra gli stranieri, tengono i francesi, calano lievemente i tedeschi e gli inglesi (- 2%), mentre sono nettamente in diminuzione gli americani (-20%).

Tenuto conto di queste tendenze, il mese di agosto dovrebbe chiudersi per l’agriturismo con 780 mila arrivi e 3,5 milioni di presenze, registrando una flessione del 3% a confronto con lo scorso anno. Il reddito medio delle aziende, per effetto dell’incremento dell’offerta (stimato del 3,5% rispetto al 2009), del congelamento dei prezzi e dell’incremento dei costi di gestione, subirà un taglio del 10%.

“La situazione del turismo - sottolinea Vittoria Brancaccio, presidente di Agriturist - continua ad essere critica. Le recenti giornate di bollino nero risoltesi con traffico generalmente scorrevole, più che conseguenza delle partenze intelligenti sono la conferma di una sensibile riduzione dei vacanzieri”.

“L’agriturismo - prosegue il presidente di Agriturist - conserva sostanzialmente la propria quota di mercato, ma risente inevitabilmente della crisi economica generale. Occorre invertire immediatamente la tendenza negativa del turismo italiano altrimenti l’anno prossimo rischiamo di riproporre i falsi ottimismi che hanno caratterizzato il 2010”.

“Ci vuole - conclude Vittoria Brancaccio - una robusta politica di sostegno al settore che vada oltre l’improvvisazione di questi ultimi anni e sia proiettata nel lungo periodo: riduzione subito dell’IVA sui servizi turistici per restituire competitività alle imprese; adeguato finanziamento all’ENIT per la promozione verso l’estero; un accordo fra Stato, Regioni e Organizzazioni di categoria per attivare un grande programma di formazione degli operatori orientato soprattutto a migliorare la comunicazione individuale attraverso il WEB. E’ importante che tutti concorrano a promuovere le straordinarie attrattive del territorio italiano. Non basta vendere posti letto, occorre soprattutto saper vendere cultura, natura, enogastronomia, emozioni...!”.

12 agosto 2010

mercoledì 11 agosto 2010

L’Italia leader europeo con 210 indicazione geografiche

“Con ben 210 indicazioni geografiche, 132 Dop e 78 Igp, il nostro Paese nel 2010 si conferma leader europeo. Un giusto premio al lavoro e alla bravura dei nostri agricoltori, che sanno consegnarci prodotti di eccellenza in grado di affermarsi sui mercati internazionali”.

Così il Ministro delle Politiche agricole alimentari e forestali, Giancarlo Galan, sul bilancio delle indicazioni geografiche, iscritte ufficialmente nel registro comunitario.

In Europa i riconoscimenti Dop e Igp totali di tutti gli Stati membri, compresa l’Italia, sono 943, di cui 483 Dop, 433 Igp e 27 Stg.

L’Italia distanzia la Francia (che fino al 2003 deteneva il primato europeo di prodotti registrati e attualmente si colloca al secondo posto) di ben 39 riconoscimenti Dop e Igp in più, mentre la differenza con la Spagna è di 77 prodotti registrati in più.

I prodotti italiani di qualità che hanno ottenuto il riconoscimento comunitario nel periodo da aprile 2010 a luglio 2010 sono 8, di cui 5 Dop e 3 Igp: Prosciutto di Sauris, Aglio di Voghiera, Farro di Monteleone di Spoleto, Melanzana Rossa di Rotonda e formaggio Piave per le Dop; formaggio Canestrato di Molitemo, Pesca di Leonforte e Ricotta di Bufala Campana per le Igp.

Altre due denominazioni, il Fagiolo Cannellino di Atina Dop e l’Asparago di Badoere Igp, le cui domande di riconoscimento sono state già pubblicate sulla Gazzetta Ufficiale Europea, hanno già ottenuto ufficiosamente il riconoscimento come Dop o Igp, pur non essendo stato ancora pubblicato il regolamento comunitario di iscrizione ufficiale nel registro europeo delle indicazioni geografiche.

Ministero delle politiche agricole
alimentari e forestali

lunedì 9 agosto 2010

GALAN: DECISO SOSTEGNO ALLA PRODUZIONE DELLE PATATE

“L’accordo appena firmato rappresenta un ulteriore passo in avanti per la tutela e valorizzazione della produzione e commercializzazione delle patate italiane”.

Così il Ministro delle Politiche agricole alimentari e forestali, Giancarlo Galan, commenta la firma dell’accordo interprofessionale sulle patate destinate alla trasformazione industriale, per la campagna 2010, che destina al comparto sei milioni di euro.

Erano presenti Unapa e Italpatate (Unioni nazionali di associazioni di produttori di patate), per la parte agricola; Aiipa - Associazione italiana industrie prodotti alimentari e Anicav - Associazione nazionale industriali conserve alimentari vegetali, per la parte industriale, con l’assistenza delle organizzazioni professionali agricole Coldiretti, Confagricoltura e Cia.

Si tratta di un accordo importante che coinvolge 5000 imprese agricole e oltre 3000 occupati nelle industrie di trasformazione. L’accordo si pone l’obiettivo di avviare alla trasformazione industriale un rilevante quantitativo della produzione pataticola nazionale, almeno 170.000 tonnellate, e rappresenta un momento concreto di intesa tra gli operatori della filiera.

“Si tratta inoltre di uno strumento fondamentale – continua Galan - perché consente all’agricoltura italiana di sostenere la produzione, tenuto conto che il settore non usufruisce di una organizzazione comune di mercato a livello europeo, e di valorizzarla anche attraverso la tracciabilità”.

Ministero delle politiche agricole
alimentari e forestali