venerdì 11 giugno 2010

INCONTRO MINISTRO-ASSESSORI ALL’AGRICOLTURA GALAN: SE LE REGIONI NON TROVANO UNA SOLUZIONE, PRENDEREMO NOI PROVVEDIMENTI PER NON PERDERE I FONDI PSR

“Il primo problema che dobbiamo affrontare è quello del possibile disimpegno dei fondi dei Programmi di sviluppo rurale. Non possiamo correre il rischio di perdere un miliardo di euro.”
Così il Ministro delle Politiche agricole alimentari e forestali, Giancarlo Galan, ha esordito durante il suo primo incontro con gli assessori regionali all’Agricoltura.
“Innanzitutto perché sono soldi dei nostri agricoltori e in secondo luogo perché ci farebbe perdere autorevolezza in Europa, proprio ora che dobbiamo ridiscutere la nuova PAC.”
“Dalla Politica agricola comune, il nostro Paese riceve mediamente 6,5 miliardi di euro all’anno, tra aiuti diretti agli agricoltori (4,3 miliardi di euro/anno) e misure di sostegno allo sviluppo rurale (2,2 miliardi di euro/anno, compreso il cofinanziamento nazionale)
“Al 31 marzo 2010, data dell’ultima rilevazione, sono stati spesi solamente 2,36 miliardi di euro, corrispondenti al 13,4% della dotazione complessiva. Per evitare il disimpegno automatico dei fondi comunitari assegnati al nostro Paese – ha proseguito il Ministro - entro il 31 dicembre 2010 occorrerà realizzare un’ulteriore spesa pari a 1,12 miliardi di euro”.
“Queste disponibilità devono essere obbligatoriamente utilizzate entro tempi prestabiliti, pena la perdita dei fondi comunitari non spesi.”
“La situazione è particolarmente grave soprattutto per alcune Regioni, dove il basso livello di spesa è associato a forti ritardi procedurali (emanazione bandi, raccolta domande di finanziamento, formazione graduatorie dei beneficiari, erogazioni degli aiuti).”
“Questa situazione relega il nostro Paese al quart’ultimo posto della classifica comunitaria; alle nostre spalle solo Romania, Bulgaria e Malta.”
“Non essendo pensabile che si rinunci a una simile opportunità per i nostri agricoltori, bisogna trovare delle soluzioni sia per questa che per la prossima programmazione”.
“Elenco di seguito le ipotesi che sono emerse in questi giorni”:

“Sulla base della legislazione vigente, ciascuna Regione deve raggiungere il proprio obiettivo di spesa entro i tempi previsti. Allo stato attuale, i ritardi di alcuni programmi non possono essere compensati con le maggiori spese sostenute da altri Psr. Pertanto, per esercitare maggiore pressione sulle Regioni, potrebbero essere studiati ulteriori meccanismi di penalizzazione finanziaria per le amministrazioni che dovessero subire il disimpegno dei fondi comunitari”.

“Non ritengo praticabile la proposta da alcuni ventilata, volta a richiedere la modifica della regolamentazione comunitaria, per le seguenti ragioni”:

“La Commissione europea è fortemente contraria ad un’ipotesi di questo tipo, anche se è stata recentemente adottata per i fondi strutturali”;
“Una modifica di questo genere (deve essere modificato un regolamento del Consiglio) prevede tempi lunghi (procedura di co-decisione Consiglio-Parlamento); e peraltro sarebbe richiesta solo dal nostro Paese”;
“In vista del prossimo negoziato sulla riforma del bilancio comunitario, a cui farà seguito la decisione di riparto dei fondi tra gli Stati membri, non è opportuno chiedere modifiche regolamentari che evidenzino la scarsa efficienza del “sistema Italia” nella spesa dei fondi comunitari”.

“Vi sarebbe un’ulteriore soluzione, che si basa sulla predisposizione di un Piano nazionale e che, al tempo stesso lascerebbe inalterato l’attuale assetto delle competenze in agricoltura. Questa risolverebbe il problema del disimpegno, in quanto renderebbe possibili le compensazioni finanziarie tra programmi, ma dovrebbe essere preventivamente concordata con la Commissione europea, sia per quanto concerne i tempi, piuttosto ristretti, che per la retroattività delle compensazioni (la quota in disimpegno il 31 dicembre 2010 si riferisce infatti ad impegni assunti nell’esercizio finanziario 2008)”.

“Il Coordinatore degli assessori, Dario Stefano, mi ha promesso una proposta alternativa, per altro condivisa con AGEA, che si baserebbe sulla semplificazione delle procedure adottate per i pagamenti delle misure ‘a superficie’. Aspetterò quindi questa proposta che dovrà arrivare entro otto giorni prima di tentare altre soluzioni.”
“Una cosa però sia chiara. Andrò in tutte le Regioni che non sono riuscite a spendere i fondi PSR nei tempi previsti per spiegare ai contadini che fine hanno fatto i loro soldi.”
“Spero che nessuno voglia mettere lo Stato nelle condizioni di dover prendere – ha concluso il Ministro - provvedimenti simili a quelli che sono stati presi per la sanità regionale.”

Ministero delle politiche agricole
alimentari e forestali