lunedì 15 novembre 2010

SUBITO CONDIFESA VENETO E FRIULI VENEZIA-GIULIA A FAVORE DEGLI AGRICOLTORI ALLUVIONATI CON L’AGRIFONDO MUTUALISTICO



I Consorzi di Difesa delle Attività Agricole dalle Avversità di Veneto e Friuli Venezia-Giulia insieme per posticipare di un anno i pagamenti dei premi assicurativi agli agricoltori danneggiati dall’alluvione.

Si sono riuniti ieri pomeriggio a Rovigo i Presidenti dei Consorzi di Difesa delle Attività Agricole dalle Avversità Atmosferiche delle 7 province venete e del consorzio friulano che rappresenta le 4 province con la volontà di dare un aiuto importante agli agricoltori veneti danneggiati dall’alluvione che ha colpito la regione.

All’unanimità si è deciso pertanto di intervenire con il Fondo Mutualistico costituito di recente così da permettere lo slittamento di un anno del pagamento delle polizze assicurative dovuto dagli agricoltori ai consorzi difesa.

“Era necessario intervenire subito – spiega il Presidente dell’Associaizone Agrifondo Mutualistico Veneto/Friulano Valerio Nadal, agricoltore – per dare un sostegno immediato e concreto alle aziende agricole pesantemente danneggiate dal alluvione. Recentemente abbiamo costituito un fondo mutualistico che andremo a sfruttare da subito, consentendo agli agricoltori messi in ginocchio dalla furia delle acque, di pagare le polizze assicurative dovute per il 2010 con il posticipo di un anno. In tal modo gli agricoltori, che proprio nei giorni scorsi avevano ricevuto attraverso AVEPA, il contributo pubblico per il pagamento delle quote, potranno trattenere per tutto il periodo questi liquidi e tentare di riportare lentamente alla normalità la loro attività.”

La procedura per il pagamento delle polizze assicurative ai Consorzi di Difesa delle Attività Agricole dalle Avversità prevede che una quota sia sostenuta con contributo pubblico, erogato da AVEPA direttamente agli agricoltori e una parte invece venga pagata dalle singole aziende.

Attingendo al fondo mutualistico, i Consorzi di Difesa anticipano le quote per dei costi di assicurazione, chiedendo agli agricoltori il versamento degli importi con un anno di ritardo, ma garantendo nel frattempo il risarcimento alle aziende danneggiate nella corrente campagna dalle calamità naturali, quali la grandine e il vento.

Gloria Tessarolo

Veneto lì 11.11.2010

giovedì 4 novembre 2010

IL TURISMO ATTORNO A NEGOZI E CANTINE.


Un nuovo fenomeno appassiona giovani e adulti: IL TURISMO ATTORNO A NEGOZI E CANTINE.
E per questo c'è IL GOLOSARIO 2011 di Paolo Massobrio best seller di mille pagine dedicato ai percorsi del gusto


Esce in tutte le librerie d'Italia la rinnovata edizione de Il Golosario 2011 di Paolo Massobrio. Caso editoriale unico in Italia, rappresenta lo strumento ideale per scoprire, con i racconti di personaggi celebri e le tante segnalazioni, l'Italia del gusto nel suo insieme con i suoi territori, le produzioni tipiche, i volti e le storie di chi li produce.

Il Golosario 2011 (Comunica Edizioni, 25.00 euro) è il best seller del fondatore del movimento di consumatori Papillon che, come di consueto, segnala dopo un anno di ricerche effettuate su e giù per lo Stivale mille e più ghiottonerie, vini, negozi, boutique del gusto, enoteche, cantine e i migliori ristoranti d'Italia. Un libro cult per gli appassionati del buon cibo e di quanti amano intraprendere un viaggio alla scoperta dell'Italia delle produzioni artigianali di qualità.

Riferimento indiscusso per il "turismo enogastronomico italiano" Il Golosario è anche un baedeker da tenere in auto, non solo per trovare il ristorante che merita la sosta, ma anche perché indica il negozio nel cuore di una città o in aperta campagna dove fermarsi sarà un'emozione, o l'agriturismo che con il suo lavoro fa cultura del gusto. E poi ci sono le cantine aperte tutto l'anno (e segnalate dei pittogrammi a seconda del livello di ospitalità) e i microbirrifici artigianali. Il Golosario con le sue 1.000 pagine può essere la somma di 5 guide: la guida ai migliori prodotti (salumi, formaggi, paste, dolci sfiziosità, liquori...); quella degli oli curata da Maurizio Pescari; quella ai negozi; alle cantine d'eccellenza, quella dei ristoranti provati da Paolo Massobrio.

I numeri di questa edizione riguardano: 1.300 produttori di qualità suddivisi tra microbirrifici, acetifici, torrefazioni, cioccolatieri, artigiani del dolce, caseifici, produttori ortofrutticoli, liquorifici, produttori di confetture e marmellate, apicultori, produttori di pane e farine artigiani, pastifici e riserie, trasformatori di prodotti ittici, salumifici, produttori di sfiziosità sottovetro. E poi ancora 3.730 Botteghe e Boutique del Gusto divise tra enoteche, panetterie, pasticcerie, gelaterie, macellerie, salumerie, gastronomie; 1.882 cantine segnalate coi propri vini top, tra cui i 900 Top Hundred secondo Paolo Massobrio e Marco Gatti; 500 oleifici commentati dall'esperto Maurizio Pescari; 555 ristoranti d'Italia.

Il Golosario è suddiviso per regioni, ognuna delle quali è introdotta da un personaggio d'eccezione che racconta il suo rapporto con il cibo e i piatti preferiti della sua terra d'origine: per la Valle d'Aosta, Chicco Margaroli; per il Piemonte, Oscar Farinetti; per la Liguria, Francesco Baccini; per la Lombardia, Giacomo Poretti; per il Veneto, Giovanni Mantovani; per il Trentino, Nereo Pederzolli; per l'Alto Adige, Hanspeter Eisendle; per il Friuli Venezia Giulia, Elisa Togut; per l'Emilia Romagna, Beppe Carletti; per la Toscana, Gianni Boncompagni; per le Marche, Roberta Biagiarelli; per l'Umbria, Sara Tommasi; per il Lazio, Nathalie Caldonazzo; per l'Abruzzo, Manuela De Luca; per il Molise, Simone Sala; per la Campania, Annalisa Spiezie; per la Puglia, Andy Luotto; per la Basilicata, Antonio Preziosi; per la Calabria, Rino Barilari; per la Sicilia, Giorgio Mulè; per la Sardegna, Tessa Gelisio.

"Quando chiudo in tipografia Il Golosario - ogni anno - mi chiedo come sia possibile avere sempre tante novità" - dice Paolo Massobrio - "E questo se vogliamo è uno dei paradossi di quella che viene chiamata crisi, perchè il mondo del gusto è un corpo vivo in continua evoluzione che sembra rispondere alle esigenze del consumatore di oggi. E' cambiato infatti il modo di fare turismo, ed anche un negozio di qualità è diventato un punto di riferimento, ma sopratutto è cambiata la spesa degli italiani che è più consapevole e indirizzata a corrispondere il piccolo artigianato alimentare e contadino del nostro Paese".

E, tra le novità di quest'anno, l'uscita su iPad e iPhone della nuova "Guida ai ristoranti del Golosario".

Dal Golosario e dalle sue eccellenze nascono ogni anno tre eventi dedicati ai migliori produttori d'Italia (Golosaria 6/8 novembre a Milano, Hotel & Convention Center Melià; Golosaria 28/29 novembre a Torino - Teatro Regio; e Golosaria nel Monferrato nel mese di marzo).

In occasione della presentazione ufficiale de il Golosario, stamane a Milano nella sede della Regione Lombardia, Papillon e Fiat Sedici hanno realizzato un itinerario di sedici tappe a Milano e dintorni (Se dici Gusto, dici Sedici) che sarà "vissuto" giovedi 4 novembre con un viaggio ideale tra i quartieri della città, dalle 9 del mattino alle 19 di sera. Tutte le informazioni su www.golosaria.it

Il Golosario 2011 è acquistabile in tutte le librerie d'Italia e online sui siti www.clubpapillon.it e www.comunicaedizioni.it.

martedì 19 ottobre 2010

I CARABINIERI DEL MINISTERO DELLE POLITICHE AGRICOLE SEQUESTRANO QUINTALI DI PASSATA DI POMODORO A SALERNO

“Mi congratulo con i Carabinieri del Ministero delle politiche agricole del Nucleo Antifrodi di Salerno, che hanno sequestrato migliaia di quintali di passata di pomodoro etichettati illegalmente come prodotto italiano e che in realtà era cinese. Quella dei controlli è una sfida che non intendiamo perdere, e anzi continueremo a tenere alta l’attenzione, senza nessuno sconto per coloro che attentano alla trasparenza e alla legalità, uniche garanzie necessarie per la valorizzazione e la tutela della qualità dei prodotti Made in Italy”.
Il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, Giancarlo Galan, ha commentato così l’operazione condotta dai militari del Nac di Salerno che ha permesso di sequestrare 4.607 quintali di doppio concentrato di pomodoro cinese etichettato come italiano, pari a 931.978 barattoli per un valore complessivo di circa 400 mila euro.
L’operazione portata a termine oggi rientra in una complessa attività di controllo dell’intera filiera del settore conserviero. Alla fine dell’estate, il Ministero delle politiche agricole aveva costituito una task force finalizzata proprio a verificare l’aumento dell’importazione di concentrato di pomodoro cinese.

Ministero delle politiche agricole
alimentari e forestali

martedì 12 ottobre 2010

CONDIZIONALITÀ DELLE AZIENDE AGRICOLE

CONDIZIONALITÀ, UNA DELLE REGOLE PRINCIPALI PER IL FUTURO
DELLA POLITICA AGRICOLA COMUNE PER UN’AGRICOLTURA
PROTAGONISTA DELLO SVILUPPO SOSTENIBILE,
DALLA BIODIVERSITA’ ALLA TUTELA DELL’AMBIENTE



Riduzione dell’erosione del suolo, mantenimento della fertilità dei terreni, salvaguardia della biodiversità. Questi i primi risultati positivi ottenuti dall’agricoltura italiana nella nuova sfida ambientale tracciata dalla Politica agricola comunitaria - che a questi obiettivi destina una fetta importante dei finanziamenti Pac – attraverso la cosiddetta “condizionalità”. Ovvero attraverso l’insieme di regole, stabilite dalla Comunità europea, che gli agricoltori devono rispettare per garantire standard elevati riguardo alla difesa dell’ambiente e del territorio, sicurezza alimentare, salute pubblica, nonché benessere degli animali.
È quanto emerge dal primo rapporto sull’applicazione di questo insieme di impegni ambientali, presentato questa mattina a Roma nel corso del Workshop Condizionalità 2010, organizzato dalla Rete Rurale Nazionale del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali in collaborazione con la Commissione europea e Agea.
Secondo i dati divulgati oggi, che dimostrano con evidenza come l’agricoltura rappresenti un elemento imprescindibile per garantire il rispetto dell’ambiente, rivelano che nel 2008 le verifiche in campo sul rispetto dei vincoli imposti dalla normativa europea hanno interessato oltre 22mila aziende, più che quadruplicate rispetto al 2005, anno in cui il sistema è stato introdotto. Le infrazioni contestate sono state 2.600, per la maggior parte legate alla complessità dei criteri di gestione obbligatori, in particolare all’applicazione delle prescrizioni agronomiche nelle zone vulnerabili ai nitrati. Queste complessità non hanno comunque impedito di raggiungere concreti risultati positivi in termini di impatto ambientale dell’attività agricola.
Per quanto riguarda l’erosione del suolo, il monitoraggio su alcune aree test ha evidenziato una sostanziale riduzione: pari a cinque volte nel caso dei terreni inerbiti, fino quasi ad azzerarsi nei casi un cui si fa ricorso ai solchi acquai temporanei nei campi coltivati a mais. Positivo anche l’impatto sulla salvaguardia della biodiversità, in particolare per le specie di uccelli, il cui habitat è strettamente legato all’attività agricola, che dal 2005 al 2009 ha presentato un trend crescente delle specie censite.
Come tutte le clausole, anche la condizionalità prevede una penale in caso di inadempienza che, in funzione del livello di infrazione, può comportare una riduzione dei contributi comunitari fino al 20 per cento; nei casi più gravi e reiterati si può arrivare all’esclusione del pagamento annuale.
Attualmente, il totale degli aiuti diretti erogati alle aziende agricole italiane sotto forma di “titoli Pac” (1° pilastro) ammonta a circa 3,8 miliardi di euro, frazionati in 9,5 milioni di titoli abbinati a 8,48 milioni di ettari. La media degli aiuti diretti per azienda è pari a 2.500 euro, che comprende una forbice molto ampia a livello regionale: in testa la Lombardia, con una media di oltre 10.000 euro per azienda, seguita dei 6.500 euro del Piemonte; in coda la Liguria, con meno di 600 euro.
Quanto al 2° Pilastro (sviluppo rurale) la condizionalità si applica a diverse misure ambientali dell’Asse 2 dei Programmi di sviluppo rurale per un ammontare di quasi un miliardo di euro l’anno.
I requisiti di condizionalità interessano attualmente 1,3 milioni di aziende agricole, quasi il doppio rispetto al 2005, per il progressivo aumento dei vincoli, ma anche per le successive riforme Pac che hanno fatto confluire diversi regimi di aiuti comunitari all’interno del Pagamento unico aziendale.
Un giro di vite voluto dall’Unione Europea proprio per rafforzare i comportamenti virtuosi degli agricoltori, in coerenza con il nuovo modello europeo che vede l’agricoltura non più come semplice serbatoio di materie prime agricole, ma anche come produttrice di “beni pubblici” a vantaggio dell’intera collettività. Un obiettivo destinato a rafforzarsi con il prossimo negoziato sulla Pac e sulle prospettive finanziarie post 2013.

”Nell’ambito della condizionalità esistono – ha affermato, durante il convegno, il Direttore generale della competitività per lo sviluppo rurale del Ministero delle politiche agricole Giuseppe Blasi – dei punti chiave come controllabilità dei risultati in campo, nessuna discriminazione tra agricoltori, semplificazione e possibilità di comunicare all’opinione pubblica i risultati raggiunti. Elementi che possono contribuire ognuno con la propria parte alla costituzione di un pacchetto di impegni fondamentali per il concetto di agricoltura come produttrice di beni pubblici, anche in vista della prossima riforma comunitaria post-2013. Su questa linea, oggi abbiamo presentato una serie di buone pratiche a livello europeo e abbiamo cercato di mostrare la loro applicabilità nel contesto attuale”

Ministero delle politiche agricole
alimentari e forestali

SCELTA STORICA: LA NUOVA PROSECCO DOC ADOTTA IL CONTRASSEGNO DI STATO

Brunetta: “Non obbligatoria per una Doc, scelta matura e volontaria”

SCELTA STORICA: LA NUOVA PROSECCO DOC ADOTTA IL CONTRASSEGNO DI STATO

Entrerà in vigore il prossimo 1 agosto 2011

Subito una scelta importante e decisiva per la difesa del Prosecco Doc nei mercati nazionali e stranieri! Il Consorzio Prosecco Doc, infatti, ha deciso di utilizzare l’applicazione del contrassegno di Stato. Vale a dire che le bottiglie in commercio di Prosecco Doc avranno questa fascetta ufficiale anti sofisticazione che garantirà l’origine del prodotto e non solo. L’importanza della notizia è data anche dal fatto che il contrassegno di stato è obbligatorio solo per le Docg (denominazione di origine controllata e garantita), mentre per le Doc è una scelta volontaria: “Il Pçrosecco Doc ha fatto questa scelta che vuole comunicare con precisione le sue intenzioni ai consumatori ed ai produttori – spiega il Presidente del Consorzio Prosecco Doc, Fulvio Brunetta - E’ evidente che il contrassegno di Stato ha il chiaro vantaggio di garantire, con maggiore sicurezza, il rispetto dei quantitativi immessi sul mercato rispetto agli ettari in produzione. Inoltre, il contrassegno è per il consumatore sinonimo di maggior valore. Non dimentichiamo che fino a poco tempo fa il contrassegno era utilizzato esclusivamente per le Docg e come tale è stato sempre associato ai vini di elevata qualità. Per tutti noi la qualità è un prerequisito per raggiungere il consumatore. Il prosecco Doc è uno di quei prodotti che appartengono alle eccellenze delle produzioni del made in Italy”. La fascetta entrerà in vigore dal 1 agosto 2011. Il sigillo o contrassegno in questione, fornito direttamente dall'Istituto Poligrafico Zecca dello Stato,verrà apposto sul collo della bottiglia e riporterà un'univoca sigla identificativa alfanumerica, il nome del vino, il volume nominale della bottiglia ed il marchio dello Stato. “Punto di forza da comunicare è il tema della tracciabilità e della garanzia per il consumatore di essere certo di acquistare un prodotto che risponde lungo tutta la filiera di produzione, dal vigneto alla bottiglia – conclude con soddisfazione il Presidente del Consorzio, Fulvio Brunetta - Il Prosecco Doc risponde a regole di certificazione e controllo stringenti che ne garantiscono la qualità, anzi come detto, l’eccellenza. Dopo aver voluto la protezione del nome Prosecco ora è necessario mettere in atto tutte quelle iniziative per difendersi dal falso made in Italy e quindi dalle brutte copie del nostro Prosecco Doc e contrassegnato dallo Stato. Voglio, infine, sottolineare che questa scelta del Consorzio Prosecco Doc dimostra la maturità di un territorio capace di scegliere con lungimiranza le proprie azioni dirette al mercato”.

Treviso, lì 8 ottobre 2010.

www.zetagroup.tv

lunedì 11 ottobre 2010

Ortofrutta: al Macfrut il primo forum delle Regioni europee promosso dalla Regione Emilia-Romagna




Rabboni:"Chiediamo nuove regole e nuove politiche per il rilancio del settore"

Cesena, 6 ottobre 2010 - Più reciprocità nei rapporti commerciali tra produttori europei ed extraeuropei per eliminare lo svantaggio competitivo che attualmente penalizza i primi; una politica agricola comune europea che riconosca il ruolo e l’importanza del settore ortofrutticolo, garantendogli risorse adeguate innanzi tutto per promuovere l’innovazione; interventi per contrastare l’estrema volatilità dei prezzi e tutelare il reddito dei produttori, a partire da un diverso rapporto con la grande distribuzione organizzata. Alla vigilia delle importanti decisioni che dovranno essere assunte in sede europea (il prossimo 17 novembre la Commissione agricoltura presenterà la prima indicazione di riforma della Pac), le Regioni ortofrutticole europee si sono riunite per presentare le loro proposte per il rilancio del settore.
L’occasione è stata data dal primo Forum delle Regioni ortofrutticole europee che si è svolto oggi a Cesena, nell’ambito del Macfrut, per iniziativa della Regione Emilia-Romagna. “Abbiamo bisogno di nuove regole e nuove politiche per l’ortofrutta europea – ha sottolineato l’assessore all’agricoltura della Regione Emilia-Romagna Tiberio Rabboni - oggi alle prese con un peggioramento della bilancia commerciale e con un diffuso calo dei consumi, che in Italia è stato nel 2009 pari a 10 chilogrammi a testa. Abbiamo bisogno di fare più forza a un settore di grande importanza per l’economia europea, ma oggi troppo fragile, nell’interesse dei produttori troppo spesso costretti a produrre sottocosto e nell’interesse dei consumatori, che non devono rinunciare alle importanti proprietà salutistiche di frutta e verdura”.
Al Forum hanno partecipato diverse Regioni europee, tra cui Linguadoca, Aquitania, Catalonia, Andalusia, Murcia, Ungheria, che hanno sottoscritto un documento comune che verrà posto all’attenzione dei singoli Governi nazionali e della stessa Unione europea. “Lo scorso anno lanciai proprio qui dal Macfrut l’idea di questo Forum”, ha aggiunto Rabboni. “Sono molto soddisfatto per le adesioni ottenute e per la partecipazione. Nell’economia globale non è più possibile andare in ordine sparso. Oggi qui a Cesena le Regioni ortofrutticole europee si sono riunite per far sentire una voce sola”. 
Cosa chiedono le Regioni Europee 
Attualmente i produttori di frutta e verdura europei sono sottoposti a rigorosi standard di qualità e sanitari che hanno un costo e che li rende meno competitivi. Per questo il documento approvato a Cesena chiede alla Commissione europea di impegnarsi per una maggiore reciprocità commerciale, ma chiede anche che la nuova PAC abbia un posto per l’ortofrutta e garantisca al settore risorse almeno uguali a quella dell’attuale programmazione. Potrà così essere finanziata quell’innovazione che oggi appare più che mai necessaria: per contrastare i cambiamenti climatici, per sviluppare tecniche colturali a basso impatto ambientale, per garantire più qualità ai prodotti e in linea con i mutati stili di vita e di consumo.

Nel documento firmato oggi le Regioni ortofrutticole europee chiedono anche interventi per stabilizzare i prezzi all’origine. Questo significa da un lato favorire le aggregazioni dei produttori e la loro capacità di governare l’offerta sui mercati interni ed esterni, ma significa anche porre su nuove basi il rapporto con la grande distribuzione organizzata. In particolare i produttori chiedono trasparenza dei prezzi, rispetto dei termini di pagamento e stop alle vendite sottocosto. E sempre per sostenere il reddito degli agricoltori il documento prevede strumenti assicurativi non solo sul valore delle produzioni danneggiate dal maltempo, ma anche a garanzia di un reddito minimo dei produttori.

I 10 Punti del Forum:

Sostenere l’importanza di una politica specifica per il settore e della PAC
Elaborare una politica centrata sull’aggregazione e organizzazione della produzione rilanciando il ruolo delle OP ed AOP
1) Porre l’innovazione al centro delle azioni
2) Sostenere e migliorare la progettualità del settore attraverso i programmi operativi
3) Rendere trasparenti i rapporti commerciali con GDO e trasformazione industriale
4) Coordinare gli sforzi per promuovere i consumi e l’immagine del settore attraverso un network condiviso
5) Prevenire le crisi e contrastare la volatilità dei prezzi: un osservatorio di mercato europeo
Costruire elementi di difesa per le produzioni ortofrutticole europee  più sensibili
Favorire le esportazioni attraverso il riconoscimento di una maggiore reciprocità
Stimolare il ricambio generazionale e la formazione, indispensabili per il rilancio del settore


Fruitecom - Ufficio Stampa Forum delle Regioni Ortofrutticole

giovedì 30 settembre 2010

GALAN: QUANDO FAR BENE SIGNIFICA FARLO DUE VOLTE. AIUTARE CHI NE HA BISOGNO, SOSTENERE IL NOSTRO SISTEMA AGROALIMENTARE

GALAN: QUANDO FAR BENE SIGNIFICA FARLO DUE VOLTE. AIUTARE CHI NE HA BISOGNO, SOSTENERE IL NOSTRO SISTEMA AGROALIMENTARE

Assegnate all’Italia le risorse per l’anno 2011

“Esprimo grande soddisfazione per i risultati conseguiti dalla delegazione italiana perché all’Italia sono stati assegnati fondi del’Unione Europea per 100,65 milioni di euro, da utilizzare, nel corso del 2011, per l’acquisto di prodotti agricoli di origine nazionale da distribuire ai nostri concittadini più bisognosi.”

Così il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, Giancarlo Galan, ha commentato l’accoglimento, da parte della Commissione Europea, della richiesta presentata dall’Italia nell’ambito del programma di sostegno comunitario agli indigenti.

La Commissione UE, infatti, ha approvato, nel corso del Comitato di gestione OCM Unica del 30 settembre 2010, il piano di ripartizione - anno 2011, tra gli Stati membri, dello stanziamento complessivo di 500 milioni di euro per distribuire agli indigenti che vivono nell’Unione europea derrate alimentare provenienti dalle scorte di intervento. All’Italia è stato assegnato il  21 per cento dell’intero plafond comunitario.

Il budget sarà destinato all’acquisizione di prodotti cerealicoli, ivi compreso l’acquisto sul mercato di riso e derivati, nonché prodotti lattiero-caseario, quali i formaggi di origine italiana, da distribuire, attraverso gli enti caritatevoli, alle persone più bisognose.

Ministero delle politiche agricole
alimentari e forestali

Pistoia “Film plastici inn ovativi in ortoflorovivaismo”

1-3 Di cembre 2010 – Pistoia “Film plastici inn ovativi in ortoflorovivaismo”

Il seminario di livello avanzato, della durata di tre giorni, si svolgerà a Pistoia, da mercoledì 1 a venerdì 3 dicembre 2010, presso la sede del Ce.Spe.Vi.

Il programma di formazione del seminario ha lo scopo di affrontare e prendere in considerazione, attraverso un percorso formativo di livello avanzato, le applicazioni di manufatti plastici nel settore delle colture protette e della pacciamatura.

È rivolto a tecnici liberi professionisti o dipendenti di strutture e/o organismi associativi pubblici o privati operanti nel comparto orto-floro-frutticolo, e ad imprenditori agricoli, dotati di buona esperienza e preparazione professionale.

Gli interventi in programma sono:

• Cenni di plasticoltura. Film plastici e settori di impiego. Relatore: prof. Galileo Magnani, Università di Pisa;

• Normative sui film di copertura e per pacciamatura. Relatore: dott. Andrea Ferraresi, esperto libero professionista;

• Caratteristiche merceologiche dei film (dalla materia prima alla filmatura, al conferimento di specifiche proprietà). Relatore: dott. Andrea Ferraresi;

• Smaltimento, riciclaggio e rigenerazione dei film. Relatore: dott. Andrea Ferraresi;

• Additivi stabilizzanti per film plastici. Relatore: Manuele Vitali, BASF Italia;

• Film di copertura innovativi. Relatori: dott. Ferruccio Filippi e prof. Galileo Magnani, Università di Pisa;

• Film speciali e pacciamatura - Film plastici e risparmio energetico. Relatore: dott. agr. Giovanni Minuto, CeRSAA, Albenga (SV).


Per maggiori informazioni visitare il sito www.fritegotto.it o scrivere a: silvio@fritegotto.it

Latina “Serre: tecnologie e innovazioni per la gestione delle colture in ambiente protetto”

8-11 Novembre 2010 – Latina “Serre: tecnologie e innovazioni per la gestione delle colture in ambiente protetto”

Il seminario di livello avanzato, della durata di quattro giorni, si svolgerà a Latina, presso il Park Hotel, da lunedì 8 a giovedì 11 novembre 2010.

Nel programma di formazione verranno presi in esame gli aspetti fisici e fisiologici per la gestione ed il controllo del clima in serra e della crescita e sviluppo delle piante all’interno della serra stessa, in funzione della luce e dell’energia in gioco. Il seminario è rivolto a tecnici liberi professionisti o dipendenti di strutture e/o organismi associativi pubblici o privati operanti nel comparto orto-floro-frutticolo, e ad imprenditori agricoli, dotati di buona esperienza e preparazione professionale. La programmazione degli interventi è distribuita nelle quattro giornate del seminario così suddivisi:

• 1° giorno - L’ambiente aereo. Efficienza di uso delle risorse ed interazione fra clima esterno e struttura della serra. Docente: dott.ssa Cecilia Stanghellini, Wageningen University and Research Center, Greenhouse Horticulture Dept., Olanda;

• 2° giorno - L’ambiente aereo. La traspirazione: la gestione del clima e dell’umidità in ambiente protetto. Docente: dott.ssa Cecilia Stanghellini, Wageningen University and Research Center, Greenhouse Horticulture Dept., Olanda;

• 3° giorno - L’ambiente radicale. Fisiologia e gestione della crescita e dello sviluppo delle piante. Docente: prof. Alberto Pardossi, Università di Pisa, Dipartimento Biologia delle Piante Agrarie;

• 4° giorno - Visite tecniche in alcune aziende ortoflorovivaistiche della zona con un insediamento protetto di livello avanzato.


Per maggiori informazioni visitare il sito www.fritegotto.it o scrivere a: silvio@fritegotto.it

sabato 25 settembre 2010

MicroIrrigo! Impara a far da te – il videocorso sulla Microirrigazione



MicroIrrigo! è un progetto formativo che nasce dall'esperienza di oltre 12 anni, in qualità di responsabile tecnico commerciale per conto di aziende israeliane di primo piano, di Alberto Quattrini.
Naturalmente il tema principale del progetto è la Microirrigazione o, comunque, le tecniche irrigue ad alta efficienza.

MicroIrrigo! è stato creato per colmare la mancanza di informazioni attinenti l'Irrigazione Localizzata, la scarsità di nozioni trasmesse a livello didattico nelle scuole secondarie o negli atenei la generale poca familiarità degli utenti finali (in primis gli agricoltori) nei confronti delle nuove tecniche o degli accessori di un sistema microirriguo.

Da Maggio 2010 il Blog MicroIrrigo! pubblica informazioni tecniche, news, approfondimenti su tutto ciò che ruota intorno al mondo dell'Irrigazione Localizzata.

Da Settembre 2010 MicroIrrigo! ha messo in rete il 1° videocorso in Italia sulla Microirrigazione a consultazione completamente gratuita.
12 capitoli, per un totale di 10 ore circa di registrazione, sugli argomenti "Hot" del settore:
Antibrina
Climatizzazione
Efficienza dell'Irrigazione
Impianti a goccia
Aspersione a basso volume
Serre & tunnel
Filtrazione
Fertirrigazione
Idrovalvole Sfiati e Contatori
Manutenzione degli impianti
ed altro ancora

Il videocorso è dedicato a tutti coloro che per professione, studio o pura passione intendono approfondire gli aspetti legati alla Microirrigazione e dare uno sguardo ben oltre la semplice teoria.

Il Blog MicroIrrigo! si trova all'indirizzo www.microirrigo.com
Il Videocorso MicroIrrigo! all'indirizzo http://freemicroirrigo.blogspot.com

Forum Europeo delle Regioni Ortofrutticole

Forum Europeo delle Regioni Ortofrutticole: gli Assessori delle principali Regioni europee si incontrano per discutere il futuro del settore ortofrutticolo.


Bologna, 22 settembre 2010 - Il 6 ottobre, nell’ambito di Macfrut 2010, si terrà a Cesena il Primo Forum Europeo delle Regioni Ortofrutticole.

Obiettivo dell’incontro, al quale parteciperanno gli Assessori o Direttori Generali delle principali regioni ortofrutticole europee, è discutere alcune linee di intervento per il rilancio del comparto della frutticoltura europea, allo scopo di condividere un documento comune da sottoporre ai Ministri dei singoli Paesi ed all’Unione Europea.

Le motivazioni del vertice risiedono nel fatto che il saldo commerciale tra l’UE e i paesi terzi è in progressivo peggioramento, che la redditività del settore è messa a rischio da una aumentata volatilità dei prezzi all’origine e che i consumi sono in calo.

I macrotemi attorno ai quali si discuterà durante l’incontro, promosso dall’Assessorato Agricoltura della Regione Emilia Romagna, sono volti a creare i presupposti per il miglioramento delle prospettive del settore e riguarderanno la centralità delle Organizzazioni dei Produttori per l’efficienza delle politiche agricole, i rapporti con la Grande Distribuzione Organizzata, la gestione delle crisi e l’andamento dei consumi e, in ultimo, la presenza di barriere al libero scambio dei prodotti ortofrutticoli.

“Il Forum sarà l’occasione per analizzare le difficoltà che il settore ortofrutticolo sta vivendo – sostiene Tiberio Rabboni, Assessore all’Agricoltura della Regione Emilia Romagna - ed individuare soluzioni comuni per salvaguardare e sostenere lo sviluppo del settore ortofrutticolo in tutta l’Unione Europea. Con la condivisione di questo documento – continua l’Assessore Rabboni – intendiamo portare all’attenzione delle autorità nazionali e comunitarie le esigenze di un comparto che oggi è leader mondiale per qualità e quantità dell’offerta, ma che nei prossimi anni si troverà ad affrontare importanti sfide.”

All’evento, che si tiene durante Macfrut, la più importante manifestazione di settore dell’area del Mediterraneo, sono attesi altresì esponenti delle istituzioni europee oltre agli Assessori di numerose regioni italiane.

sabato 18 settembre 2010

RIAPRONO LE SCUOLE RIPARTONO LE FATTORIE DIDATTICHE



“Quello delle fattorie didattiche è un fenomeno in grande espansione - dichiara Vittoria Brancaccio, Presidente di Agriturist (Confagricoltura) - che dà un apporto fondamentale alla formazione dei nostri giovani”

Secondo una indagine condotta da Agriturist, associazione agrituristica della Confagricoltura, sono più di 2500 le aziende agricole italiane che durante l’anno scolastico 2010-2011 accoglieranno studenti per spiegare “sul campo” l’agricoltura, l’alimentazione, la natura.

Si prevede che saranno poco più di un milione i ragazzi che vivranno questa bella e preziosa esperienza formativa, alla organizzazione della quale il portale internet di Agriturist, www.agriturist.it offre un utile supporto proponendo una selezione qualificata di 350 fattorie didattiche.

Secondo uno studio condotto dall’Osservatorio Agroambientale di Cesena in collaborazione con la regione Emilia Romagna, visitano le fattorie didattiche soprattutto classi delle scuole elementari (44%) e delle scuole materne (24%). L’attenzione verso questa opportunità di formazione culturale e scientifica da parte delle scuole medie e superiori è tuttavia in costante aumento.

Nate spontaneamente alla fine degli anni sessanta del secolo scorso, con le “giornate verdi” organizzate da Agriturist per le scuole, le fattorie didattiche costituiscono oggi una rete ben organizzata e attentamente disciplinata dalle Regioni, che hanno istituito appositi riconoscimenti, e albi dove le scuole possono scegliere le diverse aziende agricole in base ai temi che intendono approfondire con i propri allievi.

“L’agricoltura - dichiara Vittoria Brancaccio, presidente di Agriturist - è custode di un patrimonio culturale e scientifico di enorme importanza sociale. Ai ragazzi che visitano le nostre aziende spieghiamo come nascono gli alimenti che arrivano sulle nostre tavole, la qualità di ciò che produciamo, i fondamenti di una alimentazione genuina ed educata al gusto, la conoscenza e il rispetto dell’ambiente naturale”.

Attraverso la consultazione di www.agriturist.it è possibile selezionare le fattorie didattiche, visitarne il sito internet e conoscere nei dettagli i rispettivi programmi formativi. I docenti hanno ampia scelta: dalla vite al vino, dall’olivo all’olio, dalle api al miele, dal latte al formaggio, dal grano al pane; eppoi temi naturalistici alla scoperta della vita nel prato, nel cespuglio, nel bosco, nella palude, al cambiare delle stagioni. Sono previsti anche “laboratori didattici” che danno ai ragazzi l’opportunità di sperimentare “dal vivo” quanto gli viene spiegato e mostrato, e degustazioni guidate che insegnano a riconoscere qualità e difetti degli alimenti.

“Le fattorie didattiche - prosegue il presidente di Agriturist - sono in costante espansione e specializzazione a fronte di una domanda sempre più consistente ed esigente proveniente dalle scuole. I docenti colgono, ogni anno di più, l’importanza del loro contributo alla formazione culturale e scientifica degli studenti, stabilendo una solida collaborazione con gli agricoltori e ripetendo, in alcuni casi, le visite didattiche più volte nell’arco dell’anno per approfondire temi diversi”.

15 settembre 2010

mercoledì 8 settembre 2010

VITTORIA BRANCACCIO, PRESIDENTE DI AGRITURIST (CONFAGRICOLTURA): “PER RISTABILIRE UN CORRETTO RAPPORTO CON LA NATURA, CI VUOLE LA CURA AGRITURISMO”




L’incoscienza e le nevrosi di alcuni turisti, specchio di una preoccupante involuzione culturale. Anche la scuola deve fare la sua parte.





Le cronache recenti raccontano di turisti esasperati dal gracidare delle rane o dal canto del gallo, e soprattutto di turisti che perdono la vita nei boschi dove sono andati a raccogliere funghi. Si tratta - secondo Agriturist (Confagricoltura) - di preoccupanti testimonianze di una involuzione culturale cui, lodevoli quanto estemporanee raccomandazioni al senso della misura e alla prudenza, difficilmente potranno porre argine. Occorre una riflessione seria su quanto sta accadendo investendo soprattutto la scuola di un compito educativo che in passato era assicurato da spontanei trasferimenti di esperienza dagli adulti ai ragazzi.



“Noi agricoltori che proponiamo l’agriturismo - dichiara Vittoria Brancaccio, presidente di Agriturist (Confagricoltura) - registriamo di anno in anno una sempre più frequente intolleranza degli ospiti verso le manifestazioni concrete della natura. Ogni forma di vita diversa da quella umana, invece che suscitare curiosità e interesse, rappresenta piuttosto motivo di ansia e di protesta, anche quando occupa legittimamente il proprio habitat naturale. Le escursioni piacciono sempre di più ma sono affrontate, a volte, con disarmante superficialità ”.



La diffusione delle vacanze in campagna - secondo Agriturist - propone ormai gli stessi problemi delle vacanze al mare o in alta montagna: si affronta la natura come se fosse “costruita” dall’uomo e ad esclusiva misura dell’uomo, senza documentarsi sui possibili pericoli, sottovalutando i consigli dei più esperti, con la pretesa che ci sia sempre qualcuno pronto ad intervenire in caso di difficoltà.



“Si dovrebbe - prosegue provocatoriamente il presidente di Agriturist - prescrivere a tutti almeno una settimana di vacanza in agriturismo, per abituare al silenzio e ai “rumori” della natura; per imparare a conoscere gli insetti, gli uccelli e gli ormai pochi altri animali selvatici con cui conviviamo, rispettandone la presenza e trattandoli responsabilmente. E saper distinguere, con il consiglio di chi, come gli agricoltori, la natura la vive quotidianamente, una semplice passeggiata di qualche centinaio di metri da una escursione lunga e impegnativa, per la quale si richiede una adeguata attrezzatura e preparazione”.





7 settembre 2010

lunedì 6 settembre 2010

Avanti con la ristrutturazione complessiva del sistema agricolo italiano

Per una volta politici, associazioni di categoria e grandi distributori si trovano d'accordo: c'è bisogno di una radicale ristrutturazione dell'intero sistema agricolo italiano. È questo il nucleo del dibattito “Dal campo allo scaffale. Chi guadagna nella filiera”, svoltosi giovedì 2 Settembre nella Sala Dibattiti “Renzo Bonazzi” di FestaReggio, nell'ambito della programmazione della Festa Nazionale dell'Agricoltura e dell'Alimentazione. Ospiti del dibattito sono stati il Presidente nazionale della Cia, Giuseppe Politi, il direttore generale di Conad, Francesco Pugliese, l'assessore all'agricoltura della nostra regione, Tiberio Rabboni, il Presidente della commissione agricoltura del Senato, Paolo Scarpa Bonazza Buora e il presidente di Coop Italia, Vincenzo Tassinari.

La brillante conduzione del giornalista RAI Franco Poggianti ha permesso un dibattito onesto, che si è basato sui dati di Nomisma, che stima che su 100€ di spesa in cibi e bevande, l'utile ricavato dalla filiera ammonti a solo 3€, mentre ben 41€ sono rappresentati da costi esterni alla filiera.
“Se ci si spartisce miseria, non si crea certo ricchezza – ha detto Francesco Pugliese di Conad – Noi dobbiamo favorire aggregazione in agricoltura, per tagliare dei passaggi nella filiera, che oggi in Italia produce povertà e non ricchezza.” Anche l'assessore Tiberio Rabboni si trova d'accordo: “Dobbiamo aggredire e risolvere i nodi cruciali – ha detto – riducendo la polverizzazione e abbattendo i costi esterni al sistema agricolo. Però per farlo serve un patto con il mondo agricolo, per stabilizzare il sistema, garantire un reddito minimo e tutelare dalle crisi”
“Anch'io sono favorevole agli accordi di filiera – ha precisato il direttore di Coop Tassinari – ma a patto che si riconoscano come soggetti dell'accordo anche i consumatori, che hanno visto calare il loro reddito disponibile e che hanno il diritto a un prezzo onesto e a un prodotto di qualità.”
Il Presidente Scarpa, senatore del Pdl, chiamato in causa per le troppe assenze della politica nel regolare questi processi, rivendica un ruolo attivo del Senato nel promuovere politiche a sostegno del settore, e fa autocritica: “La politica italiana dovrebbe imparare un po' da quella francese, che si mobilita -ha ricordato- incurante del colore politico, per tutelare i suoi agricoltori. E in sede europea, dobbiamo avere il coraggio di difendere la qualità dei prodotti italiani, perchè la struttura del mercato non ci consente di competere sulla base del minor prezzo.”
Anche Politi di Cia riconosce il lavoro della commissione agricoltura al Senato, ma si chiede “Come mai in Italia sembra sempre che la colpa sia degli agricoltori?”, e afferma di essere disponibile a un rinnovato patto per la filiera. “L'agricoltura fai-da-te non è la soluzione -ha detto – e gli agricoltori non possono improvvisarsi venditori. Solo relazioni più forti e durature con gli altri soggetti della filiera possono aiutare, a patto che ci si diano regole e obiettivi chiari e condivisi”.

www.festapdagricoltura.it

lunedì 23 agosto 2010

La Toscana conquista piu' risorse per l'apicoltura

500 mila euro pari all'8% del plafond nazionale con un aumento di oltre 100 mila euro
La Toscana conquista più risorse per l'apicoltura
Salvadori: "A settembre a Montalcino la 36a settimana del miele"


di Laura Pugliesi


La Regione conquista maggiori finanziamenti per l'apicoltura toscana. Per l'anno 2010-2011 si passa infatti a 500 mila euro dai 393 mila dell'anno precedente con un incremento di 107 mila euro.
La ripartizione delle somme del programma apistico nazionale, cofinanziato dalla Comunità Europea ai sensi del regolamento 1234/2007, è stata concordata durante un incontro tenuto al Ministero dell'Agricoltura e Foreste insieme alle Regioni. Grazie al programma presentato e alla consistenza degli alveari presenti sul territorio, la Toscana ha ottenuto una percentuale pari all'8% del plafond nazionale. Le risorse serviranno a finanziare una serie di programmi di assistenza tecnica e formazione professionale per gli apicoltori e azioni di comunicazione.

Sarà finanziata inoltre una campagna contro la “varroa” , un acaro che rappresenta un pericoloso parassita per gli alveari, articolata in una serie di indagini sul campo volte all'applicazione di una strategia di lotta a basso impatto chimico. Infine una misura per razionalizzare la transumanza degli insetti attarverso l'acquisto di arnie e materiali specifici.

L'assessore all'agricoltura della Regione, Gianni Salvadori, esprime soddisfazione per il lavoro fatto “che ha ottenuto il giusto riconoscimento ed ha portato ad un incremento delle risorse a disposizione. Potremo così – sottolinea – portare avanti una serie di! azioni a tutela del nostro patrimonio apistico e della qualità e tipicità del miele prodotto in Toscana.» Qualità e tipicità che presto faranno bella mostra di sé in una delle più importanti manifestazioni del settore. «La Toscana – conclude Salvadori – ospiterà anche quest'anno la XXXVI settimana del miele a Montalcino che si terrà dal 10 al 12 settembre prossimo e vedrà fra i partecipanti numerosi e qualificati relatori internazionali. »


Toscana Notizie
Agenzia di informazione della Giunta Regionale
http://www.toscana-notizie.it

venerdì 13 agosto 2010

AGRITURIST (CONFAGRICOLTURA): FERRAGOSTO SOTTOTONO, NEGLI AGRITURISMI VUOTO L’8% DEI POSTI LETTO.


Vittoria Brancaccio, presidente di Agriturist: “Per il turismo italiano occorre una robusta politica di sostegno, che superi l’improvvisazione degli ultimi anni e si proietti nel lungo periodo”.

Agriturist, associazione agrituristica di Confagricoltura, conferma anche per il Ferragosto i segnali critici già registrati a fine luglio: dei 195 mila posti letto messi a disposizione dalle 16.500 aziende agricole che offrono alloggio, soltanto 180 mila saranno occupati e rispetto all’anno scorso si registrerà una flessione del 2,5%. Per il 25% degli ospiti il soggiorno non andrà oltre le tre notti. Più severo sarà il ridimensionamento della ristorazione, stimato intorno all’8%.

La previsione di Agriturist, basata sul monitoraggio delle visite al portale internet www.agriturist.it, mette anche in evidenza che il consueto picco della domanda dei primi dieci giorni di agosto è più debole rispetto al 2009, segno che le prenotazioni dell’ultimo momento difficilmente determineranno significative variazioni dello scenario. Fra gli stranieri, tengono i francesi, calano lievemente i tedeschi e gli inglesi (- 2%), mentre sono nettamente in diminuzione gli americani (-20%).

Tenuto conto di queste tendenze, il mese di agosto dovrebbe chiudersi per l’agriturismo con 780 mila arrivi e 3,5 milioni di presenze, registrando una flessione del 3% a confronto con lo scorso anno. Il reddito medio delle aziende, per effetto dell’incremento dell’offerta (stimato del 3,5% rispetto al 2009), del congelamento dei prezzi e dell’incremento dei costi di gestione, subirà un taglio del 10%.

“La situazione del turismo - sottolinea Vittoria Brancaccio, presidente di Agriturist - continua ad essere critica. Le recenti giornate di bollino nero risoltesi con traffico generalmente scorrevole, più che conseguenza delle partenze intelligenti sono la conferma di una sensibile riduzione dei vacanzieri”.

“L’agriturismo - prosegue il presidente di Agriturist - conserva sostanzialmente la propria quota di mercato, ma risente inevitabilmente della crisi economica generale. Occorre invertire immediatamente la tendenza negativa del turismo italiano altrimenti l’anno prossimo rischiamo di riproporre i falsi ottimismi che hanno caratterizzato il 2010”.

“Ci vuole - conclude Vittoria Brancaccio - una robusta politica di sostegno al settore che vada oltre l’improvvisazione di questi ultimi anni e sia proiettata nel lungo periodo: riduzione subito dell’IVA sui servizi turistici per restituire competitività alle imprese; adeguato finanziamento all’ENIT per la promozione verso l’estero; un accordo fra Stato, Regioni e Organizzazioni di categoria per attivare un grande programma di formazione degli operatori orientato soprattutto a migliorare la comunicazione individuale attraverso il WEB. E’ importante che tutti concorrano a promuovere le straordinarie attrattive del territorio italiano. Non basta vendere posti letto, occorre soprattutto saper vendere cultura, natura, enogastronomia, emozioni...!”.

12 agosto 2010

mercoledì 11 agosto 2010

L’Italia leader europeo con 210 indicazione geografiche

“Con ben 210 indicazioni geografiche, 132 Dop e 78 Igp, il nostro Paese nel 2010 si conferma leader europeo. Un giusto premio al lavoro e alla bravura dei nostri agricoltori, che sanno consegnarci prodotti di eccellenza in grado di affermarsi sui mercati internazionali”.

Così il Ministro delle Politiche agricole alimentari e forestali, Giancarlo Galan, sul bilancio delle indicazioni geografiche, iscritte ufficialmente nel registro comunitario.

In Europa i riconoscimenti Dop e Igp totali di tutti gli Stati membri, compresa l’Italia, sono 943, di cui 483 Dop, 433 Igp e 27 Stg.

L’Italia distanzia la Francia (che fino al 2003 deteneva il primato europeo di prodotti registrati e attualmente si colloca al secondo posto) di ben 39 riconoscimenti Dop e Igp in più, mentre la differenza con la Spagna è di 77 prodotti registrati in più.

I prodotti italiani di qualità che hanno ottenuto il riconoscimento comunitario nel periodo da aprile 2010 a luglio 2010 sono 8, di cui 5 Dop e 3 Igp: Prosciutto di Sauris, Aglio di Voghiera, Farro di Monteleone di Spoleto, Melanzana Rossa di Rotonda e formaggio Piave per le Dop; formaggio Canestrato di Molitemo, Pesca di Leonforte e Ricotta di Bufala Campana per le Igp.

Altre due denominazioni, il Fagiolo Cannellino di Atina Dop e l’Asparago di Badoere Igp, le cui domande di riconoscimento sono state già pubblicate sulla Gazzetta Ufficiale Europea, hanno già ottenuto ufficiosamente il riconoscimento come Dop o Igp, pur non essendo stato ancora pubblicato il regolamento comunitario di iscrizione ufficiale nel registro europeo delle indicazioni geografiche.

Ministero delle politiche agricole
alimentari e forestali

lunedì 9 agosto 2010

GALAN: DECISO SOSTEGNO ALLA PRODUZIONE DELLE PATATE

“L’accordo appena firmato rappresenta un ulteriore passo in avanti per la tutela e valorizzazione della produzione e commercializzazione delle patate italiane”.

Così il Ministro delle Politiche agricole alimentari e forestali, Giancarlo Galan, commenta la firma dell’accordo interprofessionale sulle patate destinate alla trasformazione industriale, per la campagna 2010, che destina al comparto sei milioni di euro.

Erano presenti Unapa e Italpatate (Unioni nazionali di associazioni di produttori di patate), per la parte agricola; Aiipa - Associazione italiana industrie prodotti alimentari e Anicav - Associazione nazionale industriali conserve alimentari vegetali, per la parte industriale, con l’assistenza delle organizzazioni professionali agricole Coldiretti, Confagricoltura e Cia.

Si tratta di un accordo importante che coinvolge 5000 imprese agricole e oltre 3000 occupati nelle industrie di trasformazione. L’accordo si pone l’obiettivo di avviare alla trasformazione industriale un rilevante quantitativo della produzione pataticola nazionale, almeno 170.000 tonnellate, e rappresenta un momento concreto di intesa tra gli operatori della filiera.

“Si tratta inoltre di uno strumento fondamentale – continua Galan - perché consente all’agricoltura italiana di sostenere la produzione, tenuto conto che il settore non usufruisce di una organizzazione comune di mercato a livello europeo, e di valorizzarla anche attraverso la tracciabilità”.

Ministero delle politiche agricole
alimentari e forestali

sabato 24 luglio 2010

VITTORIA BRANCACCIO, AGRITURIST (CONFAGRICOLTURA): “ESTATE DIFFICILE ANCHE PER L’AGRITURISMO”


Infondate le previsioni di crescita per le “vacanze in fattoria”.

Ospiti in calo per il 46% degli operatori, e a mancare sono

soprattutto gli stranieri.


L’estate 2010 non sarà facile per l’agriturismo: un sondaggio di Agriturist (Confagricoltura), condotto su un campione di 200 aziende agricole che offrono ospitalità, conferma le preoccupazioni già espresse da organizzazioni di categoria del turismo e associazioni di consumatori, e smentisce alcune previsioni di crescita del settore.



“Mentre le imprese agricole, anche sul versante dell’agriturismo, affrontano la crisi fra mille difficoltà - puntualizza il presidente di Agriturist, Vittoria Brancaccio - si diffondono numeri ottimistici privi di qualsiasi fondamento, che suscitano la comprensibile protesta di chi con la realtà fa i conti ogni giorno, e l’altrettanto comprensibile incredulità di chi il turismo conosce e analizza”.



“Tutte le fonti più qualificate - prosegue il Presidente di Agriturist - sono d’accordo nel rilevare che il complicarsi del quadro economico internazionale ha spento le pur modeste attese di ripresa del turismo avanzate a fine 2009. Oggi siamo con un primo semestre dell’anno a “crescita zero” e con previsioni per il secondo semestre che tendono al negativo.”



Agriturist si domanda anche da quale calcolo siano spuntati i 5 milioni di presenze agrituristiche, che alcuni annunciano per questa estate come un grande risultato, quando, se così fosse, saremmo di fronte ad un tragico 37% di occupazione media dei posti letto (in questo periodo, pur di crisi, prossima al 50%). D’altra parte, se si fossero confuse le presenze (pernottamenti) con gli arrivi (numero di ospiti), saremmo di fronte, per una durata media di soggiorno di circa 4,7 giorni (dati ISTAT 2008), all’iperbolica cifra di 23,5 milioni di pernottamenti, il 25% in più di quelli possibili con il tutto esaurito da metà giugno a metà settembre.



“Come ogni anno in questo periodo - conclude Vittoria Brancaccio - abbiamo condotto un ampio sondaggio presso gli operatori agrituristici per acquisire dati attendibili sull’andamento delle prenotazioni estive. Il 46% degli intervistati (il 6% in più rispetto al 2009) ha dichiarato che gli ospiti sono in diminuzione rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, soprattutto per effetto di una rilevante flessione della domanda estera, stimata intorno al 6%”; soltanto il 19% degli intervistati (un punto % in meno rispetto allo scorso anno) mette a segno un incremento di ospiti”.



Il sondaggio di Agriturist registra anche, per il 31% degli agriturismi, una ulteriore contrazione della durata delle vacanze (- 4%) e per il 35% prenotazioni dei posti letto in agosto ancora inferiori al 50%, quando la media del mese, lo scorso anno, è stata superiore al 60%. Fra le regioni più colpite dalla crisi, la Toscana e l’Umbria; segnali positivi vengono invece dal Veneto (+2,5%) e soprattutto dal Piemonte (+13%).



Agriturist ha anche monitorato la progressione della domanda nelle ultime dieci settimane, tramite il portale internet www.agriturist.it: soltanto da lunedì 28 giugno il grafico che registra i visitatori ha cominciato ad assumere la forma caratteristica del periodo estivo (numero pressoché costante di visitatori dal lunedì al venerdì), evidenziando incrementi medi settimanali nell’ordine del 8%. Il picco massimo di visitatori è previsto per la seconda settimana di agosto, in cui si concentreranno le prenotazioni last minute di Ferragosto.

20 luglio 2010

sabato 17 luglio 2010

GIORNATE SUL VINO

La Calabria del vino è cambiata molto in questi ultimi anni e continua a cambiare in modo sempre più significativo. Dopo anni di netta prevalenza del modello di vino ottenuto da varietà internazionali e della relativa rincorsa da parte delle aziende ad adottare metodi più o meno invasivi per irrobustire i loro prodotti , si sta passando ad uno stile più naturale. Non solo vini strutturati quindi, ma anche vini fini e profumati, non solo vini fruttati ma anche vini più fedeli al carattere del loro territorio. Gli eccessi non sono spariti, beninteso, tutt’altro: a prescindere delle furbizie di cantina, ci si è affidati e ci si affida ancora oggi a rese sin troppo basse , alla ricerca spasmodica della maturità fenolica, senza tenere conto degli equilibri complessivi, dell’acidità, della freschezza aromatica. Ecco quindi fiorire oggi, qua e la in modo abbastanza scomposto e velleitario, la foga del vitigno autoctono, dell’uva locale, o vocalissima, della quale sopravvivono solo quattro filari: in tutta la Calabria è tutta una riscoperta di Gaglioppo, Magliocco, Nerello di Calabria. E’ quanto è emerso durante i lavori svoltosi nel celebre circolo ricreativo Cotton Club di Reggio Calabria, nelle due giornate dedicate alle selezioni-degustazioni dei vini regionali effettuate dai curatori della dell’Espresso Guida ai Vini d’Italia 2011, guidati da Giampaolo Gravina noto esperto internazionale del settore. La manifestazione alla quale hanno partecipato quasi tutte le aziende produttrici calabresi, è stata promossa da un gruppo di appassionati funzionari dell’ARSSA dell’Ufficio Marketing Antonio Lauro, Rosario Franco, Carmelo Orlando, da Jenny Anghelone e da Domenico Fazari Presidente dell’Associazione Saperi e Sapori di Calabria.

Rosario Franco

venerdì 9 luglio 2010

L’AGRICOLTURA BIOLOGICA IN CIFRE AL 31/12/2009

Dall’analisi completa dei dati forniti al Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali dagli
Organismi di Controllo (OdC) operanti in Italia al 31 dicembre 2009, sulla base delle elaborazioni del SINAB –
Sistema d’Informazione Nazionale sull’Agricoltura Biologica, risulta che gli operatori del settore sono
48.509 di cui: 40.462 produttori esclusivi; 5.223 preparatori (comprese le aziende che effettuano attività di
vendita al dettaglio); 2.564 che effettuano sia attività di produzione che di trasformazione; 56 importatori esclusivi;
204 importatori che effettuano anche attività di produzione o trasformazione.
Rispetto ai dati riferiti al 2008 si rileva una riduzione complessiva del numero di operatori del 2,3%.
La distribuzione degli operatori sul territorio nazionale vede, come per gli anni passati, la Sicilia seguita dalla
Calabria tra le regioni con maggiore presenza di aziende agricole biologiche; mentre per il numero di aziende di
trasformazione impegnate nel settore la leadership spetta all’Emilia Romagna seguita dalla Lombardia.
www.sinab.it
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martedì 6 luglio 2010

La rivoluzionaria mappa del Dna delle piante Il punto sulla ricerca della genomica agricola in Italia in un convegno


Tracciare la mappa della vita. Il genoma è l’insieme di tutte le informazioni genetiche scritte nella sequenza del Dna, contenuto nel nucleo delle cellule sotto forma di cromosomi. Decodificare e ordinare queste “istruzioni” alla base di tutti gli organismi viventi può aprire nuovi, vastissimi scenari sulla comprensione dei meccanismi all’origine della vita e della biodiversità, oltre che sullo sviluppo di molte malattie. E’ l’obiettivo della genomica, branca della biologia molecolare che ha conosciuto la maggiore evoluzione negli ultimi decenni.

Molto si è investito e si è parlato del programma per sequenziare il genoma umano. Ancora in gran parte da esplorare resta, invece, la frontiera del mondo vegetale: solo di poche piante è stato finora ricostruito il genoma.

Il convegno “La rivoluzione genomica e l’agricoltura italiana”, organizzato dal Consiglio per la ricerca e la sperimentazione in agricoltura, vuol fare il punto sullo stato dell’arte e sui più avanzati progetti in corso in questo campo, mettendo a confronto alcuni dei più accreditati studiosi italiani ed internazionali. Appuntamento il prossimo

Giovedì 8 luglio 2010 a partire dalle 9.00
a Roma
presso la Galleria del Cardinale di Palazzo Colonna,

Il programma prevede relazioni di David Marshall dello Scottish Crop Research Institute, di Patrick Schnable, dell’Iowa State University, di Daniel Rokhsar, dell’università della California – Berkeley, di Ruiqiang Li, del Research and cooperation Division Bgi di Shenzhen, in Cina.

Un particolare approfondimento sarà riservato agli ultimi passi compiuti dalla ricerca in Italia: Luigi Cattivelli, insieme al suo gruppo di lavoro del Centro di ricerca genomica del Cra, presenterà i “Programmi di sequenziamento delle specie agricole in Italia”, mentre una tavola rotonda delineerà “Le strategie genomiche per l’agricoltura italiana” coinvolgendo Michele Morgante (Università di Udine), Francesco Salamini (Fondazione Mach), Paolo Ajmone Marsan (Università del Sacro cuore di Piacenza), Giuseppe Martini (Cnr), Riccardo Aleandri (Cra).

Non mancherà nemmeno il punto di vista della controparte politica, con le conclusioni affidate al ministro per le Politiche agricole, Giancarlo Galan.

A promuovere la giornata di studio è il Cra – Consiglio per la ricerca e la sperimentazione in agricoltura, il principale ente pubblico nazionale con competenza scientifica generale nel settore agricolo, agroalimentare, agroindustriale, ittico e forestale. L’istituzione coordina 28 strutture impegnate in attività di ricerca ispirate a criteri di qualità, sostenibilità e valorizzazioni delle produzioni tipiche dei sistemi agricoli e zootecnici italiani, unendo anche compiti di consulenza e divulgazione scientifica.

giovedì 1 luglio 2010

AGRITURISMO ITALIANO, APPROVATO DOCUMENTO PER UNIFORMARE I CRITERI DI CLASSIFICAZIONE

GALAN: OTTIMO STRUMENTO
PER MIGLIORARE ULTERIORMENTE UN SETTORE STRATEGICO


“Oggi sono state gettate le basi per armonizzare le norme in vigore nelle varie Regioni e dare vita ad un primo semplice e concreto strumento di comunicazione per gli ospiti italiani e stranieri che desiderano visitare i nostri agriturismi”.
“Come le ‘stelle’ per gli alberghi, anche le imprese agrituristiche potranno finalmente contare su un sistema di classificazione trasparente ed omogeneo a livello nazionale, in grado di fornire al turista le informazioni necessarie sulla qualità del servizio reso da ciascuna azienda”.
Così il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, Giancarlo Galan ha commentato l’esito della riunione che si è svolta oggi presso il Ministero, nella quale l’Osservatorio Nazionale dell’Agriturismo – l’organismo di governo del settore, costituito dal Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali, che lo presiede, dal Dipartimento per il Turismo, dalle Regioni e dall’ISTAT - ha approvato un documento di lavoro contenente i principi generali per uniformare i criteri di classificazione del settore agrituristico italiano.
“Voglio ricordare che si tratta di un settore di vitale importanza per l’economia delle aree rurali, che conta circa 19.000 operatori agrituristici e un fatturato di oltre un miliardo di euro all’anno. Inoltre l’agriturismo ricopre un ruolo strategico dal momento che sa coniugare la possibilità di trovare prodotti di qualità direttamente nel territorio con la cultura e l’ambiente in cui sono realizzati”.


Per definire il punteggio da attribuire a ciascuna struttura, non conterà solo il comfort, come accade oggi per le strutture alberghiere, ma saranno presi in considerazione soprattutto gli aspetti relativi alla tipicità dell’offerta, al paesaggio, alla possibilità di partecipare ai lavori dell’azienda e alla professionalità dell’operatore.
Dopo la presentazione del percorso metodologico, l’Osservatorio sarà impegnato a testare i requisiti proposti su un campione reale di imprese, in modo da arrivare entro il prossimo ottobre all’approvazione definitiva dei criteri di classificazione.
Sempre nei mesi autunnali, l’Osservatorio sarà impegnato nel primo meeting europeo sull’agriturismo, appuntamento aperto alla partecipazione di tutti i Paesi europei interessati allo sviluppo di un turismo strettamente integrato con l’attività agricola, sulla base del modello che ha reso il nostro Paese famoso in tutto il mondo.
Ministero delle politiche agricole
alimentari e forestali.

venerdì 11 giugno 2010

INCONTRO MINISTRO-ASSESSORI ALL’AGRICOLTURA GALAN: SE LE REGIONI NON TROVANO UNA SOLUZIONE, PRENDEREMO NOI PROVVEDIMENTI PER NON PERDERE I FONDI PSR

“Il primo problema che dobbiamo affrontare è quello del possibile disimpegno dei fondi dei Programmi di sviluppo rurale. Non possiamo correre il rischio di perdere un miliardo di euro.”
Così il Ministro delle Politiche agricole alimentari e forestali, Giancarlo Galan, ha esordito durante il suo primo incontro con gli assessori regionali all’Agricoltura.
“Innanzitutto perché sono soldi dei nostri agricoltori e in secondo luogo perché ci farebbe perdere autorevolezza in Europa, proprio ora che dobbiamo ridiscutere la nuova PAC.”
“Dalla Politica agricola comune, il nostro Paese riceve mediamente 6,5 miliardi di euro all’anno, tra aiuti diretti agli agricoltori (4,3 miliardi di euro/anno) e misure di sostegno allo sviluppo rurale (2,2 miliardi di euro/anno, compreso il cofinanziamento nazionale)
“Al 31 marzo 2010, data dell’ultima rilevazione, sono stati spesi solamente 2,36 miliardi di euro, corrispondenti al 13,4% della dotazione complessiva. Per evitare il disimpegno automatico dei fondi comunitari assegnati al nostro Paese – ha proseguito il Ministro - entro il 31 dicembre 2010 occorrerà realizzare un’ulteriore spesa pari a 1,12 miliardi di euro”.
“Queste disponibilità devono essere obbligatoriamente utilizzate entro tempi prestabiliti, pena la perdita dei fondi comunitari non spesi.”
“La situazione è particolarmente grave soprattutto per alcune Regioni, dove il basso livello di spesa è associato a forti ritardi procedurali (emanazione bandi, raccolta domande di finanziamento, formazione graduatorie dei beneficiari, erogazioni degli aiuti).”
“Questa situazione relega il nostro Paese al quart’ultimo posto della classifica comunitaria; alle nostre spalle solo Romania, Bulgaria e Malta.”
“Non essendo pensabile che si rinunci a una simile opportunità per i nostri agricoltori, bisogna trovare delle soluzioni sia per questa che per la prossima programmazione”.
“Elenco di seguito le ipotesi che sono emerse in questi giorni”:

“Sulla base della legislazione vigente, ciascuna Regione deve raggiungere il proprio obiettivo di spesa entro i tempi previsti. Allo stato attuale, i ritardi di alcuni programmi non possono essere compensati con le maggiori spese sostenute da altri Psr. Pertanto, per esercitare maggiore pressione sulle Regioni, potrebbero essere studiati ulteriori meccanismi di penalizzazione finanziaria per le amministrazioni che dovessero subire il disimpegno dei fondi comunitari”.

“Non ritengo praticabile la proposta da alcuni ventilata, volta a richiedere la modifica della regolamentazione comunitaria, per le seguenti ragioni”:

“La Commissione europea è fortemente contraria ad un’ipotesi di questo tipo, anche se è stata recentemente adottata per i fondi strutturali”;
“Una modifica di questo genere (deve essere modificato un regolamento del Consiglio) prevede tempi lunghi (procedura di co-decisione Consiglio-Parlamento); e peraltro sarebbe richiesta solo dal nostro Paese”;
“In vista del prossimo negoziato sulla riforma del bilancio comunitario, a cui farà seguito la decisione di riparto dei fondi tra gli Stati membri, non è opportuno chiedere modifiche regolamentari che evidenzino la scarsa efficienza del “sistema Italia” nella spesa dei fondi comunitari”.

“Vi sarebbe un’ulteriore soluzione, che si basa sulla predisposizione di un Piano nazionale e che, al tempo stesso lascerebbe inalterato l’attuale assetto delle competenze in agricoltura. Questa risolverebbe il problema del disimpegno, in quanto renderebbe possibili le compensazioni finanziarie tra programmi, ma dovrebbe essere preventivamente concordata con la Commissione europea, sia per quanto concerne i tempi, piuttosto ristretti, che per la retroattività delle compensazioni (la quota in disimpegno il 31 dicembre 2010 si riferisce infatti ad impegni assunti nell’esercizio finanziario 2008)”.

“Il Coordinatore degli assessori, Dario Stefano, mi ha promesso una proposta alternativa, per altro condivisa con AGEA, che si baserebbe sulla semplificazione delle procedure adottate per i pagamenti delle misure ‘a superficie’. Aspetterò quindi questa proposta che dovrà arrivare entro otto giorni prima di tentare altre soluzioni.”
“Una cosa però sia chiara. Andrò in tutte le Regioni che non sono riuscite a spendere i fondi PSR nei tempi previsti per spiegare ai contadini che fine hanno fatto i loro soldi.”
“Spero che nessuno voglia mettere lo Stato nelle condizioni di dover prendere – ha concluso il Ministro - provvedimenti simili a quelli che sono stati presi per la sanità regionale.”

Ministero delle politiche agricole
alimentari e forestali

domenica 30 maggio 2010

PAC, GALAN: DOBBIAMO DIFENDERE CIÒ CHE ABBIAMO COSTRUITO CON DECENNI DI CIVILTÀ

“Desidero esprimere sin d’ora il mio apprezzamento per l’approccio con il quale la Commissione ha avviato la discussione sull’avvenire della Politica Agricole Comune, chiamando tutte le organizzazioni e i soggetti interessati ad esprimere i propri convincimenti e le proprie richieste”.

Così il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, Giancarlo Galan, è intervenuto oggi al Forum organizzato a Bruxelles dalla Coldiretti cui hanno partecipato anche il Commissario europeo all’Agricoltura Dacian Ciolos, il Ministro delle Politiche Europee Andrea Ronchi e il Presidente di Coldiretti Sergio Marini.

“E’ un metodo di lavoro corretto perché ci consentirà di proseguire le discussioni in Consiglio avendo una chiara percezione delle aspettative e delle sollecitazioni che provengono dalla società civile”.
“Si è registrata una sensibile contrazione dei redditi dei produttori e una volatilità dei prezzi preoccupante, dovuta anche a fenomeni speculativi che hanno acuito le difficoltà degli agricoltori. Questo – continua il Ministro - è dovuto in larga parte all’evoluzione del mercato mondiale che influenza in misura crescente il mercato comunitario ormai largamente permeabile all’andamento del commercio internazionale. L’Europa oggi non gode più della protezione tariffaria che un tempo ne proteggeva il mercato, al tempo stesso l’equilibrio di molte filiere agricole è fortemente dipendente dal volume di esportazione sul mercato mondiale. Negli scorsi anni la criticità di questo scenario non è stata colta a pieno né in Italia né in Europa nonostante gli appelli rivolti dalle organizzazioni agricole più rappresentative come la Coldiretti. Ancora oggi qualcuno descrive l’agricoltura europea come un settore assistito e protetto, mentre invece i nostri imprenditori devono misurarsi con un mercato sempre più aggressivo e concorrenziale”.

“Considero assurdo porre oggi in discussione la Pac proprio perché il contesto storico cui ho fatto cenno (calo dei redditi, volatilità dei prezzi, accresciuta concorrenza internazionale) rende ancor più necessaria che non in passato una politica europea organica e coerente. Occorre sottolineare che il sostegno economico ai nostri produttori è una integrazione al reddito che dobbiamo riconoscere loro a fronte dei costi aggiuntivi che gravano sulle imprese europee. Abbiamo costruito un’agricoltura che produce qualità e prodotti di eccellenza che non possiamo abbandonare”.

“In mancanza di aiuti adeguati – conclude Giancarlo Galan- l’agricoltura comunitaria sarebbe destinata al declino ed il modello agroalimentare costituito con l’impegno di generazioni di agricoltori europei verrebbe inesorabilmente ridimensionato. Dobbiamo difendere ciò che abbiamo costruito con decenni di civiltà”.

Ministero delle politiche agricole
alimentari e forestali.

mercoledì 26 maggio 2010

RINNOVATO IL CONTRATTO DI OPERAI AGRICOLI E FLOROVIVAISTI GALAN: RIPARTA ANCHE DA QUI IL RILANCIO DEL SETTORE

“La notizia di questa mattina sul rinnovo del contratto nazionale di oltre un milione di lavoratori agricoli e florovivaisti, scaduto il 31 dicembre scorso, dà sollievo all’intero mondo dell’agricoltura italiana. I tempi celeri, confrontati con quelli di altri settori nel contesto di crisi economica che stiamo vivendo, sono un segnale assolutamente positivo. Le soluzioni approvate rappresentano un nuovo importante punto di partenza per il settore: l’incremento salariale, le regole per il part-time e l’apprendistato, la questione degli appalti, la contrattazione di settore per comparti produttivi. Il sistema delle imprese e i sindacati hanno saputo incontrarsi e trovare, insieme, delle soluzioni condivise a vantaggio di tutti i soggetti interessati. Riparta anche da qui il rilancio della nostra agricoltura”.
Così il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, Giancarlo Galan, commenta il rinnovo del Ccnl degli operai agricoli e florovivaisti, sottoscritto questa mattina dai sindacati Uila-Uil, Fai-Cisl, Flai-Cgil insieme a Coldiretti, Confagricoltura e Cia.

Ministero delle politiche agricole
alimentari e forestali.