mercoledì 9 marzo 2016

DIFESA SOSTENIBILE DELLE COLTURE

Principi, sistemi e tecnologie applicate alle produzioni agricole
a cura di Paola Battilani

Illustrare l’importanza e la complessità della difesa sostenibile delle colture e dei loro prodotti è impresa ardua, per la molteplicità delle conoscenze richieste e per l’istintiva avversione dei non addetti ai lavori all’impiego di sostanze “non naturali”. Partendo dal principio che la conoscenza dei fenomeni è la base per una loro gestione razionale, il testo inizia dalla descrizione delle interazioni pianta-parassita-ambiente, incluse le erbe infestanti, e dei conseguenti effetti indesiderati, compresa la produzione di sostanze tossiche. Segue poi la rassegna dei mezzi di prevenzione e lotta, agronomici, fisici, chimici e biologici, il tutto visto nel contesto legislativo vigente. È stato dato spazio ad esperienze significative e consolidate nella gestione delle avversità, quali la resistenza genetica e l’uso dei feromoni, o più innovative, come l’impiego dei modelli previsionali, dei metodi molecolari e della genomica. Inoltre, sono stati definiti gli indicatori di sostenibilità come strumento di valutazione del percorso seguito nella difesa delle colture.

Paola Battilani è professore di Patologia Vegetale presso la Facoltà di Scienze Agrarie, Alimentari ed Ambientali dell’Università Cattolica del S. Cuore di Piacenza. Ha partecipato a diversi progetti di ricerca nazionali e internazionali, compresi progetti finanziati dalla Commissione Europea e da EFSA, svolgendo spesso il ruolo di coordinatore. E’ autore di più di 70 lavori pubblicati in riviste internazionali con impact factor, di 6 volumi internazionali, referee ad hoc di numerose riviste internazionali, in alcune membro dell’editorial board. In questo volume coordina 40 esperti in difesa delle colture.

€ 38,50 - 2016 Edagricole di New Business Media srl
ISBN: 978-88-506-5504-5
Pagine 336 – formato 19,5x26 cm

sabato 5 marzo 2016



Milano, 4 Marzo 2016



Agroalimentare Italiano volano della ripresa: il tema lanciato dall’Academy di Confagricoltura alla Business School Sole 24 Ore

Le imprese agricole del nostro Paese hanno la necessità di  riposizionarsi per ritrovare capacità competitiva e produrre reddito per assicurarsi un futuro. Questo il filo conduttore dei temi trattati durante l’annuale edizione dell’Academy di Confagricoltura Lombardia, attualmente in corso ed articolata in due giornate, con l’intervento di personalità di grande rilievo. Al tavolo di confronto hanno partecipato –tra gli altri-   il Presidente di Confagricoltura Mario Guidi,  l’assessore Regionale Gianni Fava, il presidente di Confagricoltura Lombardia Matteo Lasagna e Angelo Zucchi capo Segreteria del ministero.
“Flessibilità di bilancio, flussi migratori, crediti deteriorati delle banche: li risolve l’Europa o risolvono l’Europa?” Questa la domanda  centrale affrontata nella mattinata di lavori del 3 Marzo nell’ambito della convention di Confagricoltura Lombardia  presso la sede del Gruppo Sole 24 Ore. Un momento dedicato alle prospettive future del contesto europeo, per comprendere se sia possibile immaginare un’Europa realmente unita o se si assisterà ad un processo involutivo di disgregazione dell’Unione.
Così ha commentato il Presidente di Confagricoltura Mario Guidi:
Spesso viene data la colpa all’Europa, ma ci si deve chiedere  come mai altri paesi come l’Olanda, la Danimarca e il Belgio siano in grado di produrre in maniera più efficace. Dobbiamo imparare tutti ad essere più europeisti ed autocritici, poiché questa Europa rischia davvero di sfaldarsi sotto il peso della pressione finanziaria e questo sarebbe un peccato. Occorre quindi pensare bene a che Europa vogliamo per il futuro rifondandola perché i motivi per cui ci siamo riuniti circa 60 anni fa non sono più gli stessi.”

“L’Academy di Confagricoltura Lombardia è l’occasione per fare il punto sul cambiamento che sta affrontando il comparto- questa la sintesi di Matteo Lasagna, numero uno dell’organizzazione Lombarda-  I fatti del mondo influenzano l’agricoltura e l’agricoltura incide sui cambiamenti in atto. Lo stravolgimento dell’economia Europea, gli influssi del Bail in, i flussi migratori hanno ripercussioni  sull’agricoltura. Oggi l’academy ha reso possibile una riflessione sulla revisione e nuova impostazione della politica agricola comune e sulle effettive competenze che dovrà avere il nuovo  ministero dell’agroalimentare. Maggiore sarà la  rapidità con cui riusciremo ad intercettare la velocità di cambiamento, più rapido sarà il beneficio per aziende.”
Eredità di Expo 2015 è  la proposta di una riforma dell’ organizzazione per approdare a un vero e proprio Ministero dell'Agroalimentare italiano in grado di dare unità e forza al settore. Non si tratta certo solo di un cambio di denominazione – è stato ribadito durante l’assise-  ma di una scelta strategica figlia delle necessità e delle potenzialità del comparto, sempre più attore protagonista decisivo del nuovo modello di sviluppo del Paese. L’obiettivo della convention è  stato quello di capire quali gli ambiti di effettiva competenza e l’impatto sul comparto primario del nuovo Ministero, la cui nascita è stata sollecitata da Confagricoltura.
A riguardo, l’Assessore Agricoltura di Regione Lombardi Gianni Fava:
“Il Ministero dell’Agroalimentare, se ben congeniato, è una bella soluzione. Io l’ho anticipato, la mia delega, infatti, è all’agroalimentare non tanto e non solo all’agricoltura. Abbiamo ritenuto necessario allineare la filiera, nonostante sia più forte il settore della trasformazione rispetto al primario. Se questo Ministero troverà un equilibrio tra le parti e cercherà di riordinare la distribuzione del reddito, prevedo risultati positivi.”.
“Questa decisione è l’eredità che ci ha lasciato expo 2015- ha sottolineato Angelo Zucchi capo segreteria del Ministero-  per  rendere più competitiva l’intera filiera del cibo e della sua produzione  è necessario coinvolgere tutti i soggetti che vi partecipano . Solo se riusciremo a mettere insieme tutti i diversi soggetti il nuovo ministero rappresenterà uno strumento di accelerazione e di sintesi per promuovere il Made in Italy in maniera più efficae”.


La giornata di oggi  venerdì 4 marzo sarà, invece, dedicata all’analisi di temi più tecnici ed organizzativi anche in un’ottica di continuità dei lavori del Convegno Quadri di Confagricoltura, che si è tenuto lo scorso dicembre.

giovedì 3 marzo 2016





JAFGREEN® nasce dall’incontro della scienza più evoluta con la sapienza più antica, la nanotecnologia si mette a servizio della terra e dei suoi frutti.

Le rocce incontaminate del deserto e la vegetazione del Nord Africa diventano nutrimento essenziale ed indispensabile per ottenere una pianta forte, con un apparato radicale ben sviluppato, in grado di produrre un raccolto ottimale sia da un punto di vista qualitativo che quantitativo, preservando la fertilità del suolo, nel rispetto dell’ambiente.


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Milano, 4 marzo 2016

L’Academy 2016 di Confagricoltura Lombardia per affrontare
uno scenario in trasformazione.

“Il contesto in cui viviamo e in cui le aziende agricole svolgono la loro attività sta attraversando un periodo di profonde trasformazioni, che interessano l’assetto istituzionale, le politiche economiche e le dinamiche del mercato: compito di un’organizzazione di rappresentanza come la nostra è quello di comprendere pienamente i cambiamenti in atto per poter ridefinire il proprio ruolo e il proprio modello operativo per continuare a sostenere in maniera efficace le aziende associate” afferma il presidente di Confagricoltura Lombardia Matteo Lasagna, nel presentare l’Academy 2016 in corso di svolgimento oggi, giovedì 3 marzo, e domani presso la sede del Sole 24Ore a Milano.
“Con l’aiuto di autorevoli rappresentanti del mondo delle istituzioni, della comunicazione e del sistema bancario vogliamo approfondire, in questi due giorni, una serie di scenari interessati in questo momento da cambiamenti importanti che si ripercuoteranno sul nostro comparto: l’Unione europea, il nuovo ministero dell’Agroalimentare, la Politica Agricola Comunitaria” prosegue il presidente di Confagricoltura Lombardia.
“Fenomeni a cui è legato il futuro del comparto agricolo italiano e delle aziende che rappresentiamo: un futuro che non è una prospettiva lontana, ma che, di fatto, è già iniziato – conclude Matteo Lasagna – Più rapidi saremo a interpretare e a rispondere a questi cambiamenti e più forte e rappresentativa potrà essere la nostra Organizzazione”.

 Confagricoltura Latina

mercoledì 8 luglio 2015

Gabriella Poli nominata alla presidenza di Confagricoltura Donna

“Desidero congratularmi con Gabriella Poli per la sua elezione alla presidenza

nazionale di Confagricoltura Donna” afferma il presidente di Confagricoltura Lombardia

Matteo Lasagna “L’imprenditoria femminile è una realtà sempre più rilevante nel

contesto agricolo a cui la nostra Organizzazione guarda con grande attenzione e siamo

orgogliosi che una nostra associata sia stata chiamata a ricoprire questo ruolo di

grande prestigio”

Gabriella Poli, presidente di Confagricoltura Donna Lombardia, conduce un’azienda

agricola ad indirizzo cerealicolo e zootecnico con allevamento di suini a Motta Baluffi,

in provincia di Cremona

“Sono onorata e felice per questo incarico. Sento la responsabilità di rappresentare e

valorizzare il ruolo delle donne, fondamentale per il lavoro che svolgono e per il

contributo all’agricoltura e alla crescita del Paese. Promuoveremo lo sviluppo

dell’imprenditoria femminile agricola in sinergia con le Istituzioni e le altre

Organizzazioni.” ha dichiarato Gabriella Poli a commento della sua elezione.

In occasione dell’assemblea di Confagricoltura Donna celebratasi nella giornata di ieri

7 luglio, sono state inoltre elette le due vicepresidenti nazionali: Paola Granata in

rappresentanza della Calabria e Alessandra Oddi Baglioni in rappresentanza

dell’Umbria.

Nominate invece come componenti del Consiglio Direttivo Maria Pia Piricò (Sicilia),

Maria Teresa Melchior (Piemonte), Rosanna Scipioni (Emilia Romagna) e Silvia

Guadalupi (Liguria).

Confagricoltura Lombardia

mercoledì 1 luglio 2015

Il Chianti Colli Fiorentini è il primo consorzio di viticoltori ad adottare e promuovere Operation Pollinator Il progetto di Syngenta di promozione della biodiversità sposa il mondo del vino nel territorio del Chianti Colli Fiorentini. I primi frutti dell’Operation Pollinator saranno visibili già dai prossimi mesi

Firenze, 1 luglio 2015 – Nel cuore della Toscana nasce il primo progetto per garantire la convivenza tra agricoltura produttiva e un ambiente vivo e ricco in termini di biodiversità. Quello di Chianti Colli Fiorentini, infatti, è il primo consorzio di produttori vitivinicoli ad aver adottato Operation Pollinator, il progetto internazionale per la salvaguardia della biodiversità attraverso la gestione multifunzionale del territorio, sviluppato da Syngenta e avviato in anteprima questa primavera nel cuore della Toscana.
Attivo in oltre 14 Paesi europei, in Italia l’Operation Pollinator è partito nel 2007 ed è presente oggi già in 14 regioni italiane. Promosso da Syngenta, Gruppo internazionale interamente dedicato all’agricoltura, il progetto mira a realizzare habitat adeguati in grado di fornire fonti di polline e nettare per gli insetti impollinatori all’interno degli areali agricoli, con l’obiettivo di proteggere e migliorare la biodiversità, aumentare la resa e la qualità del raccolto garantendo allo stesso tempo un’agricoltura sostenibile e compatibile con l’ambiente. Operation Pollinator è parte dell’ambizioso programma The Good Growth Plan e rientra in uno dei sei impegni concreti per il futuro dell'agricoltura che Syngenta si è impegnata a  portare a termine entro il 2020.
Il Consorzio Chianti Colli Fiorentini, impegnato nella tutela e nella valorizzazione della Docg Chianti Colli Fiorentini, ha particolarmente apprezzato le potenzialità del progetto e deciso di promuoverlo tra i propri associati seminando questa primavera in due aziende le prime aree dimostrative. Si tratta del Castello di Poppiano, nel cuore di Montespertoli, e de La Querce, la cantina immersa nelle colline dell’Impruneta, dove sono state individuate e seminate alcune aree marginali ben integrate nel contesto agricolo con essenze adatte a incrementare la popolazione degli insetti impollinatori.
“Siamo felici di poter collaborare nuovamente con Syngenta – afferma Marina Malenchini, presidente del Consorzio Chianti Colli Fiorentini – da anni partner e sostenitore di iniziative di rilievo per la nostra realtà, e allo stesso tempo siamo orgogliosi di essere il primo Consorzio a ospitare questo ambizioso progetto. L’Operation Pollinator rappresenta un’occasione significativa per valorizzare il nostro territorio e differenziare i nostri prodotti attraverso un sistema di agricoltura sostenibile, offrendo un’opportunità in più per richiamare l’attenzione di turisti italiani ed esteri”.
I primi frutti di questa attività saranno visibili già tra pochissimi mesi e in autunno l’Operation Pollinator si estenderà ulteriormente all’interno della Docg dove toccherà altre realtà del Consorzio Chianti Colli Fiorentini, da Scandicci a Barberino Val d’Elsa passando per San Casciano in Val di Pesa e Certaldo: un’occasione significativa per lo sviluppo di una vera e propria rete ecologica a vantaggio della biodiversità.

“È un piacere per noi continuare a collaborare con una realtà importante come il Consorzio Chianti Colli Fiorentini e in un settore, quello del vino, che rappresenta il Made in Italy nel Mondo”, ha detto Fabio Berta, Sustainable Agriculture manager di Syngenta. “Ci auguriamo che quello intrapreso sia solo il primo passo di un lungo percorso che richiederà sempre più il coinvolgimento di soggetti pubblici oltre che privati”.

Consorzio Chianti Colli Fiorentini

MIPAAF: PRESENTATO AD EXPO IL CREA MARTINA: NUOVO ENTE PROTAGONISTA SALTO DI QUALITÀ SULLA RICERCA AGRICOLA E AGROALIMENTARE ITALIANA

Il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali comunica che oggi ad Expo è stato presentato, il “CREA - Consiglio per la ricerca in agricoltura e l’analisi dell’economia agraria”, nato dall’unione degli enti collegati Inea (Istituto nazionale di economia agraria) e Cra (Consiglio per la ricerca e la sperimentazione in agricoltura).
Il nuovo soggetto punta a garantire e rilanciare le aree di intervento e di azione dei due enti, con un maggiore collegamento alle esigenze del mondo produttivo, dando risposte concrete ad un settore come quello agroalimentare che necessita fortemente di un soggetto autorevole e di riferimento nel campo della ricerca e dello studio economico.
“Il Crea sarà protagonista – ha commentato il Ministro Maurizio Martina, intervenendo alla presentazione - del rilancio della ricerca e dell'analisi economica per il settore agroalimentare. Vogliamo valorizzare la grande professionalità dei nostri ricercatori, consapevoli dell'importanza del lavoro che è stato portato avanti fino ad oggi. L'Italia non è all'anno zero nella ricerca, lo dimostrano i risultati che abbiamo a livello internazionale negli studi sulla genomica vegetale e animale. Abbiamo davanti la grande occasione europea di Horizon 2020, - ha proseguito il Ministro - dove il nostro Paese deve essere alla guida di uno sviluppo delle linee di studio e di innovazione. Favoriremo al massimo anche l'interazione e la collaborazione del Crea col Cnr, proprio perché abbiamo a cuore gli obiettivi ambiziosi che ci stiamo dando. Così come in questi mesi stiamo rafforzando le cooperazioni con gli istituti di altri Paesi, che molto spesso ci chiamano proprio per le nostre competenze. Abbiamo fortemente voluto presentare questa riorganizzazione qui ad Expo, perché in questi sei mesi di esposizione il ruolo e il dibattito sul fronte dell'innovazione scientifica è cruciale. Allora – ha concluso Martina - da qui lanciamo la sfida al cambiamento e a un salto di qualità sulla ricerca agricola e agroalimentare italiana, dando spazio alle capacità, all'entusiasmo e alla passione dei nostri ricercatori. Siamo consapevoli che non c'è sviluppo, non c'è crescita, non c'è futuro se manca la ricerca.”
Il Crea è stato presentato, alla presenza anche del Presidente del Consiglio Nazionale delle Ricerche Luigi Nicolais, da Salvatore Parlato, commissario straordinario del nuovo ente, insieme ai due sub commissari Alessandra Gentile e Michele Pisante.
“Il CREA, così riformato, - ha affermato Parlato - si presenta più agile e compatto, più sintonizzato sulle esigenze del territorio e dell’impresa, più pronto a cogliere opportunità di finanziamento nazionali ed europee e a valorizzare l’eccellenza scientifica dei suoi ricercatori. Intendiamo essere il sostegno del made in Italy di fronte alle grandi sfide dell’agroalimentare”.
Intervenendo alla presentazione, Lorenzo Micheli dell'Ufficio di Gabinetto del Miur ha confermato l'intervento del Ministero dell'Istruzione nella ricerca agroalimentare. In particolare, attraverso il Fondo integrativo speciale per la ricerca, partiranno a breve dei "PhD Cibo e sviluppo sostenibile", che dureranno tre anni e avranno l'obiettivo di sostenere gli studi e favorire l'inserimento nel mondo del lavoro dei ricercatori in campo agroalimentare.
LE AREE DI RICERCA
Il nuovo assetto del Crea prevede, distribuiti in tutto il territorio nazionale, 12 Centri di ricerca -ciascuno con una o più sedi di cui
6 disciplinari:
- genomica e bioinformatica,
- agricoltura e ambiente,
- difesa e certificazione,
- ingegneria e trasformazioni agroalimentari,
- alimenti e nutrizione,
- politiche e bioeconomia
6 di filiera:
- cerealicoltura e colture industriali,
- colture arboree - cioè alberi da frutta, agrumi e olivo
- viticoltura ed enologia,
- orticoltura e florovivaismo,
- zootecnia e acquacoltura,
- foreste e produzioni del legno.
GLI OBIETTIVI
- Maggior economicità della gestione e migliore organizzazione, anche di tipo amministrativo;
- Maggior coordinamento delle attività e miglior capacità di controllo e monitoraggio dei risultati, rispetto agli obiettivi strategici e di indirizzo scientifico;
- Innalzamento qualitativo della ricerca, grazie al maggior accesso alle apparecchiature scientifiche e all’accresciuta possibilità di confronto tra ricercatori.


Ministero Politiche Agricole